Cronaca

Per l’addio alla vigilessa Sara Gambaro, funerali solenni

Per l’addio alla vigilessa Sara Gambaro, funerali solenni
Cronaca 21 Febbraio 2016 ore 14:16

NOVARA – Sono ancora grandi il cordoglio e l’incredulità, a Novara, per la morte di Sara Gambaro, l’agente della Polizia locale di 44 anni morta venerdì pomeriggio 19 febbraio in un tragico incidente stradale lungo la tangenziale, mentre era impegnata a fare viabilità a seguito di un precedente sinistro.

Saranno funerali solenni quelli della giovane donna, residente da sempre a Sant’Agabio con la famiglia. Delle esequie si sta facendo carico l’Amministrazione comunale in sinergia con la Polizia locale. Sabato, intanto, le principali manifestazioni ospitate in città, dalla partita al Piola sino al Gala di Pattinaggio, sono state aperte da un minuto di silenzio in ricordo della 44enne. Il giorno dei funerali, come già annunciato, bandiere a mezz’asta in Comune, in segno di lutto. Nel frattempo verrà probabilmente promossa anche una raccolta fondi in memoria della donna.

La vigilessa lascia il marito Flavio, i due figli Samuele e Mattia, la sorella Luisa, anche lei agente della municipale, ma a Galliate, e i fratelli Federico e Gabriele, oltre a moltissimi amici. Una scomparsa che ha colpito duramente S. Agabio: l’agente aveva frequentato, da ragazza, l’oratorio e sono molti i ragazzi di allora che ancora la ricordano, che ricordano le uscite insieme in compagnia, in bicicletta nella zona di via Carestia e non solo.

Intanto c’è un intervento della segreteria nazionale Uil Fpl e del Coordinamento nazionale Polizia locale: “Ci stringiamo intorno alla famiglia e rafforziamo il nostro impegno per continuare la vertenza e mobilitazione per garantire sicurezza e adeguati diritti ai lavoratori della polizia locale che ogni giorno con il proprio lavoro garantiscono prevenzione e sicurezza ai cittadini. Chiediamo con forza il riconoscimento dello status di vittime del dovere e l’eliminazione dell’art. 6 del decreto Monti che con un colpo di spugna ha cancellato gli istituti dell’equo indennizzo, della causa di servizio e della pensione privilegiata agli agenti della polizia locale italiana con una palese disparità di trattamento rispetto agli altri corpi di polizia dello Stato”.

Monica Curino

 

NOVARA – Sono ancora grandi il cordoglio e l’incredulità, a Novara, per la morte di Sara Gambaro, l’agente della Polizia locale di 44 anni morta venerdì pomeriggio 19 febbraio in un tragico incidente stradale lungo la tangenziale, mentre era impegnata a fare viabilità a seguito di un precedente sinistro.

Saranno funerali solenni quelli della giovane donna, residente da sempre a Sant’Agabio con la famiglia. Delle esequie si sta facendo carico l’Amministrazione comunale in sinergia con la Polizia locale. Sabato, intanto, le principali manifestazioni ospitate in città, dalla partita al Piola sino al Gala di Pattinaggio, sono state aperte da un minuto di silenzio in ricordo della 44enne. Il giorno dei funerali, come già annunciato, bandiere a mezz’asta in Comune, in segno di lutto. Nel frattempo verrà probabilmente promossa anche una raccolta fondi in memoria della donna.

La vigilessa lascia il marito Flavio, i due figli Samuele e Mattia, la sorella Luisa, anche lei agente della municipale, ma a Galliate, e i fratelli Federico e Gabriele, oltre a moltissimi amici. Una scomparsa che ha colpito duramente S. Agabio: l’agente aveva frequentato, da ragazza, l’oratorio e sono molti i ragazzi di allora che ancora la ricordano, che ricordano le uscite insieme in compagnia, in bicicletta nella zona di via Carestia e non solo.

Intanto c’è un intervento della segreteria nazionale Uil Fpl e del Coordinamento nazionale Polizia locale: “Ci stringiamo intorno alla famiglia e rafforziamo il nostro impegno per continuare la vertenza e mobilitazione per garantire sicurezza e adeguati diritti ai lavoratori della polizia locale che ogni giorno con il proprio lavoro garantiscono prevenzione e sicurezza ai cittadini. Chiediamo con forza il riconoscimento dello status di vittime del dovere e l’eliminazione dell’art. 6 del decreto Monti che con un colpo di spugna ha cancellato gli istituti dell’equo indennizzo, della causa di servizio e della pensione privilegiata agli agenti della polizia locale italiana con una palese disparità di trattamento rispetto agli altri corpi di polizia dello Stato”.

Monica Curino

 

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