Novara

Nuovo percorso per pazienti Covid al pronto soccorso del Maggiore

Previsti ulteriori ampliamenti.

Nuovo percorso per pazienti Covid al pronto soccorso del Maggiore
Cronaca Novara, 13 Marzo 2021 ore 07:27

Si sono conclusi i lavori di ampliamento e riorganizzazione del Pronto Soccorso dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Novara con la realizzazione di un nuovo percorso di pre-triage e triage e di un ambulatorio e di una camera Covid: l’intervento rientra nel cosiddetto “Progetto Arcuri” per potenziare le strutture sanitarie durante la pandemia-Sars Cov2 ed è stato finanziato con 400 mila euro.

Così Minola

«Infatti l’allora commissario straordinario aveva individuato (10 novembre scorso) l’Aou di Novara come soggetto attuatore di due interventi, finanziati con i fondi per l’emergenza epidemiologica Covid19 - afferma il direttore generale dell’Aou, il dott. Mario Minola – Oggi presentiamo la conclusione del primo, risultato di una progettazione ‘creativa’ del Servizio di gestione tecnico-economale diretta dall’ing. Vincenzo Bruno condivisa con il direttore della Struttura complessa di Medicina e chirurgia d’urgenza e accettazione il prof. Giancarlo Avanzi, che ha trasformato due cavedi in spazi sanitari fruibili. Il secondo intervento, finanziato con oltre 2 milioni di euro e che prevede la realizzazione di una nuova terapia intensiva e di una nuova terapia sub intensiva sopra l’attuale sede del Pronto Soccorso, è in fase avanzata di progettazione e verrà concluso entro la fine dell’anno. Grazie alla collaborazione del Comune di Novara, inoltre, è in avanzata progettazione anche un ulterioreampliamento dell’area dedicata al pronto Soccorso, là dove ora è installata la tenda Cri».

Separare chi ha sintomi Covid da chi no

«In questa fase di emergenza è necessario separare il percorso diagnostico e terapeutico dei pazienti che accedono al Pronto Soccorso con sintomi sospetti per patologia Covid-19 da quello degli altri pazienti al fine di garantire una maggiore sicurezza a chi vi accede – spiega il prof. Giancarlo Avanzi - Pertanto, è risultato indispensabile procedere alla ristrutturazione dei locali Dea per garantire la possibilità di metter in atto tali percorsi separati, garantendo in oltre le distanze di sicurezza tra i pazienti che stazionano in Pronto Soccorso».

 

Pre-Triage  - Al fine di creare percorsi distinti per pazienti Covid-19 o sospetti tali è istituita una postazione di Pre-Triage con vetrata che servirà ad indirizzare i pazienti Covid-19 positivi o sospetti verso il percorso loro dedicato.

 

Triage e accoglienza dei pazienti Covid-19 – I pazienti sospetti o sicuramente affetti da Covid saranno inviati, con percorso specifico, adun’area di triage Covid dove verranno accolti e successivamente visitati presso l’area Covid+. La via di accesso a questa postazione è separata dalle altre vie di accesso dei pazienti non-Covid. La zona di visita Covid+ è ora dotata di un’area di degenza temporanea, chiamata Obi-Covid, dotata di 5 letti monitorati corredati delle più moderne tecnologie.

 

Triage ed accoglienza pazienti Covid negativi - I pazienti non-Covidpotranno accedere al Pronto Soccorso attraverso il percorso tradizionale, dove vengono sottoposti a triage come da consuetudine.

Così Avanzi

 

«La Shock Room o sala Rossa, con la ristrutturazione, è stata ampliata ed è ora dotata di 3 postazioni in più, monitorate e corredate dalle più moderne tecnologie anche di supporto respiratorio – aggiunge il prof. Avanzi -  Questo ci consente di avere un’area  dove assistere i pazienti più gravi in attesa della loro definitiva collocazione nei reparti o all’interno dei nostri letti di sub intensiva, realizzati grazie alla Fondazione De Agostini. In buona sostanza il Pronto Soccorso dell’Aoudi Novara è ora dotato di spazi più ampi per curare e stabilizzare i pazienti Covid+ e non-Covid con letti altamente tecnologici e monitoraggio sofisticato di tutti i parametri vitali oltre alla dotazione delle più moderne tecnologie per terapie infusive e somministrazione di 0ssigeno ad alti flussi e con ventilazione non invasiva».

 

 

«L’intervento realizzato – sottolinea l’ing. Bruno - consente una prestazione impiantistica di altissimo livello, paragonabile a quella degli ambienti operatori. Infatti la portata dei gas medicali è stata aumentata per sopperire all'erogazione di ossigeno ad "alti flussi"; il ricambio d'aria è ampiamente superiore ai requisiti previsti dall'accreditamento, e la macchina di trattamento dell'aria è stata dotata di filtrazione assoluta, con terminali completi di filtrazione elettrostatica ai raggi Uv.

L’obiettivo è stato raggiunto grazie a tutti gli operatori che hanno lavorato anche nel fine settimana, a volte nottetempo, in condizioni notevolmente complicate dal cercare di limitare i disagi ai reparti confinanti”.