Perrino, pianista celebrato in tutto il mondo

Perrino, pianista celebrato in tutto il mondo
Cronaca 11 Agosto 2015 ore 09:24

NOVARA - Una eredità importante quella che lascia alla città. E che culminerà, nei prossimi mesi, nella consegna al Conservatorio Cantelli dell’archivio di quel Centro Studi Martucciani che aveva creato a Novara con passione e competenza. Così ha voluto il maestro Folco Perrino, scomparso venerdì all’età di 87 anni. Pianista celebrato in tutto il mondo, anche in duo con la moglie Elena Bollatto, ha scritto pagine importanti nella storia della musica novarese. Quanto avrebbe voluto partecipare, nel marzo scorso, al concerto diretto al Teatro Coccia dal maestro Riccardo Muti tornato per la quarta volta a Novara dove nel 1967 vinse il Premio Cantelli, ma i problemi di salute non gliel’hanno permesso. La sua è stata una presenza importante a Novara. Ricordiamo con quanto entusiasmo e professionalità presentasse, ogni stagione, il cartellone del Festival Cantelli che ha portato in città orchestre e solisti di grande prestigio. Quale presidente e poi direttore artistico dell’Associazione Amici della Musica “Vittorio Cocito” di Novara ha contribuito alla divulgazione della musica classica. Con grande sintonia di intenti collaborava con il maestro Ettore Borri, già direttore del Conservatorio Cantelli e oggi presidente degli Amici della Musica: «Tante le iniziative che portano il suo nome - ricorda Borri - ad esempio il Festival Cantelli, fondato nel 1980, che fa fatto conoscere dal vivo il grande repertorio sinfonico, e il Festival cusiano di musica antica, voluto da Elena Bollatto fin dal 1982, che ogni anno offre concerti con pagine dal Medioevo alle soglie dell’Ottocento. E, soprattutto, la costituzione dell’Archivio del Centro studi Martucciani: una raccolta di materiale documentario di grandissima importanza che egli ha desiderato fosse riordinato e ceduto in comodato al Conservatorio. A lui si devono anche l’apertura del Conservatorio novarese e la successiva intitolazione a Guido Cantelli. Il maestro Perrino ha svolto intensa attività concertistica, pubblicando preziosi dischi, e una attenta ricerca musicologica rivolta in particolare a Giuseppe Martucci, di cui ha scritto una monumentale biografia ricca di riferimenti documentari che hanno arricchito la conoscenza del musicista partenopeo». Commosse le parole della nipote Marilinda Mineccia, procuratore della Repubblica di Aosta: «Ci lascia una grande eredità dal punto di vista musicale: un suono caldo che, attraverso le sue interpretazioni, le sue creazioni, arrivava dritto al cuore. Bellezza interiore ma anche grande carica umana e spirituale. Aveva un pensiero fisso, gli ideali della luce, della trascendenza. “Fa’ che i nostri cuori portino alle vibrazioni del tuo amore”, così iniziava ogni concerto con la moglie. Oltre alla sua profonda cultura lo ricorderemo per la sua bontà, quella infinita tenerezza che, anche nei momenti difficili della malattia, lo portavano ad avere un sorriso, una carezza, parole di ringraziamento per tutti. Una persona di grande dolcezza, una profonda nobiltà d’animo». I funerali oggi, martedì, alle 10 nella Basilica di San Gaudenzio.
Eleonora Groppetti

NOVARA - Una eredità importante quella che lascia alla città. E che culminerà, nei prossimi mesi, nella consegna al Conservatorio Cantelli dell’archivio di quel Centro Studi Martucciani che aveva creato a Novara con passione e competenza. Così ha voluto il maestro Folco Perrino, scomparso venerdì all’età di 87 anni. Pianista celebrato in tutto il mondo, anche in duo con la moglie Elena Bollatto, ha scritto pagine importanti nella storia della musica novarese. Quanto avrebbe voluto partecipare, nel marzo scorso, al concerto diretto al Teatro Coccia dal maestro Riccardo Muti tornato per la quarta volta a Novara dove nel 1967 vinse il Premio Cantelli, ma i problemi di salute non gliel’hanno permesso. La sua è stata una presenza importante a Novara. Ricordiamo con quanto entusiasmo e professionalità presentasse, ogni stagione, il cartellone del Festival Cantelli che ha portato in città orchestre e solisti di grande prestigio. Quale presidente e poi direttore artistico dell’Associazione Amici della Musica “Vittorio Cocito” di Novara ha contribuito alla divulgazione della musica classica. Con grande sintonia di intenti collaborava con il maestro Ettore Borri, già direttore del Conservatorio Cantelli e oggi presidente degli Amici della Musica: «Tante le iniziative che portano il suo nome - ricorda Borri - ad esempio il Festival Cantelli, fondato nel 1980, che fa fatto conoscere dal vivo il grande repertorio sinfonico, e il Festival cusiano di musica antica, voluto da Elena Bollatto fin dal 1982, che ogni anno offre concerti con pagine dal Medioevo alle soglie dell’Ottocento. E, soprattutto, la costituzione dell’Archivio del Centro studi Martucciani: una raccolta di materiale documentario di grandissima importanza che egli ha desiderato fosse riordinato e ceduto in comodato al Conservatorio. A lui si devono anche l’apertura del Conservatorio novarese e la successiva intitolazione a Guido Cantelli. Il maestro Perrino ha svolto intensa attività concertistica, pubblicando preziosi dischi, e una attenta ricerca musicologica rivolta in particolare a Giuseppe Martucci, di cui ha scritto una monumentale biografia ricca di riferimenti documentari che hanno arricchito la conoscenza del musicista partenopeo». Commosse le parole della nipote Marilinda Mineccia, procuratore della Repubblica di Aosta: «Ci lascia una grande eredità dal punto di vista musicale: un suono caldo che, attraverso le sue interpretazioni, le sue creazioni, arrivava dritto al cuore. Bellezza interiore ma anche grande carica umana e spirituale. Aveva un pensiero fisso, gli ideali della luce, della trascendenza. “Fa’ che i nostri cuori portino alle vibrazioni del tuo amore”, così iniziava ogni concerto con la moglie. Oltre alla sua profonda cultura lo ricorderemo per la sua bontà, quella infinita tenerezza che, anche nei momenti difficili della malattia, lo portavano ad avere un sorriso, una carezza, parole di ringraziamento per tutti. Una persona di grande dolcezza, una profonda nobiltà d’animo». I funerali oggi, martedì, alle 10 nella Basilica di San Gaudenzio.
Eleonora Groppetti