Manutenzione del verde, «situazioni al limite della tollerabilità»

Manutenzione del verde, «situazioni al limite della tollerabilità»
17 Giugno 2015 ore 08:43

CERANO – «Mancano i soldi, ma certe situazioni sono al limite della tollerabilità». E’ decisamente diffusa la protesta dei ceranesi sulla manutenzione del verde pubblico: sul banco d’accusa, in questo periodo, è lo sfalcio dell’erba che cresce alta in diverse zone del paese, da via Sozzago fino a via Crosa. In particolare in via Sozzago è stata segnalata, oltre all’erba alta, la presenza di resti cartacei di manifesti abbandonati proprio sotto il cartellone delle pubbliche affissioni, «aggiungendo – hanno commentato alcune persone che vivono nella zona – un insulto alla buona educazione e alla correttezza che si pretende da parte di chi ha il servizio in appalto». In via Cantelli, «dove comunque – hanno precisato alcuni residenti – lo sfalcio del verde è stato eseguito solo dopo un colloquio intercorso nei giorni scorsi con il sindaco Flavio Gatti», resta il problema di aiuole che «non vengono assolutamente mantenute con la dovuta regolarità: e pensare che quest’area, un tempo proprietà privata, è stata espropriata per la realizzazione delle case popolari… Finchè è stata privata non c’è mai stata una situazione del genere. Noi facciamo ancora quello che possiamo per mantenere un minimo di ordine, ma certo non possiamo sostituirci nella manutenzione a chi ha i “titoli” per farlo». La mancata manutenzione viene inoltre lamentata anche per quanto riguarda via Circonvallazione, «dove i marciapiedi – hanno evidenziato ancora i ceranesi – sono costellati dalla presenza di erbacce e di punti in cui l’asfalto ha ceduto». Dappertutto si leva una proposta praticamente unanime per supplire «alle evidenti carenze di un servizio che il Comune dà in appalto a una ditta esterna per quanto riguarda in particolare il verde»: non sarebbe possibile, chiedono numerosi ceranesi, «trovare il modo di impiegare persone che, a titolo volontario o nell’ambito dei lavori giudicati socialmente utili, possano essere impiegate nella manutenzione di queste aree per conto del Comune?». Il sindaco ha risposto che «proprio in questi giorni la ditta appaltatrice, che è già stata ripresa per il mancato servizio e che sarà pertanto sottoposta ad eventuali penali rispetto agli oggettivi ritardi, sta procedendo su tutto il territorio comunale. Per quanto riguarda invece le iniziative di volontariato civile ci siamo già “scontrati” rispetto alla loro inattuabilità. Parlo per esperienza: durante il mio primo mandato, con un gruppo di ceranesi, in alcune zone del paese avevamo provveduto allo sfalcio del verde: l’iniziativa era stata stigmatizzata dall’opposizione in quanto l’intervento volontario non era stato correttamente “regolato” da un rapporto convenzionale tra Ente e privati. Pertanto abbiamo dovuto sospendere. Non è semplice, quindi, organizzare iniziative di questo genere, che, oltre a una regolamento apposito che stabilisca tempi, competenze, modalità assicurative dei soggetti coinvolti, prevedono anche una revisione dei rapporti con l’Ente in termine di scorporo dei tributi per un servizio erogato alla comunità: in un periodo in cui si vive una concreta ristrettezza delle casse comunali, deve essere valutato con attenzione ogni aspetto economico in modo tale che sia effettivamente conveniente, senza contare che dovremmo basarci sull’effettiva costanza della disponibilità degli aderenti, che devono, tra l’altro, avere anche mezzi in grado di poter svolgere questo genere di lavoro. In altri Comuni l’adozione delle aree verdi è stata “studiata” con associazioni e imprese locali, mai con i privati cittadini: in questo senso saremmo sempre disponibili a stilare convenzioni, qualora ci pervenissero proposte. Infine – ha detto il sindaco – anche per quanto riguarda l’impiego di personale che rientra in quello dei “lavori socialmente utili” bisogna tenere presente l’effettiva capacità di utilizzare i mezzi che servono per lo sfalcio dell’erba: purtroppo non tutte le persone a nostra disposizione hanno questo genere di competenze».

