Il lago Maggiore non sta ancora bene

Il lago Maggiore non sta ancora bene
12 Luglio 2015 ore 02:34

MEINA – Un’immagine non così limpida quella fotografata dalla Goletta dei Laghi per quanto riguarda la salute del Lago Maggiore. Sostanzialmente nulla di nuovo sotto il sole, o meglio sott’acqua, per quanto riguarda i campionamenti della sponda piemontese del Maggiore. I risultati dei monitoraggi compiuti dal Cigno Azzurro tra le province di Vco e Novara sono stati presentati giovedì presso la sede della Lega Navale, che per il secondo anno consecutivo ha ospitato la tappa conclusiva del tour piemontese della campagna nazionale di Legambiente a tutela dei bacini lacustri italiani – in collaborazione con il COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Esausti) e Novamont. 

MEINA – Un’immagine non così limpida quella fotografata dalla Goletta dei Laghi per quanto riguarda la salute del Lago Maggiore. Sostanzialmente nulla di nuovo sotto il sole, o meglio sott’acqua, per quanto riguarda i campionamenti della sponda piemontese del Maggiore. I risultati dei monitoraggi compiuti dal Cigno Azzurro tra le province di Vco e Novara sono stati presentati giovedì presso la sede della Lega Navale, che per il secondo anno consecutivo ha ospitato la tappa conclusiva del tour piemontese della campagna nazionale di Legambiente a tutela dei bacini lacustri italiani – in collaborazione con il COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Esausti) e Novamont.
Presenti per illustrare i dati il presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Fabio Dovana, Simone Nuglio, responsabile nazionale Goletta, e Andrea Minutolo, coordinatore scientifico che ha ricordato: «quest’anno è una data importante perché sono dieci anni di attività e a fine anno scadranno i termini per raggiungere un buon stato di qualità delle acque interne come imposto dalla direttiva Ue 2000/60. Non ci vogliamo sostituire alle agenzie preposte al controllo, ma investighiamo le criticità segnalate dai cittadini e dal territorio». I monitoraggi effettuati con un laboratorio mobile individuano i batteri fecali dovuti il più delle volte ad una cattiva o assente depurazione. «I punti che erano inquinati continuano ad esserlo, non sono state messe in campo competenze e risorse per affrontare il problema» l’analisi di Minutolo. Ancora una volta, infatti, si è registrata una situazione negativa, quasi una fotocopia di quanto denunciato lo scorso anno: poco o nulla è cambiato. Rispetto al 2014 i livelli di enterococchi intestinali ed escherichia coli sono ancora molto alti. Più della metà superano del doppio i limiti di legge. I dati parlano di sei punti, su dieci, “fortemente inquinati”. Nel Vco due su quattro non superano l’esame, mentre nel Novarese ben quattro su sei. «Seppure la salute generale del lago è buona, la sponda piemontese del Maggiore presenta ancora criticità serie. Passano gli anni ma la situazione è immutata – denuncia Fabio Dovana – lo abbiamo segnalato alle amministrazioni locali, eppure ben poco è stato fatto». Sono stati praticamente presi in esame gli stessi punti dell’anno scorso, tranne per Stresa dove il campionamento si è spostato dal porto turistico alla zona degli imbarchi per le isole. Nel Vco risultano fortemente inquinanti i punti della foce del fiume Toce a Verbania e lo sfioratore di piazza Marconi a Stresa. Rimangono entro i limiti invece le acque della foce del torrente San Bernardino a Verbania e lo scarico in corrispondenza di via Mazzini 57 a Belgirate. Bocciato il Novarese con una situazione «diffusamente critica e più complessa». Immutata e sempre critica la situazione per Dormelletto e Arona. Qui due punti su tre, in particolar modo in corrispondenza del lungolago Marconi e la foce del torrente Vevera. «Speriamo che con i lavori di allacciamento alla rete fognaria che verranno eseguiti sul lungolago possa essere risolto il problema come è stato anche per la zona del lungolago Caduti di Nassiriya, campionato per la prima volta nel 2013 e risultato fortemente inquinato, mentre già dallo scorso anno i monitoraggi hanno dato risultati positivi grazie ad una serie di interventi di allacciamento alla rete fognaria di alcuni scarichi della zona tanto che quest’anno ancora si trovava entro i limiti di legge» ha spiegato Roberto Signorelli del Circolo di Legambiente. Male anche il comune di Dormelletto, dove dalle analisi sono risultati fortemente inquinati sia la foce del rio Arlasca, al confine con Arona, sia la stazione di sollevamento vicino via Oberdan. In quest’ultimo punto è stata riscontrata una situazione «ambientale vergognosa»: non solo rifiuti solidi urbani e igienico-sanitari sparsi ovunque, ma anche acque torbide e fortemente maleodoranti con presenza di una patina melmosa nerastra sul fondo, tipica degli scarichi fognari veri e propri. Per il secondo anno consecutivo passa l’esame invece Meina presso il lungolago all’altezza di Corso Sempione 69. «Ora forse qualcuno sta muovendosi, ma c’era modo e tempo di farlo già molto prima – conclude Dovana – Se si prendesse ad esempio quanto fatto sul lago di Avigliana nel torinese, forse anche Novara e Vco potrebbero vantare riconoscimenti importanti e portare avanti uno sviluppo turistico di livello perché la buona qualità delle acque è anche un risultato che premia l’economia locale».

Maria Nausica Bucci

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