Nonostante la crisi a Oleggio il commercio ‘tiene’

Nonostante la crisi a Oleggio il commercio ‘tiene’
25 Aprile 2015 ore 04:07

OLEGGIO – Dati in positivo per il commercio oleggese che, nonostante le difficoltà causate dalla crisi economica e dalla scarsità dei posti di lavoro, non varia il numero degli esercizi commerciali presenti in città. Grande il lavoro svolto dall’Amministrazione comunale durante il precedente mandato (scelta riconfermata anche da questa amministrazione), per incentivare iniziative e manifestazioni che promuovano il “centro commerciale a cielo aperto”. Maggiore spazio a negozi di piccola o media struttura, fulcro dell’attività economica oleggese: questo quello che emerge anche dai dati raccolti dalla Regione Piemonte nel 2014, utili per l’attuazione e la valutazione delle politiche pubbliche per il settore della distribuzione commerciale (i dati sono messi a disposizione degli Enti istituzionali e degli operatori del settore attraverso Internet e pubblicati nel volume “Il commercio in Piemonte”). Si arriva a quota 188 parlando di piccoli negozi (strutture con una superficie fino a 250 metri quadrati), uno in più rispetto ai dati raccolti nel 2013. Si tratta per lo più di attività che non si dedicato alla vendita del settore alimentare. Dei 188 infatti solo 40 si dedicano al settore alimentare e 21 fanno entrambe le cose. Nel corso del 2014 sul totale si può intravedere un “più uno”, ma sono state 8 le attività ad abbassare la serranda, mentre nove i nastri tagliati per le nuove aperture. Una nuova apertura anche negli esercizi commerciali di media struttura, che in totale sono 13 (nessuna di quelle conteggiate nel 2013 ha chiuso i battenti). Di questi otto sono dedicati all’alimentare, quattro vendono prodotti alimentari e solo una vende esclusivamente prodotti alimentari. L’economia oleggese non manca poi di bar, ristoranti e locali che offrono “somministrazione di alimenti e bevande” nelle loro diverse tipologie. Se ne possono contare circa una settantina tra le diverse tipologie di attività previste dalla normativa regionale, e tra queste nel 2014 tre nuove aperture in attività di “ristorazione tradizionale”. Tra le zone più gettonate per l’apertura delle nuove attività la piazza, il corso e il centro storico in genere, dove si trova la maggio parte di piccole attività; ma anche nelle frazioni e in periferia non mancano bar, ristoranti, negozietti o (soprattutto) attività con una struttura più grande del “negozio da paese”. I dati raccolti si riferiscono al 2014, ma già nel primo quadrimestre del 2015 ci sono state nuove aperture in centro città: un quadro che permette ancora di ben sperare, nonostante le difficoltà con cui commercianti e negozianti devono fare i conti quotidianamente; anche se qualcuno, per motivi personali o difficoltà economiche, ha dovuto optare per la chiusura, c’è sempre qualche commerciante che sceglie Oleggio per aprire una nuova attività. 

Silvia Biasio

OLEGGIO – Dati in positivo per il commercio oleggese che, nonostante le difficoltà causate dalla crisi economica e dalla scarsità dei posti di lavoro, non varia il numero degli esercizi commerciali presenti in città. Grande il lavoro svolto dall’Amministrazione comunale durante il precedente mandato (scelta riconfermata anche da questa amministrazione), per incentivare iniziative e manifestazioni che promuovano il “centro commerciale a cielo aperto”. Maggiore spazio a negozi di piccola o media struttura, fulcro dell’attività economica oleggese: questo quello che emerge anche dai dati raccolti dalla Regione Piemonte nel 2014, utili per l’attuazione e la valutazione delle politiche pubbliche per il settore della distribuzione commerciale (i dati sono messi a disposizione degli Enti istituzionali e degli operatori del settore attraverso Internet e pubblicati nel volume “Il commercio in Piemonte”). Si arriva a quota 188 parlando di piccoli negozi (strutture con una superficie fino a 250 metri quadrati), uno in più rispetto ai dati raccolti nel 2013. Si tratta per lo più di attività che non si dedicato alla vendita del settore alimentare. Dei 188 infatti solo 40 si dedicano al settore alimentare e 21 fanno entrambe le cose. Nel corso del 2014 sul totale si può intravedere un “più uno”, ma sono state 8 le attività ad abbassare la serranda, mentre nove i nastri tagliati per le nuove aperture. Una nuova apertura anche negli esercizi commerciali di media struttura, che in totale sono 13 (nessuna di quelle conteggiate nel 2013 ha chiuso i battenti). Di questi otto sono dedicati all’alimentare, quattro vendono prodotti alimentari e solo una vende esclusivamente prodotti alimentari. L’economia oleggese non manca poi di bar, ristoranti e locali che offrono “somministrazione di alimenti e bevande” nelle loro diverse tipologie. Se ne possono contare circa una settantina tra le diverse tipologie di attività previste dalla normativa regionale, e tra queste nel 2014 tre nuove aperture in attività di “ristorazione tradizionale”. Tra le zone più gettonate per l’apertura delle nuove attività la piazza, il corso e il centro storico in genere, dove si trova la maggio parte di piccole attività; ma anche nelle frazioni e in periferia non mancano bar, ristoranti, negozietti o (soprattutto) attività con una struttura più grande del “negozio da paese”. I dati raccolti si riferiscono al 2014, ma già nel primo quadrimestre del 2015 ci sono state nuove aperture in centro città: un quadro che permette ancora di ben sperare, nonostante le difficoltà con cui commercianti e negozianti devono fare i conti quotidianamente; anche se qualcuno, per motivi personali o difficoltà economiche, ha dovuto optare per la chiusura, c’è sempre qualche commerciante che sceglie Oleggio per aprire una nuova attività. 

Silvia Biasio

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