Il caso

Lupo nei boschi a Pombia: si moltiplicano gli indizi

Continuano gli avvistamenti nelle aree verdi della zona

Lupo nei boschi a Pombia: si moltiplicano gli indizi
Arona, 09 Novembre 2019 ore 07:00

Lupo nei boschi: sono sempre più le segnalazioni e gli indizi che portano a pensare che il predatore abbia visitato le aree verdi del circondario.

Lupo nei boschi: numerose segnalazioni

Continuano gli avvistamenti di lupi sul territorio piemontese. Sono arrivate diverse segnalazioni anche dal Novarese, ad esempio Agrate Conturbia, Gattico e Pombia. Infatti, da alcune settimane girano voci sulla possibile presenza di un lupo nella zona boschiva in località San Giorgio, area che rientra nel Parco del Ticino. Carcasse di animali, come daini e caprioli, smembrati e “misteriose” tracce, orme, sul terreno, non sono sufficienti a dare per certa la notizia, ma allo stesso tempo le immagini immortalate da alcune fototrappole posizionate nei boschi darebbero conferma della presenza di un lupo sul territorio pombiese.

La posizione delle autorità

Il gruppo carabinieri forestale Novara fa sapere di non aver ricevuto comunicazioni riguardo a lupi in zona Ticino. Ha aggiunto anche che un’eventuale presenza non costituirebbe un fatto eccezionale, essendovi ormai segnalazioni certe di lupo sul territorio provinciale, almeno negli ultimi tre, quattro, anni. Intanto anche l’Asl di Novara sta seguendo più casi di segnalazioni sulla presenza di lupi sul territorio, in continuo contatto con il Centro di referenza nazionale per la gestione della popolazione del lupo, che si trova al parco delle Alpi Marittime ad Entracque in provincia di Cuneo. “C’è un progetto comunitario che segue lo sviluppo della popolazione di questo carnivoro, dal Centro ci è stato comunicato che è già censita una famiglia di lupi all’interno del parco del Ticino, i quali sono addirittura già dotati di collare quindi il Centro ne controlla i movimenti – spiega il dottor Franco Tinelli, direttore del servizio di igiene e assistenza veterinaria – seguiamo le segnalazioni episodiche anche sulla base delle loro indicazioni per cercare di avere più elementi per ricondurre gli avvistamenti a questa famiglia già registrata o in caso contrario se si tratta di lupi solitari”.

Un’aggressione segnalata a Gattico

“A Gattico – prosegue Tinelli – vi è stata un’aggressione di un animale domestico che dalle modalità è molto riconducibile all’atteggiamento del lupo, abbiamo eseguito dei tamponi per l’accertamento genetico, che è in fase di definizione. In collaborazione con il nostro laboratorio, l’istituto Zooprofilattico, che si occupa appunto delle determinazioni genetiche, e il Centro di referenza, siamo interessati a capire, a differenziare, tra cani riselvatichiti o randagi, oppure se si tratta di lupi, e in questo caso di che tipo, già registrati o meno. Ma per fare ciò abbiamo bisogno di dati concreti. A Gattico siamo intervenuti subito in quanto diamo molto credito a quell’aggressione, perché sicuramente riconducibile a carnivori, selvatici o riselvatichiti. Non siamo davanti a rischi per la popolazione per la presenza di un animale selvatico, almeno nell’arco alpino non vi sono stati episodi di aggressione alle persone da parte dei lupi – continua Tinelli – la problematica attuale si sta manifestando con la popolazione degli animali selvatici, loro sono vittime di aggressioni”.

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