Padre e figlio alla sbarra per truffa ai danni dello Stato e turbativa d’asta

Padre e figlio alla sbarra per truffa ai danni dello Stato e turbativa d’asta
Cronaca 11 Agosto 2015 ore 09:34

NOVARA - E’ stato aggiornato all’11 febbraio 2016, quando saranno ascoltati alcuni testi e il consulente tecnico dell’accusa, in Tribunale a Novara, il processo che vede alla sbarra Renzo Piccolroaz, 66enne novarese, e il figlio Claudio, di 38. Già fissata anche un’udienza per il 10 marzo successivo, quando è in programma l’escussione di altri testi e del consulente tecnico della difesa.

I due si trovano sul banco degli imputati con le accuse di truffa ai danni dello Stato e turbativa d’asta. Stando all’accusa, il primo, ai tempi dei fatti alla guida della struttura complessa di Informatica e Telematica dell’ospedale di Novara (adesso è in pensione), avrebbe affidato le forniture di personal computer del nosocomio ad aziende che facevano riferimento, a quanto risultato, al figlio (in una ne era dipendente, la seconda era da lui amministrata); il tutto, sempre stando all’accusa, senza appalto.

La prima udienza si era aperta con un’eccezione, c’era stato quindi un immediato rinvio ai mesi successivi. Nell’ultima udienza, interlocutoria, il rinvio al 2016.

A difendere padre e figlio, gli avvocati Claudio Bellora e Ignazio Pagani. Parte civile si è costituito l’ospedale, con l’avvocato Carla Zucco. Per le società, gli avvocati Federico Celano e Umberto Caldarera. Lo scorso dicembre, per la stessa vicenda, con l’avvocato Fabrizio Cardinali, in udienza preliminare, aveva patteggiato 22 mesi di reclusione con la condizionale il 41enne Andrea Penzolo, responsabile di una delle due ditte coinvolte.

mo.c.


NOVARA - E’ stato aggiornato all’11 febbraio 2016, quando saranno ascoltati alcuni testi e il consulente tecnico dell’accusa, in Tribunale a Novara, il processo che vede alla sbarra Renzo Piccolroaz, 66enne novarese, e il figlio Claudio, di 38. Già fissata anche un’udienza per il 10 marzo successivo, quando è in programma l’escussione di altri testi e del consulente tecnico della difesa.

I due si trovano sul banco degli imputati con le accuse di truffa ai danni dello Stato e turbativa d’asta. Stando all’accusa, il primo, ai tempi dei fatti alla guida della struttura complessa di Informatica e Telematica dell’ospedale di Novara (adesso è in pensione), avrebbe affidato le forniture di personal computer del nosocomio ad aziende che facevano riferimento, a quanto risultato, al figlio (in una ne era dipendente, la seconda era da lui amministrata); il tutto, sempre stando all’accusa, senza appalto.

La prima udienza si era aperta con un’eccezione, c’era stato quindi un immediato rinvio ai mesi successivi. Nell’ultima udienza, interlocutoria, il rinvio al 2016.

A difendere padre e figlio, gli avvocati Claudio Bellora e Ignazio Pagani. Parte civile si è costituito l’ospedale, con l’avvocato Carla Zucco. Per le società, gli avvocati Federico Celano e Umberto Caldarera. Lo scorso dicembre, per la stessa vicenda, con l’avvocato Fabrizio Cardinali, in udienza preliminare, aveva patteggiato 22 mesi di reclusione con la condizionale il 41enne Andrea Penzolo, responsabile di una delle due ditte coinvolte.

mo.c.