Cronaca

Imprenditrice assolta dall’accusa di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato

Imprenditrice assolta dall’accusa di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato
Cronaca 17 Aprile 2015 ore 22:20

NOVARA – Si è concluso con un’assoluzione questa mattina, venerdì 17 aprile, in Tribunale a Novara, un processo per ‘indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato’.

Alla sbarra c’era Ilaria Mora, 49 anni, presidente del Consiglio d’Amministrazione dello Scatolificio Mora di Borgomanero, difesa dall’avvocato Monica Rossi. Stando all’accusa iniziale la donna, cinque anni fa, avrebbe chiesto un finanziamento pubblico, avviando, però, i progetti prima della presentazione della domanda (in difformità, a quanto risulterebbe, da quanto prevedeva il relativo bando), dichiarando, sempre per l’accusa iniziale, il falso nella documentazione presentata in Regione.

Lo stesso pm Silvia Baglivo, all’udienza dello scorso gennaio, aveva chiesto per la donna l’assoluzione perché il fatto non sussiste, l’assoluzione quindi piena. La 49enne stessa era convinta che non ci fosse alcuna irregolarità nella procedura seguita per l’installazione di una nuova stampatrice.

Così l’hanno vista anche i giudici del Tribunale collegiale, che hanno assolto la donna.

mo.c.


NOVARA – Si è concluso con un’assoluzione questa mattina, venerdì 17 aprile, in Tribunale a Novara, un processo per ‘indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato’.

Alla sbarra c’era Ilaria Mora, 49 anni, presidente del Consiglio d’Amministrazione dello Scatolificio Mora di Borgomanero, difesa dall’avvocato Monica Rossi. Stando all’accusa iniziale la donna, cinque anni fa, avrebbe chiesto un finanziamento pubblico, avviando, però, i progetti prima della presentazione della domanda (in difformità, a quanto risulterebbe, da quanto prevedeva il relativo bando), dichiarando, sempre per l’accusa iniziale, il falso nella documentazione presentata in Regione.

Lo stesso pm Silvia Baglivo, all’udienza dello scorso gennaio, aveva chiesto per la donna l’assoluzione perché il fatto non sussiste, l’assoluzione quindi piena. La 49enne stessa era convinta che non ci fosse alcuna irregolarità nella procedura seguita per l’installazione di una nuova stampatrice.

Così l’hanno vista anche i giudici del Tribunale collegiale, che hanno assolto la donna.

mo.c.