Pagò con un assegno non valido: giovane condannata a 3 mesi

Pagò con un assegno non valido: giovane condannata a 3 mesi
Cronaca 26 Febbraio 2015 ore 21:39

NOVARA – A processo per truffa e falsità in scrittura privata, una giovane di 27 anni, residente nel Milanese, è stata condannata, in Tribunale a Novara, a 3 mesi di carcere, pena sospesa, e a 80 euro di multa.
La sentenza stamani, giovedì 26 febbraio. La giovane, stando all’accusa, si sarebbe presentata in un negozio di ottica di Bellinzago, dove avrebbe riferito di voler acquistare alcune paia di occhiali per una festa di compleanno. Al momento di pagare ha chiesto tre scontrini separati e ha poi tirato fuori un assegno, consegnando al titolare un documento d’identità (l’ottico, in aula, non ha saputo ricordare, il fatto è avvenuto quattro anni fa, se fosse una carta d’identità o una patente). L’ottico, che si è recato poco dopo alla banca per incassare l’assegno, ha scoperto di essere stato ingannato.
Stando alla banca quell’assegno non era valido, era di un conto corrente già estinto. “Quando mi consegnò l’assegno – ha raccontato oggi in aula la vittima – c’era qualcosa che non mi convinceva, ma quando mi diede anche il documento mi tranquillizzai, salvo poi scoprire la truffa in banca. Andai subito a far denuncia ai carabinieri”. Il pm aveva chiesto 5 mesi e 100 euro di multa, il difensore l’assoluzione.

mo.c.

NOVARA – A processo per truffa e falsità in scrittura privata, una giovane di 27 anni, residente nel Milanese, è stata condannata, in Tribunale a Novara, a 3 mesi di carcere, pena sospesa, e a 80 euro di multa.
La sentenza stamani, giovedì 26 febbraio. La giovane, stando all’accusa, si sarebbe presentata in un negozio di ottica di Bellinzago, dove avrebbe riferito di voler acquistare alcune paia di occhiali per una festa di compleanno. Al momento di pagare ha chiesto tre scontrini separati e ha poi tirato fuori un assegno, consegnando al titolare un documento d’identità (l’ottico, in aula, non ha saputo ricordare, il fatto è avvenuto quattro anni fa, se fosse una carta d’identità o una patente). L’ottico, che si è recato poco dopo alla banca per incassare l’assegno, ha scoperto di essere stato ingannato.
Stando alla banca quell’assegno non era valido, era di un conto corrente già estinto. “Quando mi consegnò l’assegno – ha raccontato oggi in aula la vittima – c’era qualcosa che non mi convinceva, ma quando mi diede anche il documento mi tranquillizzai, salvo poi scoprire la truffa in banca. Andai subito a far denuncia ai carabinieri”. Il pm aveva chiesto 5 mesi e 100 euro di multa, il difensore l’assoluzione.

mo.c.