Cronaca

Omicidio di Lukasz Kobrzeniecki: definitiva la sentenza per chi l’accusa ritiene il killer

Omicidio di Lukasz Kobrzeniecki: definitiva la sentenza per chi l’accusa ritiene il killer
Cronaca 04 Febbraio 2016 ore 15:48

NOVARA – E’ diventata definitiva la sentenza nei confronti di Manuel Martelli, trecatese di 38 anni, accusato dell’omicidio di Lukasz Kobrzeniecki, il giovane polacco di soli 22 anni, ucciso in strada a Trecate, nel Novarese, il 16 giugno del 2006.

Negli scorsi giorni la Suprema Corte ha rigettato il ricorso presentato dal suo legale, l’avvocato Claudio Bossi, contro la sentenza di 16 anni e 4 mesi di carcere, emessa tanto in primo grado a Novara (il 15 ottobre 2012) quanto anche in Appello a Torino (nel 2014). Il 38enne si è presentato al carcere di Novara, costituendosi. Si trova ora ristretto in una casa circondariale fuori Piemonte. L’omicidio era avvenuto in via Garibaldi, quando il giovane magazziniere si trovava a pochi passi da casa. Sul posto, cercando di soccorrerlo, era subito intervenuto anche il patrigno. Un fatto per cui è già definitiva anche la condanna a 26 anni per Domenico Cutrì. Per l’accusa quest’ultimo sarebbe stato il mandante, mentre Martelli avrebbe sparato su spinta del Milanese. Una tesi contestata dal 38enne, che ha sempre riferito di essere stato alla guida dell’auto e di non sapere nulla di cosa volesse fare Cutrì.

mo.c.


NOVARA – E’ diventata definitiva la sentenza nei confronti di Manuel Martelli, trecatese di 38 anni, accusato dell’omicidio di Lukasz Kobrzeniecki, il giovane polacco di soli 22 anni, ucciso in strada a Trecate, nel Novarese, il 16 giugno del 2006.

Negli scorsi giorni la Suprema Corte ha rigettato il ricorso presentato dal suo legale, l’avvocato Claudio Bossi, contro la sentenza di 16 anni e 4 mesi di carcere, emessa tanto in primo grado a Novara (il 15 ottobre 2012) quanto anche in Appello a Torino (nel 2014). Il 38enne si è presentato al carcere di Novara, costituendosi. Si trova ora ristretto in una casa circondariale fuori Piemonte. L’omicidio era avvenuto in via Garibaldi, quando il giovane magazziniere si trovava a pochi passi da casa. Sul posto, cercando di soccorrerlo, era subito intervenuto anche il patrigno. Un fatto per cui è già definitiva anche la condanna a 26 anni per Domenico Cutrì. Per l’accusa quest’ultimo sarebbe stato il mandante, mentre Martelli avrebbe sparato su spinta del Milanese. Una tesi contestata dal 38enne, che ha sempre riferito di essere stato alla guida dell’auto e di non sapere nulla di cosa volesse fare Cutrì.

mo.c.


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