Macchinario trattarifiuti, condannati Princiotta e gli imprenditori

Macchinario trattarifiuti, condannati Princiotta e gli imprenditori
Cronaca 09 Luglio 2015 ore 20:32

NOVARA 9 luglio Tre anni per Antonino Princiotta (come richiesto dal pm) per corruzione, tre anni e 6 mesi (accusati non solo di corruzione bensì anche di truffa) per gli imprenditori Carlo Giomini e Francesco Cirrincione (il pm ne aveva chiesti 4): queste le condanne stabilite mercoledì dal Tribunale di Milano al termine del processo per il macchinario trattarifiuti della Markab, secondo la Procura indebitamente certificato dal segretario/direttore (ora sospeso) di Palazzo Natta quando si occupava anche del Settore Ambiente. Per tutti il Tribunale ha stabilito anche l’interdizione: per 5 anni dai pubblici uffici per Princiotta, per 5 anni dalla possibilità di contrarre con la Pubblica Amministrazione per i due imprenditori; condannata anche per illecito amministrativo la stessa Markab. Verrà risarcita la parte civile Futurimpresa (che aveva concesso un finanziamento pubblico agli imprenditori), mentre resta a bocca asciutta la Provincia, costituitasi con l’avvocato Edoardo Pozzi.

p.v.

leggi il servizio sul Corriere di Novara di sabato 11 luglio

NOVARA 9 luglio Tre anni per Antonino Princiotta (come richiesto dal pm) per corruzione, tre anni e 6 mesi (accusati non solo di corruzione bensì anche di truffa) per gli imprenditori Carlo Giomini e Francesco Cirrincione (il pm ne aveva chiesti 4): queste le condanne stabilite mercoledì dal Tribunale di Milano al termine del processo per il macchinario trattarifiuti della Markab, secondo la Procura indebitamente certificato dal segretario/direttore (ora sospeso) di Palazzo Natta quando si occupava anche del Settore Ambiente. Per tutti il Tribunale ha stabilito anche l’interdizione: per 5 anni dai pubblici uffici per Princiotta, per 5 anni dalla possibilità di contrarre con la Pubblica Amministrazione per i due imprenditori; condannata anche per illecito amministrativo la stessa Markab. Verrà risarcita la parte civile Futurimpresa (che aveva concesso un finanziamento pubblico agli imprenditori), mentre resta a bocca asciutta la Provincia, costituitasi con l’avvocato Edoardo Pozzi.

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