Cronaca

Invorio e Borgo in lutto per il "Postino volante"

Addio a un amante del ciclismo conosciuto da tutti

Invorio e Borgo in lutto per il "Postino volante"
Cronaca Arona, 20 Maggio 2019 ore 10:10

Invorio e Borgo piangono la scomparsa del Postino volante. Ugo Manini aveva 82 anni.

Invorio e Borgo in lutto

In tanti sabato 11 maggio hanno partecipato al funerale di Ugo Manini. Invoriese doc, anzi per la precisione originario della frazione di Talonno, Manini aveva 82 anni ed è sempre stato un grandissimo appassionato di ciclismo. Il suo nome è legato anche alla professione che svolse per tutta la vita, quella di postino negli uffici di Borgomanero. Nella città agognina lo soprannominavano infatti "il postino volante", per la sua grande velocità in gara sulle due ruote. Per lungo tempo infatti Manini è stato un atleta in forza alla ciclistica Palzola di Borgomanero, che ora si stringe nel suo ricordo.

Una carriera sportiva di tutto rispetto

Il 16 giugno 1967 partecipò, come azzurro, ai Campionati Europei per i dipendenti postelegrafonici. La sua è stata una lunga carriera da ciclista: già nel 1965 si era classificato secondo nel campionato italiano svoltosi a Sedrina. Proprio nel paese del campione Felice Gimondi, insieme al quale si scattò una foto memorabile. Negli anni seguenti riuscì a inanellare una serie lunghissima di successi.

Il ricordo commosso della società Palzola

"In questa mesta mattina illuminata da un pallido sole di sabato 11 maggio - scrivono i membri della Cicloamatori Palzola - ci siamo recati in quel di Talonno, frazione di Invorio, presso la chiesa parrocchiale, per dare un ultimo saluto all’amico Ugo Manini, conosciuto nel settore dei cicloamatori con il soprannome di “Postino Volante” per il suo passato sia di postino in Borgomanero, sia di grande amante della bicicletta dal passato agonistico. Lo ricordiamo così, con quel suo carattere un poco burbero, ma fondamentalmente buono, sempre pronto a raccontare del suo passato ciclistico e delle sue avventure, delle sue vittorie e delle sue sconfitte, con l’occhio lucido di chi ha amato la vita e cominciava a sentirla fuggire via, preda di quella strana malattia che si chiama “vecchiaia”… ma felice di averla vissuta in compagnia della la sua inseparabile bicicletta".

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