Cronaca

Operazione “Bloodsucker” per episodi di usura ed estorsione

Operazione “Bloodsucker” per episodi di usura ed estorsione
Cronaca 06 Novembre 2015 ore 20:33

NOVARA - La mancanza di alcune notifiche ha bloccato, giovedì, in Tribunale a Novara, l’udienza preliminare davanti al gup Federica Profumieri relativa all’operazione “Bloodsucker” (sanguisuga in lingua inglese), indagine che nel dicembre 2014 aveva permesso di sgominare un presunto giro di usura, che partiva da personaggi residenti nel Novarese, ma si articolava in tutta Italia, con vittime sino nel Veneto, nel Lazio, in Lombardia e in altre province del Piemonte. 14 le persone per cui la Procura, con il pm Ciro Caramore, chiede il rinvio a giudizio.
All’epoca, per i fatti contestati dalla Procura, erano finiti in carcere per estorsione e usura alcuni appartenenti alla famiglia Di Giovanni di Romagnano Sesia. L’udienza non ha potuto che essere aggiornata al 23 novembre alle 9,30. Ci saranno probabilmente due patteggiamenti, mentre alcuni dei restanti 12 indagati stanno pensando se ricorrere alla richiesta di rito abbreviato.
L’accusa contesta una decina di episodi di usura, riciclaggio, estorsione e l’associazione a delinquere.

NOVARA - La mancanza di alcune notifiche ha bloccato, giovedì, in Tribunale a Novara, l’udienza preliminare davanti al gup Federica Profumieri relativa all’operazione “Bloodsucker” (sanguisuga in lingua inglese), indagine che nel dicembre 2014 aveva permesso di sgominare un presunto giro di usura, che partiva da personaggi residenti nel Novarese, ma si articolava in tutta Italia, con vittime sino nel Veneto, nel Lazio, in Lombardia e in altre province del Piemonte. 14 le persone per cui la Procura, con il pm Ciro Caramore, chiede il rinvio a giudizio.
All’epoca, per i fatti contestati dalla Procura, erano finiti in carcere per estorsione e usura alcuni appartenenti alla famiglia Di Giovanni di Romagnano Sesia. L’udienza non ha potuto che essere aggiornata al 23 novembre alle 9,30. Ci saranno probabilmente due patteggiamenti, mentre alcuni dei restanti 12 indagati stanno pensando se ricorrere alla richiesta di rito abbreviato.
L’accusa contesta una decina di episodi di usura, riciclaggio, estorsione e l’associazione a delinquere.

mo.c.

Per saperne di più leggi l’articolo sul Corriere di Novara in edicola sabato 7 novembre