La cerimonia di saluto

L’addio al cardinale Renato Corti questa mattina, sabato 16 maggio, a Rho VIDEO

Il vescovo emerito di Novara sarà tumulato in duomo martedì 19 maggio.

Ovest Ticino, 16 Maggio 2020 ore 16:20

E’ stata celebrata nella mattinata di oggi, sabato 16 maggio, una messa di saluto per il cardinale Renato Corti, già vescovo di Novara, a Rho.

La messa di saluto per il cardinale Renato Corti

E’ stata celebrata nella mattinata di oggi una messa a Rho per il commiato a Renato Corti, già vescovo di Novara, morto il 12 maggio a 84 anni. L’alto prelato era stato nominato cardinale da Papa Francesco nel 2016: era originario di Galbiate, e la cerimonia è stata celebrata nel Santuario della Beata Vergine di Rho. La sua salma, dopo la cerimonia, è stata trasferita a Novara, che renderà le esequie in Duomo (dove il vescovo emerito sarà tumulato) al suo vescovo emerito nella giornata di martedì 19 maggio.

 

L’omelia dell’Arcivescovo

«L’apostolo non vive condizioni ideali, non è sempre circondato da stima e rispetto: è uno dei prigionieri. Viaggia con gli altri – 276 persone -, non ha privilegi, attenzioni particolari. Non sappiamo niente di questo viaggio, ma possiamo forse immaginare gli argomenti di Paolo, che suggeriva di annunciare il Vangelo al momento opportuno e anche inopportuno. L’apostolato attraversa momenti di tempesta, non è senza rischi, non è privo di spaventi, ma Paolo incontra l’angelo di Dio. Ha una visione più spirituale, ha un rapporto con Dio, non si interrompe la sua comunione con il Padre e con il Figlio».
«L’apostolo, infatti, rimane radicato nella sua esperienza di Dio», consigliando saggiamente anche se non viene ascoltato. «Gli esperti, i commercianti, i dirigenti contano di più della sua voce disinteressata. Sembra destino dei profeti di essere inascoltati: di vedere con chiarezza il pericolo, di mettere in guardia persone che sono diventate care e di constatare di non essere ascoltati. L’apostolo percorre le vicende tribolate dei fratelli, ma non si lascia contagiare dalla disperazione e dallo scoraggiamento. In ogni situazione c’è un angelo di Dio che gli rivela passi promettenti, gli confida parole di incoraggiamento. Gli uomini sulla nave minacciata dalla tempesta, per salvarsi non hanno bisogno in primo luogo di tecnica, di soluzioni pratiche, di essere stimolati da vantaggi economici o spinti da minacce. Hanno bisogno di farsi animo, di custodire una speranza affidabile, di sperimentare una presenza che rassicura».
Chiaro il riferimento all’esemplarità del cardinale Corti. «Molti possono tessere l’elogio del nostro amatissimo don Renato. Papa Francesco ha ricordato con gratitudine alcuni tratti che hanno caratterizzato la sua vita e il ministero. Don Renato è stato un apostolo, ha percorso, come Paolo, l’ultimo viaggio; è stato una presenza che ha detto parole di profezia, parole incisive; è stato capace di dire molte cose e di essere prezioso in molte situazioni. E quindi possiamo dire semplicemente così: il vescovo Renato è stato come l’apostolo, un uomo che viaggia, senza chiedere privilegi, prigioniero come gli altri».

