Cronaca

Oltre 37mila gli immigrati regolari nel Novarese. Percentuali record a Trecate, Biandrate e Recetto

Oltre  37mila gli immigrati regolari nel Novarese. Percentuali record a Trecate, Biandrate e Recetto
Cronaca 11 Dicembre 2015 ore 21:01

NOVARA – Un “Osservatorio interistituzionale sull’immigrazione” quasi… in corso d’opera, o perlomeno in continua evoluzione, quello presentato venerdì mattina in Prefettura, visto che l’indagine in questione – ovviamente relativa al 2014 – è fortemente caratterizzata/inficiata dall’ondata di cosiddetti “asilanti”, ovvero i migranti che, approdati sulle coste meridionali della Penisola, vengono poi smistati in tutte le province, dove vengono accolti in apposite strutture reperite mediante bandi in attesa che le domande di asilo vengano vagliate dalle Commissioni regionali. Ovvero, l’”Osservatorio” traccia la consueta mappa dell’immigrazione “tradizionale” nel Novarese, ma ampio spazio viene riservato anche al nuovo fenomeno, con la sottolineatura dello sforzo che compie in primis la Prefettura per gestirlo.

Una paio di numeri per rendere l’idea: nel 2013 hanno chiesto asilo alla Prefettura 2 soli migranti, pakistani. Nel 2014, fra fine marzo e fine anno, ben 592. E quest’anno ancor di più.

Parlando di immigrazione “tradizionale”, al 1° gennaio 2015 gli stranieri regolari residenti nel Novarese erano 37.429, -0,1% rispetto ai 37.453 del 1° gennaio 2014. Per la precisione 17.841 maschi (-0,6%) e 19.588 femmine (+0,5%). Rappresentano il 10,1% della popolazione (contro una media nazionale dell’8,2%). In Piemonte la provincia di Asti registra un massimo dell’11,5%, Biella un minimo del 5,8%. Nella nostra provincia 14 Comuni su 88 registrano una percentuale superiore al 10%: record per Biandrate e Trecate col 16,6%, poi Recetto (14,7%), Novara (14,2%), Cerano (12,7%), Dormelletto (12,4%), Borgo Ticino (11,9%), Soriso (10,9%), Romentino e Ghemme (10,5%), Borgomanero e Fara (10,3%), Arona (10,2%) e Castelletto (10,1%). Provengono da 132 Paesi diversi, ma la parte del leone la fanno in 4. Trionfa il Marocco (15,4%), segue l’Albania (15,1%), la Romania (10,7%) e l’Ucraina.

Tornando invece un attimo agli “asilanti”. Il prefetto Castaldo ha ricordato che in questi giorni è stato diffuso un nuovo avviso per la presentazione di progetti Sprar relativi all’accoglienza integrata di richiedenti/titolari di protezione internazionale e di beneficiari di protezione umanitaria «per 10mila posti a valere sul Fondo nazionale per le politiche e i servizi di asilo» (scadenza 14 gennaio 2016): «Invito i sindaci della provincia – ha detto il prefetto – a voler cogliere l’occasione che loro si presenta di gestire e governare direttamente il fenomeno nei territori di rispettiva competenza, in un’ottica di partecipazione attiva, pianificata e, sicuramente, meglio compresa dalla cittadinanza».

p.v.

leggi il servizio sul Corriere di Novara di sabato 12 dicembre

NOVARA – Un “Osservatorio interistituzionale sull’immigrazione” quasi… in corso d’opera, o perlomeno in continua evoluzione, quello presentato venerdì mattina in Prefettura, visto che l’indagine in questione – ovviamente relativa al 2014 – è fortemente caratterizzata/inficiata dall’ondata di cosiddetti “asilanti”, ovvero i migranti che, approdati sulle coste meridionali della Penisola, vengono poi smistati in tutte le province, dove vengono accolti in apposite strutture reperite mediante bandi in attesa che le domande di asilo vengano vagliate dalle Commissioni regionali. Ovvero, l’”Osservatorio” traccia la consueta mappa dell’immigrazione “tradizionale” nel Novarese, ma ampio spazio viene riservato anche al nuovo fenomeno, con la sottolineatura dello sforzo che compie in primis la Prefettura per gestirlo.

Una paio di numeri per rendere l’idea: nel 2013 hanno chiesto asilo alla Prefettura 2 soli migranti, pakistani. Nel 2014, fra fine marzo e fine anno, ben 592. E quest’anno ancor di più.

Parlando di immigrazione “tradizionale”, al 1° gennaio 2015 gli stranieri regolari residenti nel Novarese erano 37.429, -0,1% rispetto ai 37.453 del 1° gennaio 2014. Per la precisione 17.841 maschi (-0,6%) e 19.588 femmine (+0,5%). Rappresentano il 10,1% della popolazione (contro una media nazionale dell’8,2%). In Piemonte la provincia di Asti registra un massimo dell’11,5%, Biella un minimo del 5,8%. Nella nostra provincia 14 Comuni su 88 registrano una percentuale superiore al 10%: record per Biandrate e Trecate col 16,6%, poi Recetto (14,7%), Novara (14,2%), Cerano (12,7%), Dormelletto (12,4%), Borgo Ticino (11,9%), Soriso (10,9%), Romentino e Ghemme (10,5%), Borgomanero e Fara (10,3%), Arona (10,2%) e Castelletto (10,1%). Provengono da 132 Paesi diversi, ma la parte del leone la fanno in 4. Trionfa il Marocco (15,4%), segue l’Albania (15,1%), la Romania (10,7%) e l’Ucraina.

Tornando invece un attimo agli “asilanti”. Il prefetto Castaldo ha ricordato che in questi giorni è stato diffuso un nuovo avviso per la presentazione di progetti Sprar relativi all’accoglienza integrata di richiedenti/titolari di protezione internazionale e di beneficiari di protezione umanitaria «per 10mila posti a valere sul Fondo nazionale per le politiche e i servizi di asilo» (scadenza 14 gennaio 2016): «Invito i sindaci della provincia – ha detto il prefetto – a voler cogliere l’occasione che loro si presenta di gestire e governare direttamente il fenomeno nei territori di rispettiva competenza, in un’ottica di partecipazione attiva, pianificata e, sicuramente, meglio compresa dalla cittadinanza».

p.v.

leggi il servizio sul Corriere di Novara di sabato 12 dicembre