Nuovi decreti del Parco del Ticino e del Lago Maggiore per gli interventi sui cinghiali

Nuovi decreti del Parco del Ticino e del Lago Maggiore per gli interventi sui cinghiali
18 Marzo 2015 ore 19:12

CAMERI – Nuovi decreti per regolamentare meglio l’attività dei cosiddetti “selecontrollori” per il contenimento della presenza dei cinghiali nel territorio del Parco del Ticino e del Lago Maggiore. Sono quelli che sono stati presentati recentemente nella sede del Parco a Villa Picchetta a Cameri a margine della conferenza stampa di presentazione delle iniziative dell’ente in occasione di Expo 2015. “Quando sono arrivato io nel 2012 i danni provocati dai cinghiali alle coltivazioni erano veramente ingenti – ha detto il commissario del Parco Marco Mario Avanza – abbiamo quindi cercato di fare il possibile per limitarli incrementando le uscite dei selecontrollori che sono i cacciatori abilitati e incaricati dal Parco per l’abbattimento degli animali. Le uscite notturne sono passate da 130 nel 2011 a 240 nel 2014 e gli abbattimenti sono passati da 197 nel 2011 a 400 nel 2013 per arrivare a circa 250 nel 2014. Attualmente la situazione sembra essere sotto controllo. Oltre agli abbattimenti abbiamo messo in atto anche altre soluzioni come i recinti elettrificati ed ora abbiamo fatto alcuni cambiamenti al regolamento”. I nuovi decreti sono stati emanati a seguito del nuovo Regolamento regionale relativo agli interventi di gestione faunistica, come stabilito dalla legge regionale 19/2009 all’articolo 33 che tiene conto inoltre delle misure indicate per le aree della Rete Natura 2000. Uno dei decreti riguarda il destino dei cinghiali abbattuti: come ha spiegato il guardiaparco Leonardo Picchianti “mentre prima il cacciatore si portava a casa il cinghiale d’ora in poi dovrà consegnarlo a un centro autorizzato per il trattamento delle carni. Questo sia per motivi di sicurezza alimentare, che per una più corretta gestione degli scarti derivanti dalla lavorazione dell’animale”. Sempre con destinatari i circa 70 cacciatori abilitati attualmente attivi sono stati introdotti un codice deontologico e nuove regole per l’ingaggio che non è più a tempo indeterminato ma ha la durata di un anno solare. Per ogni periodo il cacciatore deve presentare domanda e attestare il possesso dei requisiti per l’attività.

CAMERI – Nuovi decreti per regolamentare meglio l’attività dei cosiddetti “selecontrollori” per il contenimento della presenza dei cinghiali nel territorio del Parco del Ticino e del Lago Maggiore. Sono quelli che sono stati presentati recentemente nella sede del Parco a Villa Picchetta a Cameri a margine della conferenza stampa di presentazione delle iniziative dell’ente in occasione di Expo 2015. “Quando sono arrivato io nel 2012 i danni provocati dai cinghiali alle coltivazioni erano veramente ingenti – ha detto il commissario del Parco Marco Mario Avanza – abbiamo quindi cercato di fare il possibile per limitarli incrementando le uscite dei selecontrollori che sono i cacciatori abilitati e incaricati dal Parco per l’abbattimento degli animali. Le uscite notturne sono passate da 130 nel 2011 a 240 nel 2014 e gli abbattimenti sono passati da 197 nel 2011 a 400 nel 2013 per arrivare a circa 250 nel 2014. Attualmente la situazione sembra essere sotto controllo. Oltre agli abbattimenti abbiamo messo in atto anche altre soluzioni come i recinti elettrificati ed ora abbiamo fatto alcuni cambiamenti al regolamento”. I nuovi decreti sono stati emanati a seguito del nuovo Regolamento regionale relativo agli interventi di gestione faunistica, come stabilito dalla legge regionale 19/2009 all’articolo 33 che tiene conto inoltre delle misure indicate per le aree della Rete Natura 2000. Uno dei decreti riguarda il destino dei cinghiali abbattuti: come ha spiegato il guardiaparco Leonardo Picchianti “mentre prima il cacciatore si portava a casa il cinghiale d’ora in poi dovrà consegnarlo a un centro autorizzato per il trattamento delle carni. Questo sia per motivi di sicurezza alimentare, che per una più corretta gestione degli scarti derivanti dalla lavorazione dell’animale”. Sempre con destinatari i circa 70 cacciatori abilitati attualmente attivi sono stati introdotti un codice deontologico e nuove regole per l’ingaggio che non è più a tempo indeterminato ma ha la durata di un anno solare. Per ogni periodo il cacciatore deve presentare domanda e attestare il possesso dei requisiti per l’attività.
Un altro decreto riguarda la rimozione delle altane, presenti in numero consistente nel Parco. Le altane sono strutture sollevate dal suolo realizzate nel corso degli anni dagli stessi cacciatori che adottano la tecnica dell’appostamento in ore buie. La rimozione è stata decisa in primis per motivi di sicurezza: come spiegato nel decreto sono costruzioni realizzate senza regole precise che possono essere usate impropriamente dai non addetti, possono avere dei cedimenti sia strutturali sia causati da danneggiamenti occulti volti al disturbo all’attività, e rappresentano perciò un concreto pericolo per tutti coloro che li avvicinano. Le altane potrebbero dare origine a contenziosi con la proprietà dei fondi privati dove sono costruiti ed inoltre non sono strutture consone al contesto anche dal punto di vista paesaggistico. Gli operatori dovranno perciò dotarsi di strutture di appostamento mobili da rimuovere al termine dell’attività.

Valentina Sarmenghi

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