Maxioperazione

Pedopornografia su Telegram e Whatsapp: perquisizioni in tutt’Italia, 159 gruppi individuati

Due anni di indagine sotto copertura tra chat e gruppi in cui si diffondevano immagini di minori e di violenza e abusi su bambini e neonati

Pedopornografia su Telegram e Whatsapp: perquisizioni in tutt’Italia, 159 gruppi individuati
Cronaca 17 Dicembre 2020 ore 06:02

Oltre 300 uomini della Polizia Postale dalle prime ore dell’alba stanno eseguendo perquisizioni e arresti in flagranza in 53 province e 18 regioni italiane. Si tratta della più imponente operazione di Polizia degli ultimi anni contro la pedopornografia online.

Maxioperazione contro la pedopornografia online

Dopo due anni di indagini condotte “sotto copertura” su internet, la Polizia Postale di Milano e del C.N.C.P.O. (Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online) del Servizio Polizia Postale di Roma, coordinati dai Procuratori Aggiunti Fusco e Mannella insieme ai Sostituti Barilli e Tarzia della Procura Distrettuale di Milano, hanno identificato 432 utenti che, sfruttando le potenzialità delle diffusissime applicazioni WhatsApp e Telegram, partecipavano a “canali” e “gruppi” finalizzati alla condivisione di foto e video pedopornografici ritraenti vere e proprie violenze sessuali su minori; gli abusi, in particolare, riguardavano prevalentemente bambine e bambini in tenera età e, in alcuni casi, anche neonati.

pedopornografia

159 gruppi individuati

Dei 159 gruppi individuati dagli investigatori della Polizia Postale, 16 erano delle vere e proprie associazioni per delinquere, al cui interno era possibile distinguere promotori, organizzatori e partecipi, con ruoli e compiti ben definiti. Ciascun gruppo era regolato da precise e severe norme di comportamento finalizzate a preservare l’anonimato (e, quindi, la “sicurezza”) del sodalizio criminale, oltre che dei singoli partecipanti. La violazione di tali regole comportava, infatti, l’espulsione da parte degli amministratori. La lunga e capillare attività di indagine ha consentito di dare un nome ai nickname utilizzati in rete dai pedofili, portandoli allo scoperto e fuori dall’anonimato della rete.

QUI TUTTI I DETTAGLI.

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