Storico parrucchiere

Oleggio “Il Luigino” chiude e finisce un’era

Il saluto dei tanti clienti

Oleggio “Il Luigino” chiude e finisce un’era
Ovest Ticino, 02 Maggio 2020 ore 07:37

Il Luigino chiude e finisce un’era: lui, papà Baffo e il nonno han fatto barba e capelli a generazioni di oleggesi
Va in pensione Luigi Pozzato, il barbiere di via Dante, figlio e nipote d’arte.

Luigino va in pensione

«Ebbene sì, dopo quasi 90 anni di esistenza, la bottega di famiglia cessa l’attività; non è colpa del coronavirus, ma diciamo che ha contribuito ad anticipare i tempi. Un saluto e ringraziamenti a tutti». Con queste semplici parole Luigi Pozzato, per tutti il «Luigino», storico barbiere di via Dante, figlio e nipote d’arte, nei giorni scorsi si è congedato professionalmente dai suoi clienti e amici, andando a chiudere un lungo capitolo di storia durato quasi un secolo. Sì, perché l’attività di barbiere era stata avviata da nonno Ferruccio negli anni Trenta: «Era emigrato dal Veneto – racconta Luigi – aveva fatto l’aiutante e imparato la professione e aperto bottega. Attività proseguita da mio papà, conosciuto da tutti come “Baffo”, ricordato oltre che per il suo lavoro da barbiere anche per la formazione musicale del «Duo Baffo» che aveva creato con il fratello Guglielmo e che ha allietato molte feste della zona con la sua musica».

Ricordi di un tempo che fu

E’ proprio sotto l’ala di papà Dario che Luigi impara l’arte fino a diventarne l’erede: pettine e forbice passano nelle sue mani come un testimone simbolico. «Ho iniziato praticamente da bambino – racconta – come tutti facendo il garzone e poi sono stato l’unico della famiglia ad aver proseguito. All’epoca in tanti venivano a farsi radere e ricordo che esisteva “l’abbonamento barba” e ho memoria di questo armadietto con gli scomparti in cui si teneva la salvietta in cotone di ogni abbonato e i più benestanti avevano anche il proprio rasoio personale. Un altro ricordo emozionante è legato a quando con papà andavamo alla casa di riposo Pariani a fare la barba agli ospiti… quanti anziani ho insaponato…». Un’arte, quella della rasatura, che Luigino Pozzato negli anni ha accantonato: «Sono cambiate le normative e le regole igienico sanitarie sono diventate giustamente rigide e ho preferito non proseguire ma dedicarmi ai capelli, che sono sempre stati la mia vera passione». Una passione che lo ha portato anche all’insegnamento per diversi anni: «Avevo frequentato l’Anam, accademia nazionale degli acconciatori a Novara, e poi ero diventato maestro. Mi piaceva molto e soprattutto il primo periodo della professione è stato stimolante: si guardava poco al cassetto, ossia agli incassi, e c’era tanta voglia di imparare cose nuove».

Il rapporto con la clientela

Imparata l’arte (e trasmessi i suoi insegnamenti a tanti allievi), Luigino per decenni si è dedicato alla sua bottega di via Dante e preso cura dei suoi affezionati clienti, molti dei quali diventati nel tempo anche amici: «La clientela non è mai mancata – spiega – di questo lavoro naturalmente mi è sempre piaciuto il contatto umano e come spesso accade in questa professione il barbiere diventa un po’ un amico e un po’ un confessore. Io ascoltavo tutto ma non essendo pettegolo poi la maggior parte dei racconti me li dimenticavo. Poi andavo a casa e mia moglie mi diceva “Hai saputo che…” e io rispondevo “Ah sì me lo hanno raccontato in negozio!” – ricorda Pozzato ridendo – Ne ho sentite di cose in tutti questi anni, alcune più serie altre davvero strampalate!».
La bottega piccolo tempio di oleggesità
Una vita di racconti, di confidenze, di risate, di chiacchierate e battibecchi scherzosi sul calcio, tutto tra le mura di quella accogliente bottega che nel tempo era diventata anche un piccolo museo celebrativo dell’oleggesità e della professione del barbiere: «In negozio avevo messo una vetrinetta con alcuni strumenti antichi del mestiere e alle pareti diversi dipinti a soggetto oleggese, ad esempio qualcuno di pregevole fattura del nostro concittadino Oiraw. E non sono mai mancati, a disposizione dei clienti, libri sulla storia della città, sia dialettali sia biografici». Un’attenzione alla storia locale che si era tradotta tempo fa anche nella donazione di alcuni arredi e strumenti dell’antica bottega Pozzato appartenuti a nonno Ferruccio al museo civico Fanchini che nella sua sezione etnografica riproduce anche una ambientazione dedicata alla professione del sarto.

Le parole del fratello

Un sentito omaggio pubblico è arrivato nei giorni scorsi dal fratello di Luigi, Pier Angelo, velato da una punta di rammarico per l’interruzione di un’attività tramandata per tre generazioni: «Auguri al fratello Luigino – ha scritto – che se ne va in pensione, chiudendo la storica bottega di barbiere di Oleggio sempre in via Dante (seppur con un successivo cambio di locali). Mi rammarico solo che dopo la continuità generazionale per circa 90 anni, nessun figlio o nipote abbia raccolto il testimone. Aveva iniziato mio nonno ad aprire la bottega di via Dante. Lì impararono il mestiere i suoi tre figli. Mio padre (Baffo) restò nella bottega, gli altri andarono ad aprirne altrove, chi a Bellinzago, chi a Viareggio. Sia io che l’altro mio fratello abbiamo fin da giovanissimi fatto i garzoni del barbiere ma poi abbiamo scelto strade diverse e Luigino, il più giovane, è stato l’unico a continuare la tradizione del mestiere. Uso il termine antico di barbiere, a definire gli artisti del pelo, per evitare il banale e scorretto “parrucchiere” o “coiffeur”. Comunque sia andata, buona e meritata pensione!».

I saluti dei clienti

Una storia familiare che si racchiude perfettamente nei tanti saluti affettuosi lasciati dai clienti su Facebook:
«Grazie a te e al tuo babbo per aver tagliato i capelli a 3 generazioni…».
E ancora: «Ho iniziato a tagliare i capelli da voi che ero bambino e ho finito di tagliare i capelli da voi che sono uomo… grazie».
E poi: «Grazie per la vostra dedizione al lavoro e la vostra gentilezza. C’è un problema però ora: chi lo dice al mio papà?».

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