Una lunga relazione

L’Asl di Novara: “Ecco come abbiamo gestito l’emergenza Covid-19”

Per l'Asl la gestione nel Novarese è stata ottimale

L’Asl di Novara: “Ecco come abbiamo gestito l’emergenza Covid-19”
Novara, 21 Giugno 2020 ore 07:00

L’Asl di Novara fa il punto sulla gestione dell’emergenza Coronavirus fino a questo punto. Ecco gli interventi dei responsabili dei Distretti “Area Nord” e “Novara e Area Sud”, i dottori Bartolomeo Ficili e Mario Esposito.

L’Asl di Novara traccia un bilancio della gestione dell’emergenza

Sono i dottori Bartolomeo Ficili e Mario Esposito, rispettivamente responsabili dei Distretti “Area Nord” e “Novara e Area Sud” i professionisti scelti dall’Asl per raccontare come è stata gestita l’emergenza fin qui. “Dal punto di osservazione dei Distretti possiamo dire che l’Asl di Novara – scrivono -sino dalla fine di febbraio, ha approntato misure precauzionali, ottemperando alle disposizioni ministeriali, governative e amministrative sia regionali sia locali, coordinandosi costantemente con le realtà politiche locali ed, in particolar modo, con i Sindaci.  Riferendoci al territorio di Novara e Provincia, i Sindaci sono sempre stati presenti e attenti alla salvaguardia della salute dei cittadini, consultandosi costantemente con i tecnici e gli esperti dell’Azienda e, di fronte al manifestarsi di situazioni spesso diverse tra loro, hanno contribuito in maniera attiva alla formulazione di risposte per ogni singolo caso. Il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (SISP), sin dal primo momento, ha effettuato un’analisi capillare della nostra realtà territoriale, grazie anche alla collaborazione dei Medici di Medicina Generale, intercettando i soggetti positivi (casi) alla nuova infezione ed i loro contatti, garantendo un monitoraggio quotidiano per ciascun cittadino per tutta la durata del periodo di osservazione. Ha, inoltre, assicurato e assicura tuttora l’esecuzione dei tamponi a tutti i soggetti positivi e sospetti, secondo le disposizioni regionali.  Tale sfida per poter essere affrontata ha richiesto la collaborazione di tutti i Servizi dell’Asl NO”.

Un impegno corale di tutti

“I Distretti hanno svolto un ruolo – proseguono i medici – innanzitutto nella sorveglianza sanitaria territoriale su pazienti COVID positivi identificati dal SISP fatta a cura del Personale dei Distretti. Un’attenzione che ha assicurato la sorveglianza attiva attraverso telefonate quotidiane (sono state superate le 1.000 persone al giorno) a pazienti in isolamento domiciliare e la gestione di segnalazioni estemporanee di Sindaci o Medici curanti. Tali attività congiunte di indagine, monitoraggio e diagnosi epidemiologica hanno richiesto uno sforzo di ingenti dimensioni, di cui siamo particolarmente orgogliosi. Tutte le professionalità del territorio (medici, infermieri, tecnici e personale amministrativo) hanno partecipato e continuano a partecipare offrendo il loro supporto 7/7 die al fine di assicurare un continuo ed ininterrotto controllo della realtà territoriale. Le attività si sono concretizzate anche nella fase di esecuzione dei tamponi, sia con la metodologia “drive through” sia con accesso al domicilio dei pazienti impossibilitati a recarsi presso le postazioni, è stato notevole l’apporto degli operatori dei Distretti per permettere la piena operatività, sia nella fase di emergenza che nel momento attuale. Il personale infermieristico dei Distretti è stato, inoltre, attivamente impegnato anche nell’esecuzione delle indagini sierologiche, prima nei confronti del personale sanitario dipendente e territoriale e, in seguito, a favore di operatori di pubblica utilità, contribuendo a supportare gli studi epidemiologici Nazionali, della Regione Piemonte e dell’Università del Piemonte Orientale. Inoltre, molti sono stati gli operatori impegnati nel “pre triage” ai punti di accesso alle strutture territoriali con misurazione della temperatura e valutazione clinica ed epidemiologica degli utenti, senza contare gli operatori che sono stati richiamati a prestare la loro attività nei reparti COVID (Pronto soccorso, Rianimazione. Medicina) dell’Ospedale di Borgomanero”.

Le conclusioni dei due medici

Nella loro complessa relazione i due professionisti analizzano diversi aspetti, tra cui anche il ruolo delle Rsa e dei privati nella gestione dell’emergenza. Per quanto riguarda il territorio novarese i responsabili dell’Asl si “promuovono”, parlando di una “gestione ottimale”. “Oggi ci sentiamo di dire che lo sforzo congiunto di tutte le realtà territoriali sanitarie, sociali e politiche – scrivono i due professionisti – che hanno lavorato e lavorano quotidianamente nell’ottica di una costante collaborazione reciproca, finalizzata esclusivamente alla salvaguardia e alla tutela della salute dei cittadini, ha consentito di affrontare e governare (quanto meno momentaneamente) la pandemia… Ciò ha dimostrato come l’interdisciplinarietà tra le diverse expertise possa costituire la chiave di volta per un’ottimale gestione della situazione attuale e di eventuali necessità future”.

 

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