Cronaca

Omicidio di via Scalise: eseguita l’autopsia sul corpo di Andrea Gennari

Omicidio di via Scalise: eseguita l’autopsia sul corpo di Andrea Gennari
Cronaca 21 Dicembre 2015 ore 21:16

NOVARA – E’ stata eseguita questa mattina, lunedì 21 dicembre, l’autopsia sul corpo di Andrea Gennari, il 44enne morto martedì della scorsa settimana, dopo una lite con l’amico fraterno, il 39enne Nicola Sansarella, che, stando alla versione fornita proprio da quest’ultimo (ora in carcere per il delitto), l’aveva malmenato. Stando al suo racconto, dal momento che il 44enne era piuttosto alticcio (come anche lo stesso Sansarella), voleva impedirgli di mettersi in auto e ritornare a casa a Granozzo. Gennari, però, non avrebbe voluto e da qui la lite e le botte.

A effettuare l’esame autoptico, il dottor Gianfranco Zulian, medico legale già intervenuto sul posto del ritrovamento, in via Scalise, giovedì scorso. La dottoressa Emanuela Agosta ha, invece, rappresentato Cristian Guerrini, accusato di concorso in occultamento di cadavere. 

Stando a quanto emerso al momento l’autopsia è in sintonia con quanto riferito da Sansarella. Il 44enne sarebbe morto dopo alcune ore dal pestaggio, quindi probabilmente nel pomeriggio di martedì e a seguito delle botte, inferte, a quanto risulta, con calci, pugni e con un bastone. 

mo.c.


NOVARA – E’ stata eseguita questa mattina, lunedì 21 dicembre, l’autopsia sul corpo di Andrea Gennari, il 44enne morto martedì della scorsa settimana, dopo una lite con l’amico fraterno, il 39enne Nicola Sansarella, che, stando alla versione fornita proprio da quest’ultimo (ora in carcere per il delitto), l’aveva malmenato. Stando al suo racconto, dal momento che il 44enne era piuttosto alticcio (come anche lo stesso Sansarella), voleva impedirgli di mettersi in auto e ritornare a casa a Granozzo. Gennari, però, non avrebbe voluto e da qui la lite e le botte.

A effettuare l’esame autoptico, il dottor Gianfranco Zulian, medico legale già intervenuto sul posto del ritrovamento, in via Scalise, giovedì scorso. La dottoressa Emanuela Agosta ha, invece, rappresentato Cristian Guerrini, accusato di concorso in occultamento di cadavere. 

Stando a quanto emerso al momento l’autopsia è in sintonia con quanto riferito da Sansarella. Il 44enne sarebbe morto dopo alcune ore dal pestaggio, quindi probabilmente nel pomeriggio di martedì e a seguito delle botte, inferte, a quanto risulta, con calci, pugni e con un bastone. 

mo.c.