Cronaca

Il cardiologo di nuovo al lavoro, ma verrà “esaminato”

Il cardiologo di nuovo al lavoro, ma verrà “esaminato”
Cronaca 05 Dicembre 2015 ore 12:21

NOVARA - Revocata la sospensione “in via cautelativa” dalla cosiddetta “attività di elezione” del medico di Cardiologia 1 dell’Ospedale Maggiore, sospensione adottata agli inizi di novembre dai vertici dell’Azienda per consentire “accertamenti di tipo amministrativo» sul suo operato. Operato che verrà ora valutato da una sorta di “arbitro”. Nel frattempo, però, il professionista è tornato al lavoro. Impegnato nella Emodinamica della Cardiologia 1 (Universitaria) diretta dal professor Paolo Marino - dove vengono effettuati interventi quali ad esempio coronarografie, angioplastiche, impianti di pacemaker e defibrillatore automatico - era stato appunto “parcheggiato” in attesa dell’esito degli accertamenti. Su cosa? Spiegazione della Direzione sanitaria, da noi a suo tempo interpellata (dopodichè sul caso non ha più fatto sapere niente): «Ci sono norme nazionali che impongono di monitorare costantemente l’utilizzo dei dispositivi, da parte dei medici dipendenti e convenzionati; nell’ambito del monitoraggio la Direzione sanitaria ha chiesto ai vari Responsabili di Strutture che utilizzano dispositivi medici di rendicontare l’utilizzo dei dispositivi, da parte dei singoli medici. Dalla rendicontazione è emerso che nel Servizio di Emodinamica un medico (appunto quello in questione, ndr) ha un utilizzo di dispositivi molto superiore rispetto alla media del consumo degli altri colleghi. Questa differenza è giustificata solo in parte dal maggior numero di interventi eseguiti dal medico; conseguentemente, si è aperta una verifica volta ad accertare le cause del maggior utilizzo. Si tratta di una verifica di carattere e consistenza esclusivamente amministrativo-organizzativi». Probabile che i “dispositivi” in questione siano, stent, “palloncini” o forse pacemaker. 

Perché il suddetto medico ne ha utilizzati di più rispetto alla media? «Ho chiesto un “arbitrato” - spiega il professor Giorgio Bellomo, presidente della Scuola di Medicina della “Avogadro” - che è stato accettato. Un professionista super partes, appositamente incaricato, darà ora una risposta». Ovvero, ci è sembrato di capire: studierà i “casi” trattati dal medico in questione, stabilendo se quest’ultimo ha ben operato oppure ha per così dire “esagerato”. A quel punto, e solo a quel punto, si potranno tirare le opportune conclusioni. Nel frattempo, come detto, il medico ha ripreso regolarmente il suo lavoro.

NOVARA - Revocata la sospensione “in via cautelativa” dalla cosiddetta “attività di elezione” del medico di Cardiologia 1 dell’Ospedale Maggiore, sospensione adottata agli inizi di novembre dai vertici dell’Azienda per consentire “accertamenti di tipo amministrativo» sul suo operato. Operato che verrà ora valutato da una sorta di “arbitro”. Nel frattempo, però, il professionista è tornato al lavoro. Impegnato nella Emodinamica della Cardiologia 1 (Universitaria) diretta dal professor Paolo Marino - dove vengono effettuati interventi quali ad esempio coronarografie, angioplastiche, impianti di pacemaker e defibrillatore automatico - era stato appunto “parcheggiato” in attesa dell’esito degli accertamenti. Su cosa? Spiegazione della Direzione sanitaria, da noi a suo tempo interpellata (dopodichè sul caso non ha più fatto sapere niente): «Ci sono norme nazionali che impongono di monitorare costantemente l’utilizzo dei dispositivi, da parte dei medici dipendenti e convenzionati; nell’ambito del monitoraggio la Direzione sanitaria ha chiesto ai vari Responsabili di Strutture che utilizzano dispositivi medici di rendicontare l’utilizzo dei dispositivi, da parte dei singoli medici. Dalla rendicontazione è emerso che nel Servizio di Emodinamica un medico (appunto quello in questione, ndr) ha un utilizzo di dispositivi molto superiore rispetto alla media del consumo degli altri colleghi. Questa differenza è giustificata solo in parte dal maggior numero di interventi eseguiti dal medico; conseguentemente, si è aperta una verifica volta ad accertare le cause del maggior utilizzo. Si tratta di una verifica di carattere e consistenza esclusivamente amministrativo-organizzativi». Probabile che i “dispositivi” in questione siano, stent, “palloncini” o forse pacemaker. 

Perché il suddetto medico ne ha utilizzati di più rispetto alla media? «Ho chiesto un “arbitrato” - spiega il professor Giorgio Bellomo, presidente della Scuola di Medicina della “Avogadro” - che è stato accettato. Un professionista super partes, appositamente incaricato, darà ora una risposta». Ovvero, ci è sembrato di capire: studierà i “casi” trattati dal medico in questione, stabilendo se quest’ultimo ha ben operato oppure ha per così dire “esagerato”. A quel punto, e solo a quel punto, si potranno tirare le opportune conclusioni. Nel frattempo, come detto, il medico ha ripreso regolarmente il suo lavoro.

p.v.