Cronaca

In carcere da ottobre per estorsione: torna in libertà

In carcere da ottobre per estorsione: torna in libertà
Cronaca 22 Marzo 2016 ore 08:04

NOVARA – E’ tornato libero, pur se sottoposto ad alcuni obblighi, Mario Bizzantino, il 56enne originario di Salerno, ma residente a Romentino, che a ottobre dello scorso anno era stato arrestato per estorsione dalla Squadra Mobile di Novara e nei cui confronti, venerdì scorso, si è aperto il processo in Tribunale.

Proprio in questa occasione, il difensore, l’avvocato Antonio Costa Barbè, aveva chiesto per il suo assistito una misura cautelare meno afflittiva rispetto a quella del carcere, dove si trovava dallo scorso ottobre (era detenuto a Vercelli).

Il Collegio ha accolto la richiesta, sostituendo la misura del carcere con l’obbligo di dimora nei confini di Romentino e il divieto di allontanarsene senza l’autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria e con il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle parti offese, prescrivendogli inoltre di stare ad almeno 300 metri da dove si trovano queste persone. Il Collegio ha inoltre respinto la richiesta della parte civile di sequestro preventivo dei beni, non ritenendola al momento fondata.

mo.c.

 


NOVARA – E’ tornato libero, pur se sottoposto ad alcuni obblighi, Mario Bizzantino, il 56enne originario di Salerno, ma residente a Romentino, che a ottobre dello scorso anno era stato arrestato per estorsione dalla Squadra Mobile di Novara e nei cui confronti, venerdì scorso, si è aperto il processo in Tribunale.

Proprio in questa occasione, il difensore, l’avvocato Antonio Costa Barbè, aveva chiesto per il suo assistito una misura cautelare meno afflittiva rispetto a quella del carcere, dove si trovava dallo scorso ottobre (era detenuto a Vercelli).

Il Collegio ha accolto la richiesta, sostituendo la misura del carcere con l’obbligo di dimora nei confini di Romentino e il divieto di allontanarsene senza l’autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria e con il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle parti offese, prescrivendogli inoltre di stare ad almeno 300 metri da dove si trovano queste persone. Il Collegio ha inoltre respinto la richiesta della parte civile di sequestro preventivo dei beni, non ritenendola al momento fondata.

mo.c.

 

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