Il Comune di Casalino disponibile ad accogliere migranti

Il Comune di Casalino disponibile ad accogliere migranti
Cronaca 12 Agosto 2015 ore 09:18

CASALINO - "Ne abbiamo parlato in occasione dell’ultimo consiglio comunale, a fine mese. Certo, non è un’operazione che si possa mettere in campo dall’oggi al domani ma la disponibilità di Casalino nell’accogliere i migranti c’è. Bisogna stabilire modalità e soprattutto far sì che non si tratti soltanto di un’azione “tappabuco”: sono persone, vanno trattate come tali, bisogna pensare cosa far fare loro lungo la giornata e via di questo passo".
Sergio Ferrari, sindaco di Casalino, è perentorio. Nell’annunciare che il suo Comune sarebbe disponibile ad accogliere i profughi nell’ex dormitorio – ristoro per le mondine di Ponzana, non manca di sottolineare come "questo non possa avvenire dall’oggi al domani. Anzitutto perché la struttura necessiterebbe di manutenzione; e noi questi soldi attualmente non li abbiamo. Poi perché ogni azione umanitaria deve indiscutibilmente passare dal rispetto della persona: non possiamo preparare loro qualche camera, farli alloggiare li e… basta così". Non solo: "Va ricordato che lo stabile attualmente è di proprietà dell’agenzia del Demanio. Si potrebbe tentare lo stesso iter già messo in atto per la palazzina dell’ex fascio di combattimento di via Manenti al fine di farlo passare al Comune, ma ci vuole qualche mese…".
Una volta passato al Comune "allora si potrebbe pensare ad una ristrutturazione dell’edificio (servirebbero all’incirca 200 mila euro) e ad un’azione sociale da mettere in atto".
Ponzana, va ricordato, è frazione del paese nella quale vi è un’altra grande opera sociale: quella di casa Shalom-Casa Betania. "Si potrebbe anche pensare ad un’azione concertata".
L’ex dormitorio delle mondine risale, quale costruzione, agli anni Trenta e sarebbe stato utilizzato per una trentina d’anni; nel 1970 divenne funzionale per una cooperativa agricola, poi è iniziato lo stato di degrado. Nelle vicinanze vi è anche la stazione ferroviaria e "un accordo con le Ferrovie potrebbe anche prevedere di ripristinare la sosta di alcuni convogli, portando così benefici per l’intera popolazione" aggiunge ancora Ferrari. Che comunque non intende cedere sul fronte della programmazione: "Non si puo’ gestire un’emergenza in emergenza. Pensiamo ad una programmazione ad hoc. Siamo disponibili a parlarne".
Paolo Usellini


CASALINO - "Ne abbiamo parlato in occasione dell’ultimo consiglio comunale, a fine mese. Certo, non è un’operazione che si possa mettere in campo dall’oggi al domani ma la disponibilità di Casalino nell’accogliere i migranti c’è. Bisogna stabilire modalità e soprattutto far sì che non si tratti soltanto di un’azione “tappabuco”: sono persone, vanno trattate come tali, bisogna pensare cosa far fare loro lungo la giornata e via di questo passo".
Sergio Ferrari, sindaco di Casalino, è perentorio. Nell’annunciare che il suo Comune sarebbe disponibile ad accogliere i profughi nell’ex dormitorio – ristoro per le mondine di Ponzana, non manca di sottolineare come "questo non possa avvenire dall’oggi al domani. Anzitutto perché la struttura necessiterebbe di manutenzione; e noi questi soldi attualmente non li abbiamo. Poi perché ogni azione umanitaria deve indiscutibilmente passare dal rispetto della persona: non possiamo preparare loro qualche camera, farli alloggiare li e… basta così". Non solo: "Va ricordato che lo stabile attualmente è di proprietà dell’agenzia del Demanio. Si potrebbe tentare lo stesso iter già messo in atto per la palazzina dell’ex fascio di combattimento di via Manenti al fine di farlo passare al Comune, ma ci vuole qualche mese…".
Una volta passato al Comune "allora si potrebbe pensare ad una ristrutturazione dell’edificio (servirebbero all’incirca 200 mila euro) e ad un’azione sociale da mettere in atto".
Ponzana, va ricordato, è frazione del paese nella quale vi è un’altra grande opera sociale: quella di casa Shalom-Casa Betania. "Si potrebbe anche pensare ad un’azione concertata".
L’ex dormitorio delle mondine risale, quale costruzione, agli anni Trenta e sarebbe stato utilizzato per una trentina d’anni; nel 1970 divenne funzionale per una cooperativa agricola, poi è iniziato lo stato di degrado. Nelle vicinanze vi è anche la stazione ferroviaria e "un accordo con le Ferrovie potrebbe anche prevedere di ripristinare la sosta di alcuni convogli, portando così benefici per l’intera popolazione" aggiunge ancora Ferrari. Che comunque non intende cedere sul fronte della programmazione: "Non si puo’ gestire un’emergenza in emergenza. Pensiamo ad una programmazione ad hoc. Siamo disponibili a parlarne".
Paolo Usellini