‘Liberato’ il castello di Miasino: su impulso del direttore dell’Agenzia dei beni confiscati intervento di Polizia e Carabinieri

‘Liberato’ il castello di Miasino: su impulso del direttore dell’Agenzia dei beni confiscati intervento di Polizia e Carabinieri
17 Febbraio 2015 ore 18:58

MIASINO – Le forze dell’ordine, su impulso del direttore dell’Agenzia per i beni sequestrati, Umberto Postiglione, hanno proceduto nella giornata di oggi, martedì 17 febbraio, alla ‘liberazione’ del Castello di Miasino, nel Novarese, bene confiscato definitivamente dal 2009, ma ancora occupato e gestito da una società riconducibile all’ex titolare del bene, Pasquale Galasso, uno dei capi storici della camorra.
La notizia viene data dal deputato Davide Mattiello, Pd, componente della Commissione parlamentare Antimafia, e da Domenico Rossi, consigliere regionale novarese del Pd.

MIASINO – Le forze dell’ordine, su impulso del direttore dell’Agenzia per i beni sequestrati, Umberto Postiglione, hanno proceduto nella giornata di oggi, martedì 17 febbraio, alla ‘liberazione’ del Castello di Miasino, nel Novarese, bene confiscato definitivamente dal 2009, ma ancora occupato e gestito da una società riconducibile all’ex titolare del bene, Pasquale Galasso, uno dei capi storici della camorra.
La notizia viene data dal deputato Davide Mattiello, Pd, componente della Commissione parlamentare Antimafia, e da Domenico Rossi, consigliere regionale novarese del Pd.

A coordinare l’intervento è la Prefettura. In campo tanto carabinieri quanto polizia.
Questo l’intervento di Rossi e Mattiello: “Liberato il Castello di Miasino: se vince la legalità, vinciamo tutti. Apprendiamo che su impulso del direttore dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, prefetto Umberto Postiglione, le forze dell’ordine stanno procedendo alla liberazione del Castello di Miasino. Il bene, di grande valore e in ottima posizione, affacciato sul lago d’Orta in Piemonte, ha fruttato fino ad oggi guadagni considerevoli. Il provvedimento di sgombero sana una situazione insostenibile, che avevamo ripetutamente denunciato. Ora il nostro impegno deve continuare: a livello regionale dove il Consiglio regionale ha recentemente approvato all’unanimità, su iniziativa del consigliere Domenico Rossi, una mozione che impegna la Giunta ad attivarsi per promuovere un progetto adeguato di riutilizzo sociale del bene e a livello nazionale dove entra nel vivo il percorso di riforma delle misure di prevenzione patrimoniale e quindi dell’Agenzia, riforma della quale alla Camera è relatore per la maggioranza Davide Mattiello, che incontrerà oggi stesso il prefetto Postiglione sia per congratularsi per il risultato importante, sia per approfondire il confronto sul dettaglio normativo”.

Sulla positiva notizia anche l’intervento di Libera Novara contro le mafie. “Si tratta – spiegano in una nota stampa – di un provvedimento di assoluta importanza perché pone fine alla permanenza abusiva dei familiari del boss Galasso e della società a loro legata, la Castello di Miasino srl.
A due settimane dal laboratorio partecipativo “Un castello di idee”, organizzato dal coordinamento provinciale di Libera a Novara e volto a rendere protagoniste le numerose realtà territoriali del processo di progettazione e riutilizzo sociale dell’immobile, si rende quindi palese la necessità di lavorare nel più efficiente dei modi per garantire che l’iter di riutilizzo sociale del Castello si compia nel più breve tempo possibile”.
Sul tema interviene anche Libera nazionale. “Al di là della messa in sicurezza dell’immobile e della vigilanza che le istituzioni garantiranno, occorre che tutti i soggetti coinvolti si attivino per risolvere i nodi ancora da sciogliere. In particolare – prosegue nella nota Libera – è fondamentale che in tempi brevi la Regione Piemonte ufficializzi all’Agenzia nazionale la manifestazione d’interesse ad acquisire il bene nel suo patrimonio indisponibile, procedendo successivamente all’assegnazione tramite bando pubblico”.
“Le particolari condizioni del bene, le sue caratteristiche architettoniche e la presenza all’interno di un’impresa attiva fino ad oggi, rendono impensabile immaginare che l’immobile possa restare inutilizzato per un lungo lasso di tempo.  È necessario – conclude Libera- che il Castello di Miasino diventi da oggi priorità regionale e nazionale per tutti quei soggetti – sia istituzionali sia del partenariato economico e sociale – che credono come il miglior modo per testimoniare un impegno diretto ed efficace contro le organizzazioni criminali sia quello di trasformare presidi di malaffare e violenza in occasioni di riscatto civile, sociale e di sviluppo economico”.

Monica Curino

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