Operazione “Oro rosso”: prosegue la lotta ai furti di rame nel novarese

Diversi i controlli eseguiti.

Operazione “Oro rosso”: prosegue la lotta ai furti di rame nel novarese
20 Febbraio 2019 ore 07:39

Operazione “Oro rosso”: prosegue la lotta ai furti di rame nel novarese. Collaborazione fra polizia di Stato e polfer.

Operazione “Oro rosso”

Nell’ottica della prevenzione e contrasto dei reati connessi al furto e successiva commercializzazione del rame utilizzato in ambito ferroviario, la Polizia Ferroviaria del Compartimento del Piemonte e Valle d’Aosta ha effettuato nelle date del 24 gennaio e 14 febbraio una serie di controlli straordinari, che si susseguono a scadenze serrate, denominati “Operazione Oro Rosso”.

Le operazioni, che si svolgono contemporaneamente in tutta la penisola, su disposizione del Servizio di Polizia Ferroviaria di Roma, hanno interessato numerose località delle due regioni e si sono protratte per l’intera giornata.

I numeri

Nella giornata di gennaio, sono state eseguite n.18 ispezioni a depositi di rottami, n.8 lungo linee ferroviarie e n. 2 su strada; è stato effettuato un attento esame di tutti i materiali in giacenza, la rispettiva provenienza e tipologia, comprese le modalità di stoccaggio e conservazione, trattandosi nello specifico di rifiuti con un forte impatto ambientale.
Le persone identificate e controllate sono state in tutto n. 44, di loro è stato appurato a che titolo fossero presenti sui siti di stoccaggio, nel caso non fossero  dipendenti, nonché verificata la presenza di idonea autorizzazione a conferire metalli ferrosi.

Nel novarese

Importanti i risultati conseguiti nel novarase, dove il lavoro congiunto tra personale Polfer e del locale Corpo della Polizia Provinciale, ha permesso di rilevare, presso un deposito sito in quella provincia, la presenza di numerose batterie per autoveicoli non registrate in ingresso, il cui stoccaggio, a differenza di quanto previsto dalla relativa autorizzazione, non era giustificato dalla presenza di veicoli demoliti e conferiti; difatti nessuna traccia di rottami o carcasse d’auto è stata rilevata nel sito dagli operanti. Il gestore dell’impianto, presente ai controlli, 46enne italiano è stato, pertanto, deferito all’Autorità competente, per attività di deposito di rifiuti pericolosi, nello specifico accumulatori di piombo, senza autorizzazione.

Rilevata per la circostanza anche la presenza di rifiuti, prevalentemente metallici, accatastati alla rinfusa e non in settori distinti per diverse tipologie, come invece richiesto dalla licenza. Numerose altre sono state le irregolarità riscontrate nella compilazione dei formulari di trasporto dei rifiuti, mentre anche i veicoli utilizzati per il trasporto dei materiali di genere hanno evidenziato irregolarità nel cronotachigrafo; per tutte le anomalie sopra riscontrate sono state, pertanto, elevate sanzioni amministrative.

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