Olimpiadi 2026: il Governo boccia sonoramente Torino

Luca Bona "Verrà penalizzato tutto il Piemonte. Speriamo ora di raccogliere le briciole da Milano".

Olimpiadi 2026: il Governo boccia sonoramente Torino
19 Settembre 2018 ore 10:53

Olimpiadi 2026: il Governo boccia sonoramente la candidatura a tre Torino – Milano e Cortina.

Olimpiadi 2026: bye bye Torino

Sembra essere definitivamente tramontata l’ipotesi dell’organizzazione dei Giochi Olimpici a Torino nel 2026. Le dichiarazioni del sottosegretario  alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, non lasciano spazio a interpretazioni. Dunque, la candidatura a tre con Milano e Cortina non dovrebbe avere più seguito.

La delusione del presidente del Consiglio Regionale Piemontese

“E’ finita come temevamo: la candidatura italiana per le Olimpiadi 2026 è morta. Un fallimento del Governo che non è stato in grado di fare gioco di squadra con i territori interessati, neppure con quelli governati da forze politiche amiche dell’esecutivo. Un fallimento dell’Amministrazione comunale che non è riuscita a ritagliare per Torino un ruolo da protagonista, valorizzando l’esperienza e le competenze del 2006. Sono sempre stato convinto che Torino avesse le carte in regola per tornare ad ospitare i Giochi invernali e che un’Olimpiade alpina spalmata su tre località distanti 500 km non avesse senso: l’esito fallimentare è anche frutto di quella astrusa formula a tre. Perdiamo un’importante occasione di rilancio che avrebbe restituito passione e visibilità alla nostra città”. Questo il pensiero di Nino Boeti, Presidente del Consiglio regionale del Piemonte.

Luca Bona, consigliere regionale novarese

“Questa (IN)decisione da parte del sindaco Appendino e della Giunta a 5 stelle penalizza molto tutto il Piemonte e anche il nostro territorio. Una ricaduta negativa al di là dello sport, soprattutto per la visibilità internazionale e le ricadute indirette. Da noi nel novarese i riflessi positivi di Torino 2006 con le opere di accompagnamento sono stati molteplici. Ora dovremo sperare di raccogliere le briciole di Milano. Infine mi auguro succeda qualcosa ora: che sull’esempio di Zaia e Fontana, Chiamparino e Appendino si diano una mossa”.

Il commento di Davide Gariglio, Pd

“La Sindaca Appendino paga la sua incapacità politica e la debolezza dei ministri Cinquestelle; aveva scritto a Roma rifiutando di collaborare con le altre città e, così facendo, ha dato l’opportunità a Milano e Cortina di procedere unite, addossando a Torino la responsabilità di essersi messa fuori da sola: oltre il danno, la beffa!”.

 

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