Passa in uno studio legale e dà in escandescenze …. Finisce a processo per oltraggio a pubblico ufficiale

Passa in uno studio legale e dà in escandescenze …. Finisce a processo per oltraggio a pubblico ufficiale
25 Gennaio 2015 ore 12:30

NOVARA – Un carabiniere in pensione è alla sbarra con le accuse di oltraggio a pubblico ufficiale, in particolare a due agenti della Polizia, e per avere esibito un distintivo non autorizzato.I fatti al centro del processo risalgono al primo luglio 2010 nello studio legale B.B.D. (Bossi, Buscaglia, Dulio), a pochi passi dal Tribunale, e vedono protagonista un 71enne, R.D.S. Quel giorno, come emerso in aula, dove sono stati escussi diversi testimoni, era dovuta intervenire la Polizia. Il marito di una cliente, l’odierno imputato, voleva avere informazioni e documenti riguardanti una causa della moglie. Quando gli è stato risposto che i documenti e le pratiche vengono consegnate solo ai diretti interessati, stando all’accusa, l’uomo avrebbe dato in escandescenza. Da qui la chiamata alla Polizia.Una discussione accesa e che, stando ai racconti in aula, avrebbe visto poi il 71enne prendersela con i due poliziotti, in particolare con una donna in divisa, offesa, a quanto risulta, perché donna. Nell’ultima udienza sono stati ascoltati i legali dello studio. «Discutevo con il signore – ha riferito l’avvocato Claudio Bossi – spiegando perché non potevo consegnargli quei documenti e lui ha avuto subito toni molto accesi, motivo per cui un collega dello studio ha deciso di chiamare la Polizia. Sono arrivati due agenti, un uomo e una donna. Con quest’ultima è stato pesante. Ha detto che le donne sono belle o intelligenti e che quelle belle devono dedicarsi ad altre professioni, che diano sollazzo agli uomini. Ma le espressioni ingiuriose sono state rivolte anche all’altro agente. A un certo punto ha esibito qualcosa sul bancone (parrebbe il tesserino da carabiniere, ndr), che ha però cercato di riprendere. E’ stato, quindi, portato fuori». L’avvocato Marinella Viola: «quel giorno c’ero. Seguivo io la moglie dell’imputato. Chiese di parlare con me, ma non aveva preso appuntamento. Ero impegnata e ho fatto dire che l’avrei ricevuto più tardi. Il signore ha iniziato a urlare. L’avvocato Bossi, udendo le grida, è uscito per parlarci insieme, ma nulla cambiava e così è stata allertata la Polizia. L’imputato se l’è presa con la poliziotta. ‘Lei può avere anche tre lauree, ma in quanto donna non è intelligente’. Si è poi definito ‘un maschilista professionista’».L’ex militare era stato portato in Questura, dove era scattata la denuncia per oltraggio. L’avvocato Bossi, ricevuta una lettera di scuse, non aveva, invece, proceduto.Il 71enne, che ha reso spontanee dichiarazioni, ha raccontato del suo lavoro fatto per 40 anni e ha negato ogni addebito, riferendo di aver fatto apprezzamenti generici, non offensivi e non rivolti all’agente. «Queste sono bugie – ha detto – Mi hanno portato in Questura e in una stanza di due metri quadrati c’erano 15 agenti. Non è vero assolutamente nulla». I due poliziotti si sono costituiti parte civile. Prossima udienza il 22 maggio.mo.c.

NOVARA – Un carabiniere in pensione è alla sbarra con le accuse di oltraggio a pubblico ufficiale, in particolare a due agenti della Polizia, e per avere esibito un distintivo non autorizzato.I fatti al centro del processo risalgono al primo luglio 2010 nello studio legale B.B.D. (Bossi, Buscaglia, Dulio), a pochi passi dal Tribunale, e vedono protagonista un 71enne, R.D.S. Quel giorno, come emerso in aula, dove sono stati escussi diversi testimoni, era dovuta intervenire la Polizia. Il marito di una cliente, l’odierno imputato, voleva avere informazioni e documenti riguardanti una causa della moglie. Quando gli è stato risposto che i documenti e le pratiche vengono consegnate solo ai diretti interessati, stando all’accusa, l’uomo avrebbe dato in escandescenza. Da qui la chiamata alla Polizia.Una discussione accesa e che, stando ai racconti in aula, avrebbe visto poi il 71enne prendersela con i due poliziotti, in particolare con una donna in divisa, offesa, a quanto risulta, perché donna. Nell’ultima udienza sono stati ascoltati i legali dello studio. «Discutevo con il signore – ha riferito l’avvocato Claudio Bossi – spiegando perché non potevo consegnargli quei documenti e lui ha avuto subito toni molto accesi, motivo per cui un collega dello studio ha deciso di chiamare la Polizia. Sono arrivati due agenti, un uomo e una donna. Con quest’ultima è stato pesante. Ha detto che le donne sono belle o intelligenti e che quelle belle devono dedicarsi ad altre professioni, che diano sollazzo agli uomini. Ma le espressioni ingiuriose sono state rivolte anche all’altro agente. A un certo punto ha esibito qualcosa sul bancone (parrebbe il tesserino da carabiniere, ndr), che ha però cercato di riprendere. E’ stato, quindi, portato fuori». L’avvocato Marinella Viola: «quel giorno c’ero. Seguivo io la moglie dell’imputato. Chiese di parlare con me, ma non aveva preso appuntamento. Ero impegnata e ho fatto dire che l’avrei ricevuto più tardi. Il signore ha iniziato a urlare. L’avvocato Bossi, udendo le grida, è uscito per parlarci insieme, ma nulla cambiava e così è stata allertata la Polizia. L’imputato se l’è presa con la poliziotta. ‘Lei può avere anche tre lauree, ma in quanto donna non è intelligente’. Si è poi definito ‘un maschilista professionista’».L’ex militare era stato portato in Questura, dove era scattata la denuncia per oltraggio. L’avvocato Bossi, ricevuta una lettera di scuse, non aveva, invece, proceduto.Il 71enne, che ha reso spontanee dichiarazioni, ha raccontato del suo lavoro fatto per 40 anni e ha negato ogni addebito, riferendo di aver fatto apprezzamenti generici, non offensivi e non rivolti all’agente. «Queste sono bugie – ha detto – Mi hanno portato in Questura e in una stanza di due metri quadrati c’erano 15 agenti. Non è vero assolutamente nulla». I due poliziotti si sono costituiti parte civile. Prossima udienza il 22 maggio.mo.c.

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