Cronaca

La pioggia continua a non arrivare

La pioggia continua a non arrivare
Cronaca 27 Dicembre 2015 ore 02:23

Il lungo dominio anticiclonico ha rilanciato l’allarme polveri sottili, che puntualmente si presenta a ogni inverno. Il problema c’è ma i toni sono, al solito, esagerati. Si prenda il caso di Milano: il 2 dicembre si è avuto un picco di 111 microgrammi per metro cubo, oltre il doppio della soglia, ma negli anni Settanta si stava costantemente sopra ai 200, cosa che rendeva le nebbie più frequenti e persistenti, dato che i particolati sono formidabili nuclei di condensazione. All’epoca, case e industrie bruciavano carbone e nafta, mentre un’auto a gasolio emetteva inquinanti pari a una cinquantina di Euro 6 attuali. La Pianura Padana poi è un’area chiusa, dove il ricambio dell’aria è fortemente ridotto: ecco perchè le soglie sono difficili da rispettare, specie in situazioni meteorologiche come l’attuale.

Gli ultimi due mesi sono comunque stati i più siccitosi del XXI secolo: tra l’1 novembre e il 20 dicembre all’Osservatorio geofisico di Torrion Quartara (Novara sud) si sono registrati appena 4,2 mm dovuti ad accumuli di umidità notturna, non a vere precipitazioni. Il record del bimestre novembre - dicembre risale al 2001 quando caddero 49,6 mm in tutto: ma nella settimana che manca alla conclusione del 2015 non si intravedono segnali di inversione della tendenza. L’alta pressione rimarrà stabile almeno fino a Capodanno, quando lo scenario barico sul resto d’Europa pare destinato a una netta modifica. L’Italia tuttavia potrebbe diventare una sorta di terra di mezzo fra le depressioni atlantiche, che tenderanno a sprofondare verso la Penisola Iberica, e il gelo siberiano, che potrebbe raggiungere i Balcani. In sostanza, il clima mite e scarsamente ventilato che viviamo in questi giorni dovrebbe traghettarci anche nel 2016. In pianura si avrà forse cielo grigio per foschie e nebbie alte, con temperature che durante il giorno rimarrebbero piuttosto contenute, mentre in collina e in montagna dovrebbe prevalere il sereno, con valori diurni superiori alla norma ma non eclatanti come i 9,8 gradi del 19 dicembre al Mottarone (1.491 m). Quanto alle piogge, i modelli previsionali non lasciano intra intravedono segnali di inversione della tendenza. L’alta pressione rimarrà stabile almeno fino a Capodanno, quando lo scenario barico sul resto d’Europa pare destinato a una netta modifica. L’Italia tuttavia potrebbe diventare una sorta di terra di mezzo fra le depressioni atlantiche, che tenderanno a sprofondare verso la Penisola Iberica, e il gelo siberiano, che potrebbe raggiungere i Balcani. In sostanza, il clima mite e scarsamente ventilato che viviamo in questi giorni dovrebbe traghettarci anche nel 2016. In pianura si avrà forse cielo grigio per foschie e nebbie alte, con temperature che durante il giorno rimarrebbero piuttosto contenute, mentre in collina e in montagna dovrebbe prevalere il sereno, con valori diurni superiori alla norma ma non eclatanti come i 9,8 gradi del 19 dicembre al Mottarone (1.491 m). Quanto alle piogge, i modelli previsionali non lasciano intravedere alcuna novità: la siccità è destinata a prolungarsi.

Stefano Di Battista

Il lungo dominio anticiclonico ha rilanciato l’allarme polveri sottili, che puntualmente si presenta a ogni inverno. Il problema c’è ma i toni sono, al solito, esagerati. Si prenda il caso di Milano: il 2 dicembre si è avuto un picco di 111 microgrammi per metro cubo, oltre il doppio della soglia, ma negli anni Settanta si stava costantemente sopra ai 200, cosa che rendeva le nebbie più frequenti e persistenti, dato che i particolati sono formidabili nuclei di condensazione. All’epoca, case e industrie bruciavano carbone e nafta, mentre un’auto a gasolio emetteva inquinanti pari a una cinquantina di Euro 6 attuali. La Pianura Padana poi è un’area chiusa, dove il ricambio dell’aria è fortemente ridotto: ecco perchè le soglie sono difficili da rispettare, specie in situazioni meteorologiche come l’attuale.

Gli ultimi due mesi sono comunque stati i più siccitosi del XXI secolo: tra l’1 novembre e il 20 dicembre all’Osservatorio geofisico di Torrion Quartara (Novara sud) si sono registrati appena 4,2 mm dovuti ad accumuli di umidità notturna, non a vere precipitazioni. Il record del bimestre novembre - dicembre risale al 2001 quando caddero 49,6 mm in tutto: ma nella settimana che manca alla conclusione del 2015 non si intravedono segnali di inversione della tendenza. L’alta pressione rimarrà stabile almeno fino a Capodanno, quando lo scenario barico sul resto d’Europa pare destinato a una netta modifica. L’Italia tuttavia potrebbe diventare una sorta di terra di mezzo fra le depressioni atlantiche, che tenderanno a sprofondare verso la Penisola Iberica, e il gelo siberiano, che potrebbe raggiungere i Balcani. In sostanza, il clima mite e scarsamente ventilato che viviamo in questi giorni dovrebbe traghettarci anche nel 2016. In pianura si avrà forse cielo grigio per foschie e nebbie alte, con temperature che durante il giorno rimarrebbero piuttosto contenute, mentre in collina e in montagna dovrebbe prevalere il sereno, con valori diurni superiori alla norma ma non eclatanti come i 9,8 gradi del 19 dicembre al Mottarone (1.491 m). Quanto alle piogge, i modelli previsionali non lasciano intra intravedono segnali di inversione della tendenza. L’alta pressione rimarrà stabile almeno fino a Capodanno, quando lo scenario barico sul resto d’Europa pare destinato a una netta modifica. L’Italia tuttavia potrebbe diventare una sorta di terra di mezzo fra le depressioni atlantiche, che tenderanno a sprofondare verso la Penisola Iberica, e il gelo siberiano, che potrebbe raggiungere i Balcani. In sostanza, il clima mite e scarsamente ventilato che viviamo in questi giorni dovrebbe traghettarci anche nel 2016. In pianura si avrà forse cielo grigio per foschie e nebbie alte, con temperature che durante il giorno rimarrebbero piuttosto contenute, mentre in collina e in montagna dovrebbe prevalere il sereno, con valori diurni superiori alla norma ma non eclatanti come i 9,8 gradi del 19 dicembre al Mottarone (1.491 m). Quanto alle piogge, i modelli previsionali non lasciano intravedere alcuna novità: la siccità è destinata a prolungarsi.

Stefano Di Battista