Cronaca

In mezzo alle polemiche, Buonanno: ha mostrato una pistola in una trasmissione tv

In mezzo alle polemiche, Buonanno: ha mostrato una pistola in una trasmissione tv
Cronaca 23 Ottobre 2015 ore 16:42

BORGOSESIA – L’europarlamentare Gianluca Buonanno, già sindaco di Varallo e Serravalle Sesia e ora primo cittadino di Borgosesia, molto conosciuto anche nel Novarese, ne ha ‘combinata’ un’altra delle sue.

Stamattina, ore 10,30 circa, in collegamento con SkyTg24 da Borgosesia, il rappresentante del Carroccio ha mostrato in primo piano una pistola. Il politico doveva intervenire sul caso del pensionato indagato per omicidio volontario, dopo aver ucciso, sparando, un albanese che si era introdotto nella sua abitazione in quel di Vaprio d’Adda. In particolare Buonanno avrebbe dovuto illustrare la sua ultima proposta ‘shock’: un contributo di 250 euro per chi compra una pistola. L’intento del sindaco sarebbe quello di portare questo bonus nel suo Comune, a Borgosesia. Proprio a questo punto Buonanno ha mostrato una pistola.
La trasmissione è stata quasi subito sospesa, visto che, nonostante i plurimi inviti della conduttrice, Buonanno non ha smesso di mostrare la pistola, anzi rispondendo anche all’invito, dicendo ‘ma guardate che non è carica’.

BORGOSESIA – L’europarlamentare Gianluca Buonanno, già sindaco di Varallo e Serravalle Sesia e ora primo cittadino di Borgosesia, molto conosciuto anche nel Novarese, ne ha ‘combinata’ un’altra delle sue.

Stamattina, ore 10,30 circa, in collegamento con SkyTg24 da Borgosesia, il rappresentante del Carroccio ha mostrato in primo piano una pistola. Il politico doveva intervenire sul caso del pensionato indagato per omicidio volontario, dopo aver ucciso, sparando, un albanese che si era introdotto nella sua abitazione in quel di Vaprio d’Adda. In particolare Buonanno avrebbe dovuto illustrare la sua ultima proposta ‘shock’: un contributo di 250 euro per chi compra una pistola. L’intento del sindaco sarebbe quello di portare questo bonus nel suo Comune, a Borgosesia. Proprio a questo punto Buonanno ha mostrato una pistola.
La trasmissione è stata quasi subito sospesa, visto che, nonostante i plurimi inviti della conduttrice, Buonanno non ha smesso di mostrare la pistola, anzi rispondendo anche all’invito, dicendo ‘ma guardate che non è carica’.

E in queste ore sempre Buonanno, in qualità di pro sindaco di Varallo Sesia, è al centro di un’altra polemica. Il parroco di Varallo ha fatto un’omelia per i migranti, invitando i concittadini all’accoglienza e Buonanno e il sindaco Eraldo Botta, di tutta risposta, hanno affisso manifesti in città per protestare contro l’arrivo dei migranti e le dichiarazioni di don Roberto Collarini. Pesanti le parole utilizzate dai due, che ce l’hanno anche con l’Asl di Vercelli, che ha fornito i locali dove accogliere un gruppo di migranti appena giunto in città. Sul parroco i due hanno scritto: “mentre il recidivo parroco-politico del paese usa la predica domenicale per fare politica. Se don Roberto vuole così tanti clandestini, li ospiti nelle sue numerose proprietà”.
Immediata la risposta della Diocesi di Novara, con il vescovo, monsignor Franco Giulio Brambilla. “La Diocesi di Novara, di fronte ad un ingiustificato e irrispettoso attacco personale da parte dei rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Varallo Sesia, esprime la sua affettuosa solidarietà umana e cristiana al parroco, ribadendo a don Roberto Collarini la propria totale stima, fiducia e sostegno”.

“Don Roberto – continua la nota della Diocesi – nei suoi interventi pastorali ha semplicemente ricordato la logica del Vangelo a riguardo della disponibilità e dell’apertura verso gli ultimi. Nell’esercizio del suo ministero, si è fatto voce del messaggio che il Vescovo con il Consiglio Episcopale aveva rivolto, poche settimane fa, a tutte le comunità cristiane della Diocesi, invitandole all’accoglienza e alla generosità, per “vivere la concretezza del Vangelo” e per essere veri “testimoni solidali” del Risorto. Questo invito della nostra Chiesa diocesana, riprendeva il forte appello che papa Francesco aveva rivolto alla Chiesa intera dopo la preghiera dell’Angelus di domenica 6 settembre, quando disse: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e la fame (…), il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere “prossimi” dei più piccoli e abbandonati”. L’invito all’accoglienza fatto dalla Diocesi è affidato alla libertà e responsabilità di ogni parrocchia e di ogni famiglia”.

Monica Curino