Cronaca

Maxi frode fiscale scoperta dalla Guardia di Finanza di Savona

Maxi frode fiscale scoperta dalla Guardia di Finanza di Savona
Cronaca 30 Marzo 2016 ore 13:33

NOVARA – Un’intensa attività di polizia giudiziaria e tributaria nei confronti di un presunto gruppo criminale è stata conclusa in questi giorni dalla Guardia di Finanza di Savona. Un lavoro durato ben due anni. Stando all’accusa, questo sodalizio sarebbe stato dedito “all’emissione e all’utilizzo di false fatture al fine di frodare il fisco ed ottenere, così, ingenti guadagni personali, reinvestiti in titoli azionari o semplicemente utilizzati dai promotori dello stesso sodalizio”. L’inchiesta ha visto coinvolta da una parte, quale principale artefice, la “Grissitalia” di Alessandria, azienda leader nel campo della panificazione industriale (con uno stabilimento anche nel Novarese, precisamente a Prato Sesia), e dall’altra una serie di trasportatori compiacenti. La prima fase dell’indagine aveva portato lo scorso anno all’arresto di dieci persone (tra cui un autotrasportatore novarese) e all’esecuzione di 18 perquisizioni locali in aziende e abitazioni. La seconda, invece, ha riguardato la verifica della posizione fiscale di tutte le aziende coinvolte nella presunta frode.

Redazione online

 

Per saperne di più leggi il Corriere di Novara in edicola giovedì 31 marzo


NOVARA – Un’intensa attività di polizia giudiziaria e tributaria nei confronti di un presunto gruppo criminale è stata conclusa in questi giorni dalla Guardia di Finanza di Savona. Un lavoro durato ben due anni. Stando all’accusa, questo sodalizio sarebbe stato dedito “all’emissione e all’utilizzo di false fatture al fine di frodare il fisco ed ottenere, così, ingenti guadagni personali, reinvestiti in titoli azionari o semplicemente utilizzati dai promotori dello stesso sodalizio”. L’inchiesta ha visto coinvolta da una parte, quale principale artefice, la “Grissitalia” di Alessandria, azienda leader nel campo della panificazione industriale (con uno stabilimento anche nel Novarese, precisamente a Prato Sesia), e dall’altra una serie di trasportatori compiacenti. La prima fase dell’indagine aveva portato lo scorso anno all’arresto di dieci persone (tra cui un autotrasportatore novarese) e all’esecuzione di 18 perquisizioni locali in aziende e abitazioni. La seconda, invece, ha riguardato la verifica della posizione fiscale di tutte le aziende coinvolte nella presunta frode.

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