La Corte d’Appello di Torino ha confermato la condanna a 20 anni di reclusione per Vincenzo Lasco, 65 anni, ritenuto colpevole dell’omicidio di Michele Bonetto, 45 anni, avvenuto a Oleggio il 28 aprile 2023.
Dettagli del caso
Questa sentenza di secondo grado è arrivata a un anno dalla condanna inflitta dal Tribunale di Novara al termine del processo con rito abbreviato.
Bonetto (nella foto), residente a Castelletto Ticino, era stato rinvenuto in una pozza di sangue vicino all’ingresso di un palazzo in via Fratelli Cantoni. Trasportato in ospedale, era deceduto poco dopo a causa delle gravi ferite da coltello riportate al petto e al fianco destro. L’aggressione era avvenuta a seguito di un violento litigio tra la vittima e Lasco, che era avvenuto sulle scale del condominio dove risiedeva l’imputato.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il litigio era scaturito dalle presunte violenze subite dalla figlia di Bonetto. Quest’ultimo si era recato da Lasco per chiedere spiegazioni, ma la discussione era degenerata. Lasco, fermato dai Carabinieri, ha sempre sostenuto la propria innocenza, affermando di aver agito per legittima difesa.
Il gup di Novara, Gian Luca De Rosa, aveva condannato Lasco a 20 anni di carcere, come richiesto dal pm Giovanni Castellani, ordinando anche il risarcimento di 50mila euro ciascuno alla madre e alla figlia della vittima. L’imputato era stato assolto dall’accusa di violenza sessuale. Ieri, la Corte ha confermato integralmente la pena.
«Non è stata considerata credibile la tesi della legittima difesa – ha commentato l’avvocato Antonella Lobino, legale della madre di Bonetto –. Michele rappresenta una vittima di una cultura violenta: un padre accorso in aiuto della figlia».
