Misura di custodia in un luogo di cura per il 45enne che ha aggredito un giovane all’Angolo delle Ore

Misura di custodia in un luogo di cura per il 45enne che ha aggredito un giovane all’Angolo delle Ore
Cronaca 30 Luglio 2015 ore 08:16

NOVARA – Come anticipato mercoledì in un nostro articolo, il 45enne novarese che lunedì ha aggredito un giovane del Ghana, colpendolo al torace e a una gamba, andrà in custodia in una struttura di cura, dove possa risolvere i suoi problemi.

Un esito emerso mercoledì mattina alla direttissima in Tribunale (il processo è stato poi aggiornato a settembre) e che è il risultato di una precisa richiesta avanzata dalla Questura al procuratore della Repubblica, Francesco Saluzzo. 

A spiegarlo, in una nota stampa, è la stessa Polizia. “A seguito di un ennesimo episodio di violenza (con risvolti anche di odio razziale) tenuto dall’uomo, personale della Questura lo arrestava in flagranza del reato di lesioni personali aggravate. Un episodio che seguiva di pochi giorni quello precedente”, che riguardava una violenta colluttazione in piazza Pasteur. Anche in quell’occasione il 45enne era stato arrestato: “ma, all’esito della direttissima, il giudice non aveva ritenuto commesso il reato di rissa e ne aveva ordinato la scarcerazione. Dopo l’arresto di lunedì sera, la Questura proponeva al procuratore di richiedere l’applicazione provvisoria di una misura di sicurezza”. Con questo obiettivo ha raccolto e indicato molti elementi e condotte perseguite dall’uomo in passato, situazioni “che si sono ripetute per anni, così come condanne già riportate ed episodi di ubriachezza o di reati commessi in stato di ubriachezza. Obiettivo delineare la pericolosità sociale dell’uomo”.

Il procuratore, ritenendo fondate le argomentazioni della Questura, alla direttissima ha chiesto al giudice l’applicazione provvisoria della misura di sicurezza della custodia in un luogo di cura (ora denominate Rems) e il giudice, convalidato l’arresto, ha applicato la misura richiesta, “riconoscendo – scrive la Polizia - i tratti estremamente pericolosi dell’uomo per l’incolumità pubblica e la sua non controllabile inclinazione alla violenza”. A seguito del provvedimento, il 45enne è stato dapprima portato in carcere, quindi trasferito alla struttura che gli è stata assegnata. Il processo relativo all’aggressione si terrà il 17 settembre.

mo.c.


NOVARA – Come anticipato mercoledì in un nostro articolo, il 45enne novarese che lunedì ha aggredito un giovane del Ghana, colpendolo al torace e a una gamba, andrà in custodia in una struttura di cura, dove possa risolvere i suoi problemi.

Un esito emerso mercoledì mattina alla direttissima in Tribunale (il processo è stato poi aggiornato a settembre) e che è il risultato di una precisa richiesta avanzata dalla Questura al procuratore della Repubblica, Francesco Saluzzo. 

A spiegarlo, in una nota stampa, è la stessa Polizia. “A seguito di un ennesimo episodio di violenza (con risvolti anche di odio razziale) tenuto dall’uomo, personale della Questura lo arrestava in flagranza del reato di lesioni personali aggravate. Un episodio che seguiva di pochi giorni quello precedente”, che riguardava una violenta colluttazione in piazza Pasteur. Anche in quell’occasione il 45enne era stato arrestato: “ma, all’esito della direttissima, il giudice non aveva ritenuto commesso il reato di rissa e ne aveva ordinato la scarcerazione. Dopo l’arresto di lunedì sera, la Questura proponeva al procuratore di richiedere l’applicazione provvisoria di una misura di sicurezza”. Con questo obiettivo ha raccolto e indicato molti elementi e condotte perseguite dall’uomo in passato, situazioni “che si sono ripetute per anni, così come condanne già riportate ed episodi di ubriachezza o di reati commessi in stato di ubriachezza. Obiettivo delineare la pericolosità sociale dell’uomo”.

Il procuratore, ritenendo fondate le argomentazioni della Questura, alla direttissima ha chiesto al giudice l’applicazione provvisoria della misura di sicurezza della custodia in un luogo di cura (ora denominate Rems) e il giudice, convalidato l’arresto, ha applicato la misura richiesta, “riconoscendo – scrive la Polizia - i tratti estremamente pericolosi dell’uomo per l’incolumità pubblica e la sua non controllabile inclinazione alla violenza”. A seguito del provvedimento, il 45enne è stato dapprima portato in carcere, quindi trasferito alla struttura che gli è stata assegnata. Il processo relativo all’aggressione si terrà il 17 settembre.

mo.c.