I messaggi del cardinale Scola e dell’arcivescovo di Sarajevo

A conclusione della Messa è il vescovo monsignor Luca Raimondi, vicario episcopale della Zona pastorale IV, a esprimere il suo ricordo e a dare lettura di alcuni messaggi, tra cui quello inviato dal cardinale Scola che ebbe modo di conoscere fin da giovane il Porporato scomparso, essendo suo conterraneo.
«Per la nostra Diocesi è stato una figura straordinariamente illuminante», sottolinea l’Arcivescovo emerito, aggiungendo. «Con la mia nomina episcopale a Venezia, ho avuto più occasioni di approfondire il rapporto con lui. In particolare, durante il mio Episcopato milanese, egli mi è stato molto vicino, prendendo spesso l’iniziativa, attraverso colloqui e scritti, di darmi preziosi suggerimenti e indicazioni di cammino».
Espressioni a cui hanno fatto eco quelle dell’arcivescovo di Sarajevo, il cardinale Vinco Puljić che nella sua lettera di condoglianze definisce il cardinale Corti «caro amico e benefattore della nostra Arcidiocesi». Viene letto anche il messaggio del sindaco di Galbiate (paese nativo dello scomparso), Piergiovanni Montanelli.
Le esequie si svolgeranno nel Duomo di Novara – dove il Cardinale verrà tumulato -, martedì 19 maggio, presiedute dal vescovo monsignor Franco Giulio Brambilla.

Il ricordo di Borgomanero

Il cardinale Renato Corti fu nell’alta provincia di Novara diverse volte, e il territorio così ha appreso la notizia della sua scomparsa:

La scomparsa del cardinale Renato Corti  e’ grande perdita e non solo per il mondo cattolico. Ho avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo nel dicembre del 2017, durante la festa dell’Immacolata. Lo ricordo come un uomo sensibile e  aperto al confronto. Sentiremo la mancanza di una figura che ha voluto e saputo creare dialogo grazie al suo grande spessore morale e umano “.

Così il Sindaco di Borgomanero, Sergio Bossi, si esprime sulla scomparsa del Cardinale Renato Corti, già Vescovo di Novara dal marzo  1991 al novembre 2011.

Esprimo profondo cordoglio, anche a nome dell’Amministrazione Comunale e dell’intera cittadinanza – conclude il Sindaco –  per la scomparsa di un uomo che ha saputo cogliere lo spirito dei tempi”.

8 dicembre 2017, celebrazione dell’Immacolata in piazza Martiri a Borgomanero in presenza del cardinale Renato Corti

Il ricordo da Casa Piccolo Bartolomeo

L’allora vescovo Renato Corti partecipò anche all’inaugurazione di Casa Piccolo Bartolomeo, gestita dall’associazione Mamre, dove da oltre 20 anni accoglie donne e bambini in situazioni di difficoltà. Alla notizia della sua morte dall’associazione è stata diramata una nota:

Ricordiamo – così scrive Mario Metti – con tanto affetto e profonda riconoscenza il caro cardinale monsignor Renato Corti, amico dell’associazione Mamre fin dalla nascita della stessa con l’inaugurazione e la benedizione di casa “Piccolo Bartolomeo” (nella foto) e, alcuni anni più tardi, della casa intitolata al caro don Luciano Lilla. Offrì un prezioso contributo al libro “Vivere la carità insieme” e fu sempre attento e partecipe della vita delle case di accoglienza. Ricordo l’incontro avuto con lui a Rho in occasione della preparazione del libro sopracitato, quando gli ricordai una frase emblematica di una sua lettera pastorale quando era vescovo di Novara: «Il Signore ci veda a partire dal giorno del Signore, cioè dall’Eucarestia, solleciti nel percorrere tutti i sentieri della carità, allontanandoci da ogni forma di odio o di violenza o di indifferenza, coltivando la relazione fraterna, andando incontro agli ultimi». Lui mi rispose dicendo che nella sua vita di sacerdote non aveva mai voluto trattenere per sé nulla se non il necessario per vivere e ai novelli preti spiegava sempre che una parte di quanto ricevevano come sostentamento del clero dovevano destinarlo ai poveri. La carità, evidenziava citando Madeleine Delbrel, «è la porta unica, la soglia unica, l’entrata unica nell’amore stesso di Dio». Monsignor Corti la incarnava con umiltà, semplicità e con il grande dono del saper accogliere e ascoltare l’altro, chiunque fosse. Ringraziamo Dio per averci donato questo grande sacerdote e preghiamo perché altri santi sboccino tra noi. «Chi ama non muore, perché si dona! E vive nell’altro. O meglio, vive in Dio, per sempre» (padre David Maria Turoldo).

Renato Corti con don Gianluigi Cerutti, allora suo segretario, all’inaugurazione di Casa Piccolo Bartolomeo a Borgomanero

 

 

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