“Operazione Spot”, in Tribunale chiesti 5 anni per Staffieri

“Operazione Spot”, in Tribunale chiesti 5 anni per Staffieri
Cronaca 03 Ottobre 2015 ore 02:31

NOVARA – Cinque anni per Domenico Staffieri, 55 anni, ex comandante del Nucleo carabinieri Ispettorato del lavoro di Novara, difeso dagli avvocati Simona Perico e Alessandro Sola e cinque anni e 4 mesi per Moreno Folino, assistito dagli avvocati Federico Celano e Nicolazzi. Sono queste le richieste avanzate venerdì mattina, 2 ottobre, in Tribunale a Novara, dal pm Silvia Baglivo, al processo relativo all’“Operazione Spot” della Polizia stradale di Romagnano Sesia, un filone della più ampia inchiesta sulla corruzione nel Novarese emersa nel 2009.
Alla sbarra, in quest’occasione, si trovano Staffieri, attualmente in carcere a Bollate e, con una posizione marginale, Folino. L’indagine aveva condotto la Polstrada a indagare sulla vicenda di alcuni cartelloni pubblicitari commerciali di Romagnano, sistemati lungo le strade e sulle relative sanzioni. L’indagine era stata avviata nel maggio 2008, quando arrivarono alcune segnalazioni di presunte irregolarità nel settore delle pubblicità commerciali, poste appunto lungo le strade. Emerse una gestione a quanto pare particolare del comando di polizia municipale di Romagnano, da cui affiorarono irregolarità in materia di cartellonista e sanzioni cancellate. Una vicenda per cui, nel dicembre 2011, erano stati già condannati in abbreviato altri personaggi coinvolti.
Nelle ultime udienze è stata spesso in ballo una cena da 1000 euro all’hotel San Rocco di Orta, per evitare, stando all’accusa, possibili multe in un’azienda. In questo procedimento Staffieri è, infatti, coinvolto per una vicenda legata a un’impresa funebre di Romagnano, i cui titolari hanno sostenuto di essere stati intimiditi. Un appuntamento sulla cui data di svolgimento e sulla stessa entità del costo della cena sono emerse discrepanze in tutto il processo. Gli avvocati dei due imputati, per le rispettive posizioni, hanno chiesto l’assoluzione. L’avvocato Sola: “Non c’è alcuna credibilità da parte della teste che ha riferito dell’appuntamento, non è chiara la data di questa eventuale cena, di quale anno, di quale mese, di quale giorno?”. L’udienza è stata quindi aggiornata al 15 dicembre per eventuali repliche e la sentenza.

mo.c.

NOVARA – Cinque anni per Domenico Staffieri, 55 anni, ex comandante del Nucleo carabinieri Ispettorato del lavoro di Novara, difeso dagli avvocati Simona Perico e Alessandro Sola e cinque anni e 4 mesi per Moreno Folino, assistito dagli avvocati Federico Celano e Nicolazzi. Sono queste le richieste avanzate venerdì mattina, 2 ottobre, in Tribunale a Novara, dal pm Silvia Baglivo, al processo relativo all’“Operazione Spot” della Polizia stradale di Romagnano Sesia, un filone della più ampia inchiesta sulla corruzione nel Novarese emersa nel 2009.
Alla sbarra, in quest’occasione, si trovano Staffieri, attualmente in carcere a Bollate e, con una posizione marginale, Folino. L’indagine aveva condotto la Polstrada a indagare sulla vicenda di alcuni cartelloni pubblicitari commerciali di Romagnano, sistemati lungo le strade e sulle relative sanzioni. L’indagine era stata avviata nel maggio 2008, quando arrivarono alcune segnalazioni di presunte irregolarità nel settore delle pubblicità commerciali, poste appunto lungo le strade. Emerse una gestione a quanto pare particolare del comando di polizia municipale di Romagnano, da cui affiorarono irregolarità in materia di cartellonista e sanzioni cancellate. Una vicenda per cui, nel dicembre 2011, erano stati già condannati in abbreviato altri personaggi coinvolti.
Nelle ultime udienze è stata spesso in ballo una cena da 1000 euro all’hotel San Rocco di Orta, per evitare, stando all’accusa, possibili multe in un’azienda. In questo procedimento Staffieri è, infatti, coinvolto per una vicenda legata a un’impresa funebre di Romagnano, i cui titolari hanno sostenuto di essere stati intimiditi. Un appuntamento sulla cui data di svolgimento e sulla stessa entità del costo della cena sono emerse discrepanze in tutto il processo. Gli avvocati dei due imputati, per le rispettive posizioni, hanno chiesto l’assoluzione. L’avvocato Sola: “Non c’è alcuna credibilità da parte della teste che ha riferito dell’appuntamento, non è chiara la data di questa eventuale cena, di quale anno, di quale mese, di quale giorno?”. L’udienza è stata quindi aggiornata al 15 dicembre per eventuali repliche e la sentenza.

mo.c.