Il caso

Manifestazione Techbau: la verità sul presidio di Castelletto

A confrontarsi sono stati i vertici dell'azienda e i lavoratori di una subappaltatrice

Manifestazione Techbau: la verità sul presidio di Castelletto
Arona, 23 Maggio 2020 ore 09:44

Manifestazione Techbau: la verità del Ceo e dei lavoratori scesi in strada sulla manifestazione di giovedì 21 maggio di fronte ai cancelli dell’azienda di Via del Lago.

Manifestazione Techbau: tutta la verità

Ha fatto molto discutere la notizia del presidio di protesta di giovedì 21 maggio di fronte ai cancelli dell’azienda Techbau di via Del Lago, a Castelletto. Contrariamente a quanto raccolto in un primo momento nell’articolo pubblicato ieri sul Giornale di Arona però (e ce ne scusiamo in primis con i lettori), le rivendicazioni della mobilitazione, i ruoli e le parti in lotta erano diversi. Mentre all’esterno dell’azienda c’erano una decina di lavoratori della subappaltatrice Cf Bau, capitanati dall’amministratore unico e dal praticante avvocato Armando Cavaliere, all’interno dei cancelli c’erano i lavoratori Techbau e il Ceo dell’azienda, Andrea Marchiori. Tra le due parti un massiccio dispiegamento di carabinieri, agenti della Polizia di Stato, della Digos e della polizia locale. I lavoratori della Cf Bau durante la manifestazione hanno affermato di essere in stato di agitazione per dei pagamenti dovuti dalla Techbau e, a loro dire, mai effettuati.

Il Ceo Marchiori: “Fuori dai cancelli metodi intimidatori”

“Techbau, nella persona del suo amministratore unico Andrea Marchiori- scrivono dall’azienda – smentisce seccamente quanto riportato in modo totalmente errato negli articoli pubblicati sul Giornale di Arona e su altre testate. Si è parlato di manifestazione con presidio di protesta, ingigantendo una situazione che invece ha avuto dimensioni decisamente più ridotte, con una presenza di sole cinque persone. Ci teniamo innanzitutto a precisare che i manifestanti non erano nostri dipendenti, bensì rappresentanti di una società subappaltatrice di nome Cf Bau. Le presunte richieste di Cf Bau si basano su rivendicazioni infondate di pagamenti che, a detta loro, non sono stati effettuati.  La nostra azienda, contrariamente a quanto sostiene Cf Bau, è del tutto in regola con i pagamenti dovuti, che sono stati regolarmente e integralmente effettuati, come è possibile accertare dalle fatture contabili. Le forze dell’ordine presenti sul posto sono state coinvolte sulla base delle minacce effettuate da Cf Bau, che non aveva altri mezzi per dimostrare la veridicità di quanto da loro sostenuto, se non questi strumenti intimidatori”.

La versione della Cf Bau

Anche i rappresentanti della subappaltatrice hanno voluto precisare alcuni aspetti rispetto alla versione della protesta di giovedì. “Come legale rappresentante pro tempore della CFbau s.r.l.s. – scrive l’amministratore unico della subappaltatrice – venivo accompagnato dal dott. Cavaliere e ho delegato, a distanza, anche l’avvocato Grandinetti del Foro di Lamezia Terme per cercare di risolvere bonariamente una questione contrattuale. Una volta confrontati con rappresentanti della s.p.a. si è aperto un dialogo per cercare una soluzione. Devo specificare che il clima all’esterno, come durante il confronto, è stato sereno e collaborativo, come anche il giornalista presente sul posto ha potuto constatare”.

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