Cronaca

Minaccia e pedina l’ex compagno, lanciandogli anche una molotov sul balcone

Minaccia e pedina l’ex compagno, lanciandogli anche una molotov sul balcone
Cronaca 10 Dicembre 2015 ore 16:15

NOVARA, 10 DIC – Alla sbarra per minaccia, molestie e ingiurie nei confronti dell’ex compagno. Imputata con lui, un 41enne novarese, anche la madre. Una vicenda che ha visto un periodo di continue telefonate, a tutte le ore, di suoni al citofono, anche alla notte, e, stando alla vittima, di minacce.

 

In tutto questo anche il lancio di una bottiglia molotov sul balcone della casa; un episodio avvenuto il 18 gennaio 2011. L’attuale imputato avrebbe suonato al citofono dell’ex compagno, minacciandolo di morte e, quindi, prima di andare via, lanciando una bottiglia incendiaria sul balcone. Un botto che quella notte risvegliò di colpo la vittima, un 30enne omosessuale, che, da qualche tempo, dopo la fine della sua relazione (con l’odierno imputato), era andato a vivere a casa di un amico transessuale.

I due, svegliati di colpo, avevano visto l’auto dell’ex allontanarsi dalla casa. Stando alla vittima, il 41enne non aveva accettato che il 30enne avesse iniziato una storia con un'altra persona. Ecco gli sms, le telefonate, i pedinamenti e le minacce. La madre, stando alla vittima, sarebbe stata sempre presente nelle azioni che il figlio metteva in atto nei confronti dell’ex.

 

La vittima: “Ha iniziato a minacciarmi quando son andato a vivere dal mio vecchio coinquilino. Mi seguiva anche sul posto di lavoro”. “Sono stato in cura per diverso tempo per questo episodio – ha sostenuto l’inquilino, anche lui atterrito quella notte dal botto della molotov – Vivevo un vero e proprio incubo”. Il 41enne nega ogni addebito che gli viene mosso, anzi sostiene che quella sera non poteva essere a casa dell’ex perché lavorava: “avevo il turno di notte”.

mo.c.


NOVARA – Alla sbarra per minaccia, molestie e ingiurie nei confronti dell’ex compagno. Imputata con lui, un 41enne novarese, anche la madre. Una vicenda che ha visto un periodo di continue telefonate, a tutte le ore, di suoni al citofono, anche alla notte, e, stando alla vittima, di minacce.

In tutto questo anche il lancio di una bottiglia molotov sul balcone della casa; un episodio avvenuto il 18 gennaio 2011. L’attuale imputato avrebbe suonato al citofono dell’ex compagno, minacciandolo di morte e, quindi, prima di andare via, lanciando una bottiglia incendiaria sul balcone. Un botto che quella notte risvegliò di colpo la vittima, un 30enne omosessuale, che, da qualche tempo, dopo la fine della sua relazione (con l’odierno imputato), era andato a vivere a casa di un amico transessuale.

I due, svegliati di colpo, avevano visto l’auto dell’ex allontanarsi dalla casa. Stando alla vittima, il 41enne non aveva accettato che il 30enne avesse iniziato una storia con un'altra persona. Ecco gli sms, le telefonate, i pedinamenti e le minacce. La madre, stando alla vittima, sarebbe stata sempre presente nelle azioni che il figlio metteva in atto nei confronti dell’ex 

La vittima: “Ha iniziato a minacciarmi quando son andato a vivere dal mio vecchio coinquilino. Mi seguiva anche sul posto di lavoro”. “Sono stato in cura per diverso tempo per questo episodio – ha sostenuto l’inquilino, anche lui atterrito quella notte dal botto della molotov – Vivevo un vero e proprio incubo”. Il 41enne nega ogni addebito che gli viene mosso, anzi sostiene che quella sera non poteva essere a casa dell’ex perché lavorava: “avevo il turno di notte”.

mo.c.