Cronaca

Omicidio stradale contro un’arma chiamata automobile

Omicidio stradale contro  un’arma chiamata automobile
Cronaca 07 Marzo 2016 ore 08:19

NOVARA - Nell’ultimo decennio (dati Istat) sono stati in media 4.400 i morti all’anno (3.381 nel 2014) in incidenti stradali. E nei primi 6 mesi del 2015 la mortalità sulle strade è cresciuta dell’1% rispetto al primo semestre 2014. Il Novarese ha visto l’anno scorso - a fronte di una media nazionale di 7 morti ogni 100mila immatricolazioni - 10,2 morti (sempre ogni 100mila immatricolazioni), 14° posto (su 110) nella classifica delle province con le strade più pericolose. I decessi diminuiscono, se si pensa che nel 1991 furono addirittura circa 8.000 e ora, come detto, si è scesi a circa la metà, ma sono sempre troppi. E, stando all’Istituto superiore della sanità, si può stimare che almeno un terzo di questi sia riconducibile alla fattispecie "omicidio stradale": se si pensa che in Italia lo scorso anno gli omicidi sono stati “solo” 600…  ebbene, come osservano all’Asaps, Associazione sostenitori ed amici della Polizia stradale, «uccidere con un mezzo meccanico - camion, auto, moto, ciclomotore - è molto più semplice che uccidere con una pistola». Proprio all’Asaps sono i primi ad esultare per l’approvazione della legge sull’introduzione dell’omicidio stradale, della quale erano stati promotori insieme ai famigliari di alcune vittime. E commentano: «Chissà che con l’omicidio stradale non si riesca a dare un’altra bella spallata con un altro notevole calo del numero delle vittime della strada e si risparmino alle famiglie tanti lutti e dolore. Siamo orgogliosi di questo traguardo». 

E’ arrivata dunque la nuova legge sull'omicidio stradale. Approvata definitivamente (alla quinta lettura) dal Senato previa apposizione della fiducia da parte del Governo. I voti a favore sono stati 149, i contrari 3 e 15 gli astenuti. Va detto che, al di là del voto e a onore del vero, il consenso non è però unanime, perché molti (e non solo giuristi) sostengono che norme adeguate c’erano già. Sintetizzabili nell’”omicidio volontario con dolo eventuale”. Ma ormai il dibattito è superato. Nel servizio sul Corriere di Novara in edicola lunedì 7 marzo nel dettaglio tutte le novità e i commenti. 

NOVARA - Nell’ultimo decennio (dati Istat) sono stati in media 4.400 i morti all’anno (3.381 nel 2014) in incidenti stradali. E nei primi 6 mesi del 2015 la mortalità sulle strade è cresciuta dell’1% rispetto al primo semestre 2014. Il Novarese ha visto l’anno scorso - a fronte di una media nazionale di 7 morti ogni 100mila immatricolazioni - 10,2 morti (sempre ogni 100mila immatricolazioni), 14° posto (su 110) nella classifica delle province con le strade più pericolose. I decessi diminuiscono, se si pensa che nel 1991 furono addirittura circa 8.000 e ora, come detto, si è scesi a circa la metà, ma sono sempre troppi. E, stando all’Istituto superiore della sanità, si può stimare che almeno un terzo di questi sia riconducibile alla fattispecie "omicidio stradale": se si pensa che in Italia lo scorso anno gli omicidi sono stati “solo” 600…  ebbene, come osservano all’Asaps, Associazione sostenitori ed amici della Polizia stradale, «uccidere con un mezzo meccanico - camion, auto, moto, ciclomotore - è molto più semplice che uccidere con una pistola». Proprio all’Asaps sono i primi ad esultare per l’approvazione della legge sull’introduzione dell’omicidio stradale, della quale erano stati promotori insieme ai famigliari di alcune vittime. E commentano: «Chissà che con l’omicidio stradale non si riesca a dare un’altra bella spallata con un altro notevole calo del numero delle vittime della strada e si risparmino alle famiglie tanti lutti e dolore. Siamo orgogliosi di questo traguardo». 

E’ arrivata dunque la nuova legge sull'omicidio stradale. Approvata definitivamente (alla quinta lettura) dal Senato previa apposizione della fiducia da parte del Governo. I voti a favore sono stati 149, i contrari 3 e 15 gli astenuti. Va detto che, al di là del voto e a onore del vero, il consenso non è però unanime, perché molti (e non solo giuristi) sostengono che norme adeguate c’erano già. Sintetizzabili nell’”omicidio volontario con dolo eventuale”. Ma ormai il dibattito è superato. Nel servizio sul Corriere di Novara in edicola lunedì 7 marzo nel dettaglio tutte le novità e i commenti. 

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