la denuncia

«Nostra figlia non era ubriaca. L’ospedale ha sbagliato»

Conferenza stampa della famiglia della ragazza, assistita dal legale: «Vogliamo rendere pubblico l'episodio».

«Nostra figlia non era ubriaca. L’ospedale ha sbagliato»
Borgomanero, 30 Gennaio 2020 ore 10:39

Ritardo al Pronto Soccorso di Borgomanero. Famiglia novarese ancora in attesa di risposte.

Ore di angoscia dopo l’incidente

«Un ritardo, errore diagnostico al Pronto soccorso», questa la denuncia di una famiglia novarese. Nella notte del 6 giugno 2018 un padre e una madre che abitano a Borgo Ticino non vedono rincasare la figlia dopo il turno di lavoro serale in un locale ad Arona. Provano a chiamarla, ma al telefono non risponde. Era un martedì. Se lo ricorda bene Sergio Rivolta, che alle quattro di notte viene svegliato dal campanello dai carabinieri che lo avvisano che la figlia Eliana di 24 anni si trova al Pronto soccorso di Borgomanero dopo un incidente stradale avvenuto sulla Statale 32 a bordo della sua auto una Panda 4X4. «Mi sono sentito mancare» ripercorre quei momenti l’uomo che insieme alla moglie ieri , mercoledì 29 gennaio 2020, nel tardo pomeriggio ha indetto una conferenza stampa per sollecitare risposte dalla Direzione sanitaria del presidio ospedaliero di Borgomanero e all’azienda sanitaria locale di Novara per chiedere delucidazioni.

Cosa è successo quella notte?

Il motivo? La giovane viene portata al Pronto soccorso di Borgomanero dove solo sei ore dopo avrebbe ricevuto il trattamento medico ospedaliero che invece avrebbe dovuto avere tempestivamente. «La dottoressa di turno non aveva diagnosticato la commozione cerebrale in corso, formulando frettolosamente una diagnosi del tutto errata scambiandola per stato di ebbrezza sulla base dell’alito e ritardando di parecchie ore le cure. Un errore grave – dice Rivolta – in quanto l’esito degli esami, giunto il giorno seguente, non aveva invece rilevato tracce di alcool. Mia figlia era distesa su una barella lungo il corridoio – continua il racconto del padre della giovane di quelle ore – Mi dissero “stia tranquillo, sta bene. Era ubriaca, le hanno ritirato la patente e sequestrato la macchina”. Tornati da Eliana abbiamo cercato di svegliarla, ma dalla sua bocca usciva solo qualche lieve suono. Poi alle 7.45 della mattina l’hanno dimessa». Il compagno Alberto nell’andarla a prendere la trovò ancora in stato confusionale non in grado di camminare con le sue gambe.

Il ritorno al Pronto soccorso

Così la famiglia dopo il racconto del compagno lo ha invitato a riportarla al pronto soccorso chiedendo ulteriori accertamenti. «Solo dopo molte insistenze è stata nuovamente ricoverata e alle dieci sottoposta ad esami clinici con una diagnosi da trauma cranico con piccola emorragia celebrale. Perché subito dopo l’incidente non le sono stati fatti gli esami, vorremmo capire come mai?» si chiede il padre. Ha raccontato come la figlia dopo essere stata due giorni in Pronto soccorso è stata trasferita nel reparto di Neurologia rimanendovi otto giorni. La famiglia Rivolta, prima assistita da un altro legale, dice di non aver mai avuto una risposta dall’Asl, salvo poi pochi giorni fa alla vigilia della conferenza riceverne una. Ora assistiti dal nuovo avvocato Paolo Mastrosimone hanno deciso di rendere pubblico l’episodio. «Lo scopo è anche quello di parlarne all’opinione pubblica perché episodi così non accadano più. Al di là di un risarcimento del danno, c’è il diritto alla salute che ciascun cittadino ha il diritto che gli venga riconosciuto».
m.n.b.

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