Lalla Negri

CERANO – «Mancano i soldi, ma certe situazioni sono al limite della tollerabilità». E’ decisamente diffusa la protesta dei ceranesi sulla manutenzione del verde pubblico: sul banco d’accusa, in questo periodo, è lo sfalcio dell’erba che cresce alta in diverse zone del paese, da via Sozzago fino a via Crosa. In particolare in via Sozzago è stata segnalata, oltre all’erba alta, la presenza di resti cartacei di manifesti abbandonati proprio sotto il cartellone delle pubbliche affissioni, «aggiungendo – hanno commentato alcune persone che vivono nella zona – un insulto alla buona educazione e alla correttezza che si pretende da parte di chi ha il servizio in appalto». In via Cantelli, «dove comunque – hanno precisato alcuni residenti – lo sfalcio del verde è stato eseguito solo dopo un colloquio intercorso nei giorni scorsi con il sindaco Flavio Gatti», resta il problema di aiuole che «non vengono assolutamente mantenute con la dovuta regolarità: e pensare che quest’area, un tempo proprietà privata, è stata espropriata per la realizzazione delle case popolari… Finchè è stata privata non c’è mai stata una situazione del genere. Noi facciamo ancora quello che possiamo per mantenere un minimo di ordine, ma certo non possiamo sostituirci nella manutenzione a chi ha i “titoli” per farlo». La mancata manutenzione viene inoltre lamentata anche per quanto riguarda via Circonvallazione, «dove i marciapiedi – hanno evidenziato ancora i ceranesi – sono costellati dalla presenza di erbacce e di punti in cui l’asfalto ha ceduto». Dappertutto si leva una proposta praticamente unanime per supplire «alle evidenti carenze di un servizio che il Comune dà in appalto a una ditta esterna per quanto riguarda in particolare il verde»: non sarebbe possibile, chiedono numerosi ceranesi, «trovare il modo di impiegare persone che, a titolo volontario o nell’ambito dei lavori giudicati socialmente utili, possano essere impiegate nella manutenzione di queste aree per conto del Comune?». Il sindaco ha risposto che «proprio in questi giorni la ditta appaltatrice, che è già stata ripresa per il mancato servizio e che sarà pertanto sottoposta ad eventuali penali rispetto agli oggettivi ritardi, sta procedendo su tutto il territorio comunale. Per quanto riguarda invece le iniziative di volontariato civile ci siamo già “scontrati” rispetto alla loro inattuabilità. Parlo per esperienza: durante il mio primo mandato, con un gruppo di ceranesi, in alcune zone del paese avevamo provveduto allo sfalcio del verde: l’iniziativa era stata stigmatizzata dall’opposizione in quanto l’intervento volontario non era stato correttamente “regolato” da un rapporto convenzionale tra Ente e privati. Pertanto abbiamo dovuto sospendere. Non è semplice, quindi, organizzare iniziative di questo genere, che, oltre a una regolamento apposito che stabilisca tempi, competenze, modalità assicurative dei soggetti coinvolti, prevedono anche una revisione dei rapporti con l’Ente in termine di scorporo dei tributi per un servizio erogato alla comunità: in un periodo in cui si vive una concreta ristrettezza delle casse comunali, deve essere valutato con attenzione ogni aspetto economico in modo tale che sia effettivamente conveniente, senza contare che dovremmo basarci sull’effettiva costanza della disponibilità degli aderenti, che devono, tra l’altro, avere anche mezzi in grado di poter svolgere questo genere di lavoro. In altri Comuni l’adozione delle aree verdi è stata “studiata” con associazioni e imprese locali, mai con i privati cittadini: in questo senso saremmo sempre disponibili a stilare convenzioni, qualora ci pervenissero proposte. Infine – ha detto il sindaco – anche per quanto riguarda l’impiego di personale che rientra in quello dei “lavori socialmente utili” bisogna tenere presente l’effettiva capacità di utilizzare i mezzi che servono per lo sfalcio dell’erba: purtroppo non tutte le persone a nostra disposizione hanno questo genere di competenze».

Lalla Negri

 

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