Imputato di maltrattamenti e violenza, l’ex moglie: “minacciava di uccidermi”

Imputato di maltrattamenti e violenza, l’ex moglie: “minacciava di uccidermi”
24 Gennaio 2015 ore 03:58

NOVARA – «Mi ha picchiato anche mentre ero incinta. Non l’avevo denunciato, perché sarebbe successo il finimondo, visto quanto accaduto quando sono arrivata a chiedere la separazione. Quando ha scoperto di essere malato di Aids, ha detto che era colpa mia. Mi seguiva ovunque, anche dal dentista e mi minacciava. Ti brucio, ti ammazzo, ti uccido».

E’ la testimonianza resa venerdì mattina 23 gennaio, in Tribunale a Novara, da una donna marocchina, nel processo a carico del suo ex marito, un 40enne suo connazionale, alla sbarra con le accuse di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale aggravata.

 

NOVARA – «Mi ha picchiato anche mentre ero incinta. Non l’avevo denunciato, perché sarebbe successo il finimondo, visto quanto accaduto quando sono arrivata a chiedere la separazione. Quando ha scoperto di essere malato di Aids, ha detto che era colpa mia. Mi seguiva ovunque, anche dal dentista e mi minacciava. Ti brucio, ti ammazzo, ti uccido».

E’ la testimonianza resa venerdì mattina 23 gennaio, in Tribunale a Novara, da una donna marocchina, nel processo a carico del suo ex marito, un 40enne suo connazionale, alla sbarra con le accuse di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale aggravata.

La donna è giunta in Italia nel 1997 e ha dovuto sposare il compagno per un matrimonio combinato dalla famiglia. «Io mai ho voluto avere rapporti con lui. Senza avere voglia è un dolore infinito per le donne. Io piangevo e lui: “non mi fai pena”. Mi insultava perché non volevo avere rapporti».

Come emerso in altre udienze, l’uomo avrebbe costretto la donna a rapporti, anche dopo aver scoperto la malattia. La diagnosi pare risalga al 1999. Una giovane forte e che, ieri, pur tra le lacrime, ha saputo raccontare con forza e rispondendo a ogni domanda, quanto vissuto, spiegando anche come ora ce la stia facendo da sola. Ha studiato, è diventata Oss, e mantiene i suoi due figli. La ragazza si era confidata a un’operatrice di uno sportello donna e così tutta la storia era venuta alla luce. «Mi dice che sono una poco di buono, mi insulta e mi picchia», aveva riferito la donna.

La denuncia era partita quando lei aveva chiesto la separazione e lui avrebbe minacciato di ammazzarsi. Prossima udienza il 24 aprile.

mo.c.

 

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