Emergenza economica

Ludoteche e parchi gioco in crisi scrivono a sindaci e prefetto

Settore in difficoltà

Ludoteche e parchi gioco in crisi scrivono a sindaci e prefetto
06 Maggio 2020 ore 06:59

Ludoteche e parchi gioco in crisi scrivono a sindaci e prefetto chiedendo sostegno e aiuti per sopravvivere alla crisi.

Ludoteche e parchi gioco in crisi

Chiusi da mesi ludoteche e parchi divertimento per bambini non vedono ancora la luce alla fine del tunnel. Un settore che, come dicono loro stessi, non vanta numeri esponenziali di occupati ma che comunque è un settore in crescita e che rappresenta un valore aggiunto per i Comuni, un punto di riferimento ed incontro importante sul territorio per le famiglie con bambini.

Un servizio alle famiglie

In una lettera indirizzata al Prefetto, a sindaci e assessori, una rappresentanza della categoria chiede che vengano prese misure di sostegno a queste attività:

“Rientriamo purtroppo in quella categoria d’imprese, che per indiscutibili ragioni di sicurezza sanitaria – scrivono – ha dovuto affrontare una chiusura totale già a partire dai primi giorni dell’emergenza Covid-19. Ad oggi non esiste una normativa specifica che possa tutelare la nostra categoria, quindi, pur avendo subito di riflesso l’arresto dell’attività, rischiamo di non riprendere l’erogazione dei nostri servizi. Questo provocherebbe, oltre che una grave perdita economica per migliaia di operatori del settore, anche una grave carenza di servizi per migliaia di famiglie, che ormai da anni si appoggiano alle nostre strutture per i più svariati servizi, che vanno dal semplice, ma non meno importante, momento di divertimento e svago, fino al servizio più complesso di custodia, baby parking, laboratori, gestione eventi e feste”.

Le richieste

Nella lettera vengono anche elencate alcune richieste:

 

Consapevoli del fatto che non è chiaro quando potremo riprendere le nostre attività e comunque andando incontro alla stagione per noi meno produttiva, siamo a richiedere un aiuto concreto, ma soprattutto immediato (i costi fissi sono elevatissimi) che si può riassumere come segue:

  1. Aiuti concreti per sostenere il pagamento degli affitti, che rappresenta una delle voci di spesa più elevate, per i prossimi mesi di chiusura e per i primi 6 mesi dalla data di riapertura e recupero, almeno in parte, dei canoni versati dalla data di chiusura a oggi
  2.  Sospensione per tutto il periodo di chiusura, con successiva rateizzazione, delle incombenze fiscali
  3. Sospensione per tutto il periodo di chiusura forzata, con successiva rateizzazione, delle utenze (energia elettrica, gas, acqua, telefono)
  4. Possibilità di usufruire, senza limitazioni, della cassa integrazione per i dipendenti
  5. Eventuali rimborsi per mancati compensi per i proprietari
  6. Aiuti per i proprietari che non possono richiedere allo stato il contributo mensile di sostentamento alle partite IVA perché inquadrati fisicamente con modalità diverse da quella richiesta dal Decreto
  7. Rimborso degli acconti restituiti ai Clienti per annullamento degli eventi in programma
  8. Sospensione fino a data da definirsi dei mutui/finanziamenti contratti dalle aziende del settore
  9. Riduzione dell’importo e posticipo di 6 mesi dalla data di riapertura della TARI e delle varie imposte comunali
  10. Riduzione dell’importo annuale di SIAE, SCF, assicurazioni, contratti di manutenzione e vari in ragione del periodo di chiusura obbligata
  11. Possibilità di accesso a fondi di garanzia e/o solidarietà per la necessaria liquidità atta a sostenere i prossimi mesi di ripresa
  12. Maggior chiarezza e tutela a livello legislativo per il nostro settore, in quanto, anche negli ultimi decreti emanati, non siamo specificati tra le realtà nominate ma, nell’incertezza di interpretazione, siamo stati colpiti da un’ordinanza di chiusura totale che permane dal 24 febbraio e mette a rischio l’intero sistema e la tranquillità economica delle famiglie e società coinvolte direttamente dal punto di vista lavorativo.

Sostegno al Terzo settore

“E’ necessaria una partnership con enti statali e una concessione di contributi a fondo perduto per la gestione di centri estivi in supporto al Terzo settore – proseguono – secondo quanto annunciato dal Ministro per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti per iniziative di coprogettazione. I bambini sono tra i più esposti alle conseguenze psicologiche e sociali dell’isolamento, pertanto, come annunciato dallo stesso Ministro, a breve avrà inizio la fase 2 con l’emanazione di un probabile “decreto bambini” in cui si evidenzierà la problematica di tutti i genitori lavoratori che necessiteranno di servizi e strutture di appoggio per i propri figli.

I bandi

I bandi messi in campo da Bonetti, che partiranno a metà maggio, hanno lo scopo di coinvolgere il Terzo settore nell’affiancamento dei genitori. Per iniziative che dovranno essere progettate “in tempi, modi e spazi nuovi, se necessario, indossando dispositivi di protezione individuale”. Ciò richiede “più presenza di personale per poter lavorare in piccoli gruppi” spiega la Ministra Bonetti. Ma soprattutto non costerà molto, o forse addirittura nulla, alle tasche dei genitori: “vorrei sollevare le famiglie il più possibile dal dover pagare, visto il momento, o arrivare a restituire loro la quota che pagheranno”. Il ministero fornirà  centri estivi, associazioni e Terzo settore indicazioni per “reinventarsi”, seguendo le indicazioni di tipo sanitario, “ma anche pedagogico, per aiutare i bambini ad affrontare questa situazione”.
Per tanto, sulla base delle indicazioni del Ministro Bonetti e affiancandoci al “Team Infanzia” istituito dalla Regione Liguria, a nome delle ludoteche Piemontesi CHIEDIAMO:

  1. Di essere inserite in questo gruppo di lavoro visto che le suddette ludoteche, centri ludici e parchi giochi hanno a disposizione locali e sedi rispettose di tutte le normative inerenti all’infanzia e personale altamente qualificato che potrebbero in questa fase 2 dell’emergenza Covid-19 essere una risorsa fondamentale.
  2. Essendo le nostre attività ferme dall’inizio dell’emergenza Covid-19, per una veloce riapertura e per l’acquisto di materiale di sanificazione e dispositivi di protezione individuali (es mascherine, guanti), sia per il personale che per gli utenti, di poter accedere a fondi di liquidità o che ci siano forniti direttamente dall’ente di cui sopra dispositivi di protezione individuale.
  3. Di poter usufruire di bandi di liquidità per mantenere le strutture aperte rispettando i pagamenti relativi ai costi fissi e dell’eventuale personale dipendente.

Siamo naturalmente disponibili ad un confronto per la creazione di un tavolo ad hoc in cui discutere e comprovare le nostre reali difficoltà, ed affrontare ulteriori necessità emergenti.
Temiamo che, in questa difficile situazione, saremo lasciati soli e purtroppo non in grado di sopravvivere dopo tutta la dedizione, gli investimenti e i sacrifici fatti fino ad ora.
Le nostre richieste consentirebbero al settore di riprendere un percorso verso la normalità operativa che, a prescindere da una lenta ripresa, avrà inevitabili ripercussioni negli equilibri economico/finanziari del nostro settore.

 

 

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