Melme acide, pronti a ricominciare

Melme acide, pronti a ricominciare
03 Maggio 2015 ore 15:03

GALLIATE – Melme acide: ancora tutto fermo. Ma il Comune – dopo anni di stand by seguiti ai primi interventi risalenti agli inizi del 2000, intende riprendere, in qualche modo, la strada della bonifica. “All’indomani delle elezioni, nel luglio 2014 – dice l’assessore all’Ambiente Corrado Frugeri – sono stato in Regione, dal funzionario del Settore Ambiente, per capire lo stato dell’arte e vedere di smuovere qualcosa. In realtà, infatti, i fondi per l’intervento ci sarebbero, ma così come sono stati stanziati dalla Regione, andrebbero ad impattare sul patto di stabilità, andando inevitabilmente ad erodere altre voci di spesa. E sinceramente, in ordine di priorità, non me la sento di rinunciare, ad esempio, ai lavori sulle scuole per bonificare il lago delle melme acide, che ormai da anni è in condizioni di stabilità”. Per questo, il Comune ha chiesto a Torino (“l’ultima lettera – ricorda Frugeri – di qualche giorno fa”) di svincolare i fondi destinati all’area di via del Piaggio dal patto di stabilità. In ogni caso, anche qualora il denaro fosse disponibile (e ammesso che sia sufficiente), occorrerà capire bene cosa fare: “In questi anni sono stati spesi tantissimi soldi, ma nessun intervento risolutivo è stato eseguito: si è provveduto solo ad eliminare la parte superficiale, e più liquida, della pozza, che peraltro ad ogni pioggia si ricrea. A questo punto, l’idea è quella di avvalersi della consulenza di un geologo che rimetta mano al piano di caratterizzazione dell’area e individui un intervento più economico ma definitivo”. Le opzioni, spiega Frugeri, sono sostanzialmente due. “La prima è quella di procedere all’eliminazione completa del materiale, ma temo si tratti di un’operazione molto costosa… La seconda ipotesi è invece quella di asportare la parte liquida, quindi posizionare dei teli impermeabili e provvedere infine a chiudere il buco con materiale di riempimento pulito, realizzando una sorta di collinetta sulla quale collocare dei piezometri per mantenere sotto controllo la situazione. In entrambi i casi, si tratterà di interventi non immediati. E quel che spiace – conclude Frugeri – che forse, con un po’ più di attenzione in passato, a quest’ora la situazione avrebbe già potuto essere risolta”.

Laura Cavalli

GALLIATE – Melme acide: ancora tutto fermo. Ma il Comune – dopo anni di stand by seguiti ai primi interventi risalenti agli inizi del 2000, intende riprendere, in qualche modo, la strada della bonifica. “All’indomani delle elezioni, nel luglio 2014 – dice l’assessore all’Ambiente Corrado Frugeri – sono stato in Regione, dal funzionario del Settore Ambiente, per capire lo stato dell’arte e vedere di smuovere qualcosa. In realtà, infatti, i fondi per l’intervento ci sarebbero, ma così come sono stati stanziati dalla Regione, andrebbero ad impattare sul patto di stabilità, andando inevitabilmente ad erodere altre voci di spesa. E sinceramente, in ordine di priorità, non me la sento di rinunciare, ad esempio, ai lavori sulle scuole per bonificare il lago delle melme acide, che ormai da anni è in condizioni di stabilità”. Per questo, il Comune ha chiesto a Torino (“l’ultima lettera – ricorda Frugeri – di qualche giorno fa”) di svincolare i fondi destinati all’area di via del Piaggio dal patto di stabilità. In ogni caso, anche qualora il denaro fosse disponibile (e ammesso che sia sufficiente), occorrerà capire bene cosa fare: “In questi anni sono stati spesi tantissimi soldi, ma nessun intervento risolutivo è stato eseguito: si è provveduto solo ad eliminare la parte superficiale, e più liquida, della pozza, che peraltro ad ogni pioggia si ricrea. A questo punto, l’idea è quella di avvalersi della consulenza di un geologo che rimetta mano al piano di caratterizzazione dell’area e individui un intervento più economico ma definitivo”. Le opzioni, spiega Frugeri, sono sostanzialmente due. “La prima è quella di procedere all’eliminazione completa del materiale, ma temo si tratti di un’operazione molto costosa… La seconda ipotesi è invece quella di asportare la parte liquida, quindi posizionare dei teli impermeabili e provvedere infine a chiudere il buco con materiale di riempimento pulito, realizzando una sorta di collinetta sulla quale collocare dei piezometri per mantenere sotto controllo la situazione. In entrambi i casi, si tratterà di interventi non immediati. E quel che spiace – conclude Frugeri – che forse, con un po’ più di attenzione in passato, a quest’ora la situazione avrebbe già potuto essere risolta”.

Laura Cavalli

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