Parola ai periti in un processo per un incidente mortale lungo la sp 299

Parola ai periti in un processo per un incidente mortale lungo la sp 299
05 Febbraio 2015 ore 21:25

NOVARA – Udienza interamente dedicata all’escussione dei consulenti tecnici, i periti di parte civile e difesa, oggi pomeriggio, giovedì 5 febbraio, al processo relativo all’incidente mortale che il 13 dicembre del 2012, lungo la strada provinciale 299 della Valsesia, ha visto la morte di Ilaria Pagin, studentessa di 23 anni, che abitava a Ghemme con la famiglia.

Il sinistro era successo tra i territori di Sizzano e Fara Novarese intorno alle 7. La giovane era uscita da poco da casa per recarsi in auto alla stazione di Novara, dove avrebbe dovuto prendere il treno per recarsi in università, a Milano. Improvvisamente, sulla strada, a quanto ricostruito, si sarebbe trovata una transenna metallica. Parrebbe che per evitare questo ostacolo, la giovane sia finita con lo sbandare e finire contro un’autogru che giungeva dalla direzione opposta. La sua auto, una Punto, finì sotto la cabina rialzata del mezzo. Per la giovane, purtroppo, non c’era stato nulla da fare.

 

NOVARA – Udienza interamente dedicata all’escussione dei consulenti tecnici, i periti di parte civile e difesa, oggi pomeriggio, giovedì 5 febbraio, al processo relativo all’incidente mortale che il 13 dicembre del 2012, lungo la strada provinciale 299 della Valsesia, ha visto la morte di Ilaria Pagin, studentessa di 23 anni, che abitava a Ghemme con la famiglia.

Il sinistro era successo tra i territori di Sizzano e Fara Novarese intorno alle 7. La giovane era uscita da poco da casa per recarsi in auto alla stazione di Novara, dove avrebbe dovuto prendere il treno per recarsi in università, a Milano. Improvvisamente, sulla strada, a quanto ricostruito, si sarebbe trovata una transenna metallica. Parrebbe che per evitare questo ostacolo, la giovane sia finita con lo sbandare e finire contro un’autogru che giungeva dalla direzione opposta. La sua auto, una Punto, finì sotto la cabina rialzata del mezzo. Per la giovane, purtroppo, non c’era stato nulla da fare.

Per quell’incidente mortale è ora a processo per omicidio colposo Tommaso Portolesi, 38 anni, autotrasportatore del Vercellese, difeso dagli avvocati Carla Zucco e Nicola Bruno. Stando alla Procura quell’ostacolo sarebbe caduto dal suo camion. I genitori della giovane si sono costituiti parte civile con l’avvocato Federica Gattoni.

Oggi pomeriggio i due periti hanno riferito quanto ricostruito in base alle loro disamine. L’intento era quello di capire se fosse stata proprio la transenna a cagionare l’incidente. Due posizioni diverse e opposte quelle espresse dai due tecnici. Per il perito della difesa, ad esempio, la sterzata della ragazza per la durata di 60 metri “è stata dovuta a qualcosa di dinamico, qualcosa che si è mosso lungo la strada, probabilmente un animale, un ungulato, non a una transenna”. Di opinione diversa, invece, il tecnico di parte civile, per cui sarebbe stato questo ostacolo, con ogni probabilità, a determinare il sinistro.

L’udienza è stata, quindi, aggiornata al pomeriggio del 7 maggio.

mo.c.

 

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