Cronaca

Migranti, il problema dei minorenni soli

Migranti, il problema dei minorenni soli
Cronaca 30 Luglio 2016 ore 14:12

Migranti, come sottolineato anche dal neo sindaco Canelli, c’è pure il problema della gestione e sistemazione dei minori non accompagnati. La novità, a livello regionale, è che la Giunta Chiamparino ha approvato, su proposta degli assessori Monica Cerutti e Augusto Ferrari, «i requisiti strutturali e gestionali per le strutture di seconda accoglienza» dei suddetti. Un provvedimento «che recepisce le indicazioni della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome», e che ha lo scopo «di creare omogeneità sui territori». Spiegano in Regione: il 5 maggio del 2016 è stato sancito un accordo sui requisiti minimi per la seconda accoglienza «con l’obiettivo finale di rendere i minori stranieri non accompagnati autonomi, evitando il pericolo di perdere le loro tracce, perché intercettati dalla criminalità organizzata». La seconda accoglienza (cioè quella riservata a chi si è già visto accolta la richiesta di asilo) deve essere gestita in strutture della rete Sprar (Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati) dedicate appositamente ai minori non accompagnati, oppure mediante lo strumento dell’affido. Era previsto che le singole Regioni recepissero il documento, e il Piemonte come detto l’ha fatto. Tutto ruota intorno all’interesse del minore, per garantirgli «protezione, benessere e sviluppo sociale. Per questo motivo oltre a essere prevista un’accoglienza di tipo familiare, sarà necessario definire anche un intervento educativo da parte di educatori qualificati».

Qualche dato: dal 2011 il numero dei minori stranieri non accompagnati (Msna) contattati o presi in carico dai Servizi sociali dei Comuni «è incrementato in maniera esponenziale», passando dai 4.588 del 2010, ai 13.523 del 2014. In generale il 96% dei minori sono maschi, il 55,6% ha 17 anni e oltre la metà proviene da quattro paesi: Egitto (21,5%), Bangladesh (13,2%), Gambia (10%) e Albania (9,1%). Dal 2004 2006 sono aumentati i richiedenti di protezione internazionale: si passa da 251 minori agli oltre 3.000 del 2014 (23,4%)». Dalla Regione non parlano di costi e conseguenti risorse. Proprio qualche giorno fa la questione era stata sollevata dal sindaco Canelli: il Comune ne ha in carico 90, e «nell’ultimo mese ne sono arrivati 29, tutti egiziani». Il Comune spende per loro 2,5 milioni, «cifra che in qualsiasi momento potrebbe aumentare in modo spropositato. Tra questi solo 10 o 15 vanno aiutati, i restanti arrivano a scaricabarile da altre città». Il sindaco non ci sta, anche perché gli risulta che a convogliarli ci sarebbe «una vera e propria associazione criminale» che li sfrutta. Insomma, anche presunte vessazioni al contribuente. Ombre che andrebbero al più presto diradate. Per quanto riguarda la sistemazione, ora si sta studiando la possibilità di trasferirne alcuni nel dormitorio della Passalacqua, per razionalizzare i costi, ma l’opposizione Pd avrebbe già individuato criticità. Si vedrà.

Ma in città tiene banco anche la polemica su vita, opere e “missione” di don Zeno. Perché al sindaco, e non solo a lui, non va proprio giù che il sacerdote, cui recentemente il vescovo ha tolto alcuno incarichi prettamente diocesani, sostanzialmente gestisca con sue società, cioè sostanzialmente a livello privato, l’accoglienza di decine e decine di migranti mediante gli appalti milionari della Prefettura sempre più alla ricerca di posti dove sistemarli. Ovviamente tutto perfettamente in regola, dice il primo cittadino, ma sarebbe opportuno se non doveroso che scegliesse «se fare il sacerdote o il manager». Insomma, una situazione sempre più imbarazzante.

p.v.

leggi il servizio sul Corriere di Novara in edicola

 

Migranti, come sottolineato anche dal neo sindaco Canelli, c’è pure il problema della gestione e sistemazione dei minori non accompagnati. La novità, a livello regionale, è che la Giunta Chiamparino ha approvato, su proposta degli assessori Monica Cerutti e Augusto Ferrari, «i requisiti strutturali e gestionali per le strutture di seconda accoglienza» dei suddetti. Un provvedimento «che recepisce le indicazioni della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome», e che ha lo scopo «di creare omogeneità sui territori». Spiegano in Regione: il 5 maggio del 2016 è stato sancito un accordo sui requisiti minimi per la seconda accoglienza «con l’obiettivo finale di rendere i minori stranieri non accompagnati autonomi, evitando il pericolo di perdere le loro tracce, perché intercettati dalla criminalità organizzata». La seconda accoglienza (cioè quella riservata a chi si è già visto accolta la richiesta di asilo) deve essere gestita in strutture della rete Sprar (Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati) dedicate appositamente ai minori non accompagnati, oppure mediante lo strumento dell’affido. Era previsto che le singole Regioni recepissero il documento, e il Piemonte come detto l’ha fatto. Tutto ruota intorno all’interesse del minore, per garantirgli «protezione, benessere e sviluppo sociale. Per questo motivo oltre a essere prevista un’accoglienza di tipo familiare, sarà necessario definire anche un intervento educativo da parte di educatori qualificati».

Qualche dato: dal 2011 il numero dei minori stranieri non accompagnati (Msna) contattati o presi in carico dai Servizi sociali dei Comuni «è incrementato in maniera esponenziale», passando dai 4.588 del 2010, ai 13.523 del 2014. In generale il 96% dei minori sono maschi, il 55,6% ha 17 anni e oltre la metà proviene da quattro paesi: Egitto (21,5%), Bangladesh (13,2%), Gambia (10%) e Albania (9,1%). Dal 2004 2006 sono aumentati i richiedenti di protezione internazionale: si passa da 251 minori agli oltre 3.000 del 2014 (23,4%)». Dalla Regione non parlano di costi e conseguenti risorse. Proprio qualche giorno fa la questione era stata sollevata dal sindaco Canelli: il Comune ne ha in carico 90, e «nell’ultimo mese ne sono arrivati 29, tutti egiziani». Il Comune spende per loro 2,5 milioni, «cifra che in qualsiasi momento potrebbe aumentare in modo spropositato. Tra questi solo 10 o 15 vanno aiutati, i restanti arrivano a scaricabarile da altre città». Il sindaco non ci sta, anche perché gli risulta che a convogliarli ci sarebbe «una vera e propria associazione criminale» che li sfrutta. Insomma, anche presunte vessazioni al contribuente. Ombre che andrebbero al più presto diradate. Per quanto riguarda la sistemazione, ora si sta studiando la possibilità di trasferirne alcuni nel dormitorio della Passalacqua, per razionalizzare i costi, ma l’opposizione Pd avrebbe già individuato criticità. Si vedrà.

Ma in città tiene banco anche la polemica su vita, opere e “missione” di don Zeno. Perché al sindaco, e non solo a lui, non va proprio giù che il sacerdote, cui recentemente il vescovo ha tolto alcuno incarichi prettamente diocesani, sostanzialmente gestisca con sue società, cioè sostanzialmente a livello privato, l’accoglienza di decine e decine di migranti mediante gli appalti milionari della Prefettura sempre più alla ricerca di posti dove sistemarli. Ovviamente tutto perfettamente in regola, dice il primo cittadino, ma sarebbe opportuno se non doveroso che scegliesse «se fare il sacerdote o il manager». Insomma, una situazione sempre più imbarazzante.

p.v.

leggi il servizio sul Corriere di Novara in edicola

 

Seguici sui nostri canali