Cronaca

Operazione ‘Bloodsucker’ per un presunto giro d’usura: a processo in 7 a marzo

Operazione ‘Bloodsucker’ per un presunto giro d’usura: a processo in 7 a marzo
Cronaca 14 Dicembre 2015 ore 21:25

NOVARA – Altra tappa, questa mattina, lunedì 14 dicembre, dell’udienza preliminare relativa all’operazione “Bloodsucker” (sanguisuga in lingua inglese), indagine che nel dicembre dello scorso anno aveva permesso di sgominare un presunto giro di usura, che partiva da soggetti residenti nel Novarese, ma si articolava in tutta Italia, con vittime sino nel Veneto, in Lazio, Lombardia e in altre province del Piemonte.

Dopo l’udienza della scorsa settimana, in cui due posizioni erano state stralciate, a seguito della richiesta di essere processati con rito abbreviato (per loro, Giuseppe Di Giovanni di 39 anni e Pietrolina Sergi, l’appuntamento è a lunedì prossimo 21 dicembre), oggi si è arrivati al rinvio a giudizio per alcune posizioni e al rinvio al 21 dicembre per altri personaggi coinvolti, Giuseppe ‘Pino’ Di Giovanni (per gli inquirenti il personaggio principale dell’indagine) e Francesco Di Giovanni, che hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato condizionato a una perizia contabile. Rito abbreviato anche per Massimiliano Alia. Altri due patteggeranno. Si tratta di Roberto Russillo, operaio della Borgo Service, e Sergio Agostinelli, un benzinaio cui fu trovato un assegno legato, a quanto pare, al giro illecito.

Per i rinviati a giudizio processo fissato al 4 marzo 2016. Sono Angelo Migliavacca, Francesco Pirrello, Pierluigi Baglivi, Ignazio e Ignazio Di Giovanni, di 32 e 41 anni, Pasquale Caiazzo e Domenico Geraci. Questi ultimi due, carabinieri, non hanno nulla a che fare con il giro d’usura. Sono accusati di falso. Agli altri il pm Ciro Caramore contesta a vario titolo l’associazione per delinquere e una serie di episodi di estorsione, usura, riciclaggio. Accolta la sostituzione della misura per Ignazio Di Giovanni, 32 anni, ora sottoposto ai domiciliari con braccialetto.

mo.c.


NOVARA – Altra tappa, questa mattina, lunedì 14 dicembre, dell’udienza preliminare relativa all’operazione “Bloodsucker” (sanguisuga in lingua inglese), indagine che nel dicembre dello scorso anno aveva permesso di sgominare un presunto giro di usura, che partiva da soggetti residenti nel Novarese, ma si articolava in tutta Italia, con vittime sino nel Veneto, in Lazio, Lombardia e in altre province del Piemonte.

Dopo l’udienza della scorsa settimana, in cui due posizioni erano state stralciate, a seguito della richiesta di essere processati con rito abbreviato (per loro, Giuseppe Di Giovanni di 39 anni e Pietrolina Sergi, l’appuntamento è a lunedì prossimo 21 dicembre), oggi si è arrivati al rinvio a giudizio per alcune posizioni e al rinvio al 21 dicembre per altri personaggi coinvolti, Giuseppe ‘Pino’ Di Giovanni (per gli inquirenti il personaggio principale dell’indagine) e Francesco Di Giovanni, che hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato condizionato a una perizia contabile. Rito abbreviato anche per Massimiliano Alia. Altri due patteggeranno. Si tratta di Roberto Russillo, operaio della Borgo Service, e Sergio Agostinelli, un benzinaio cui fu trovato un assegno legato, a quanto pare, al giro illecito.

Per i rinviati a giudizio processo fissato al 4 marzo 2016. Sono Angelo Migliavacca, Francesco Pirrello, Pierluigi Baglivi, Ignazio e Ignazio Di Giovanni, di 32 e 41 anni, Pasquale Caiazzo e Domenico Geraci. Questi ultimi due, carabinieri, non hanno nulla a che fare con il giro d’usura. Sono accusati di falso. Agli altri il pm Ciro Caramore contesta a vario titolo l’associazione per delinquere e una serie di episodi di estorsione, usura, riciclaggio. Accolta la sostituzione della misura per Ignazio Di Giovanni, 32 anni, ora sottoposto ai domiciliari con braccialetto.

mo.c.