Operazione “Bye Bye”: presi i tre responsabili di 47 colpi in tutto il Centro Nord Italia

Operazione “Bye Bye”: presi i  tre responsabili  di 47 colpi in tutto il Centro Nord Italia
16 Marzo 2015 ore 12:48

VERBANIA – A tradirli è stata l’eccessiva sicurezza del più giovane del terzetto, Cipiran Iovitia, 34 anni, che col viso mascherato dal passamontagna, al termine di ogni colpo, passava davanti alla telecamera di sicurezza per salutare. Un vezzo che ha ispirato ai carabinieri del Nucleo investigativo al comando del capitano Giovanni Della Sala, il nome in codice dell’operazione “Bye Bye”. Tanto Iovita quanto gli altri due romeni, fino all’arresto, nei giorni scorsi a Torino, dove sono incarcerati, erano incensurati in Italia, non erano soggetti a controlli particolari essendo cittadini comunitari. Potevano spostarsi a loro agio in tutto il Centro Nord Italia dove, hanno accertato gli uomini di Della Sala, dal 22 gennaio del 2014 al 13 febbraio di quest’anno, avevano asportato apparecchiature elettroniche imballate in colli in magazzini di ditte di trasporto. Ad essere colpite quasi esclusivamente Bartolini e DHS. Tornavano più volte nello stesso magazzino, fin dai primi due colpi, alla Bartolini di Verbania, il 22 gennaio e l’1 febbraio, dove sono tornati il 29 dicembre. O alla DHS di Novara, dove hanno fatto irruzione il 15 luglio. Il 6 dicembre 2014 e il 3 febbraio di quest’anno. Tre le “visite” subite dalla Bartolini di Cerrone (Biella): il 20 marzo, il 29 dicembre e il 16 gennaio. Più “fortunata” la Bartolini di Fontaneto d’Agogna, è stata derubata soltanto il 30 dicembre.

Mauro Rampinini

Leggi l’articolo integrale sul Corriere di Novara di lunedì 16 marzo

VERBANIA – A tradirli è stata l’eccessiva sicurezza del più giovane del terzetto, Cipiran Iovitia, 34 anni, che col viso mascherato dal passamontagna, al termine di ogni colpo, passava davanti alla telecamera di sicurezza per salutare. Un vezzo che ha ispirato ai carabinieri del Nucleo investigativo al comando del capitano Giovanni Della Sala, il nome in codice dell’operazione “Bye Bye”. Tanto Iovita quanto gli altri due romeni, fino all’arresto, nei giorni scorsi a Torino, dove sono incarcerati, erano incensurati in Italia, non erano soggetti a controlli particolari essendo cittadini comunitari. Potevano spostarsi a loro agio in tutto il Centro Nord Italia dove, hanno accertato gli uomini di Della Sala, dal 22 gennaio del 2014 al 13 febbraio di quest’anno, avevano asportato apparecchiature elettroniche imballate in colli in magazzini di ditte di trasporto. Ad essere colpite quasi esclusivamente Bartolini e DHS. Tornavano più volte nello stesso magazzino, fin dai primi due colpi, alla Bartolini di Verbania, il 22 gennaio e l’1 febbraio, dove sono tornati il 29 dicembre. O alla DHS di Novara, dove hanno fatto irruzione il 15 luglio. Il 6 dicembre 2014 e il 3 febbraio di quest’anno. Tre le “visite” subite dalla Bartolini di Cerrone (Biella): il 20 marzo, il 29 dicembre e il 16 gennaio. Più “fortunata” la Bartolini di Fontaneto d’Agogna, è stata derubata soltanto il 30 dicembre.

Mauro Rampinini

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