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Tutela della natura

Legambiente: "Il progetto Torrenti Verdi si allarga"

Tra le adesioni più recenti anche quella del Comune di Castelletto

Legambiente: "Il progetto Torrenti Verdi si allarga"
Cronaca Arona, 03 Febbraio 2021 ore 07:00

Legambiente annuncia una novità che riguarda il progetto dei Torrenti Verdi, sul tema della tutela dei corsi d'acqua minori.

Legambiente annuncia l'ampliamento dell'iniziativa Torrenti Verdi

E’ un’importante novità sul fronte ambientale quella che è stata comunicata dal circolo locale di Legambiente, gli Amici del lago. Ieri, 2 febbraio infatti, in occasione della Giornata mondiale delle zone umide (World Wetlands day) organizzata dalle Nazioni Unite, il circolo di Legambiente ha ufficializzato l’adesione di altre amministrazioni comunali e l’inserimento di nuovi corsi d’acqua nel progetto Torrenti Verdi Verbano. I corsi d’acqua interessati al progetto attualmente risultano essere il Rese, con l’adesione delle Amministrazioni di Castelletto e Comignago, l’alto Vevera, con il coinvolgimento di Oleggio Castello, Paruzzaro e Invorio, i torrenti Tiasca e rio Colorio nel territorio di Meina, l’Erno a Lesa. E con la più recente adesione di Belgirate entrano a far parte del progetto il rio San Paolo e altri torrenti minori che attraversano la cittadina lacustre.

L'obiettivo è la valorizzazione e la tutela dei torrenti

Il progetto, ideato e coordinato dal circolo locale di Legambiente, in collaborazione con la Federazione della pesca sportiva (Fipsas), viene proposto alle amministrazioni comunali del territorio e ha per obiettivo la tutela e la valorizzazione ambientale degli immissari del basso Verbano Piemontese, al fine di riqualificare i corsi dei torrenti, per renderli fruibili, in una logica di sostenibilità da parte dei cittadini e anche come promozione di un turismo slow e sostenibile. L’idea di base consiste nel ripristinare il capitale naturale riqualificando i corsi dei torrenti e le loro sponde, per renderli fruibili, attraverso la costituzione di corridoi ecologici e mini-parchi fluviali, attraverso una programmazione strategica e coordinata tra le amministrazioni e i vari portatori d’interessi, attivando diversi progetti e iniziative varie. Tra le iniziative in fase di progettazione si prevede il ripopolamento della fauna ittica tramite immissioni di trote Fario con il coinvolgimento e la gestione della Fipsas con anche la costituzione di zone protette di pesca turistica, la riqualificazione delle sponde con sentieri ciclopedonali ed eventuali piantumazioni, attività di comunicazione ed educazione ambientale rivolti ai cittadini e alle scuole, il controllo dei deflussi minimi vitali delle acque, il monitoraggio della qualità delle acque (in collaborazione con enti scientifici e con gli enti pubblici preposti).

Le parole dei promotori del progetto

"I torrenti sono dei veri e propri corridoi ecologici - dice il vicepresidente del circolo, Roberto Signorelli - che mettono in comunicazione le colline dell’entroterra con il lago, quindi vanno visti e considerati proprio come aree ambientali pregiate da valorizzare. Le zone umide sono ambienti che ricoprono un ruolo fondamentale, accolgono la più grande biodiversità della terra e sono il fulcro di importanti rotte migratorie, ma sono anche ecosistemi particolarmente sensibili all’impatto della pressione antropica e quindi devono essere tutelati, poiché svolgono anche un ruolo significativo nella stabilizzazione delle emissioni di gas serra e nel mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici". Un obiettivo condiviso anche dalla Fipsas. "E’ necessario preservare - dice Roberto Forni, coordinatore responsabile della commissione del lago Maggiore per la Federazione - la qualità delle acque e con questo progetto, ci proponiamo - insieme a Legambiente - di attivare il ripopolamento della fauna ittica, intervenendo sul flusso delle acque, permettendo così l’interscambio dei pesci tra lago e zone di riproduzione del fiume, eliminando gli sbarramenti e le barriere architettoniche, anche con interventi ricostruttivi, tipo le scale di monta per i pesci".
Il presidente de Gli Amici del lago, Massimiliano Caligara, parla invece delle prospettive future dell’iniziativa. "Questo progetto - dice infatti Massimiliano Caligara - intende costruire una rete ecologica territoriale delle zone umide del Verbano, in sinergia e coordinamento con i vicini bacini idrografici del Cusio e dell’alto corso dell’Agogna, dove sono già ufficialmente attivi i contratti di lago e di fiume. Sono contesti nei quali collaboriamo e partecipiamo a dei tavoli di confronto. In particolare con l’amministrazione di Borgomanero abbiamo iniziato ad ipotizzare possibili interventi di ripristino dell’habitat naturale su alcuni tratti dell’asta del torrente Agogna e del suo affluente Sizzone. Inoltre non escludiamo a breve di aggregare al progetto altre amministrazioni e altri immissari più a nord del lago Maggiore".