Processo per il rumore al bar Coccia: ultime battute

Processo per il rumore al bar Coccia: ultime battute
09 Gennaio 2015 ore 21:19

NOVARA – E’ ormai giunto a conclusione, in Tribunale a Novara, il processo relativo alla vicenda che, pur se indipendente dall’inchiesta Giordano e con la quale nulla ha a che fare, ne è stata in qualche modo la genesi.

Davanti al giudice Andrea Cavagnolo, si sta svolgendo il dibattimento per il troppo schiamazzo che sarebbe stato provocato dal bar Coccia tra il 2009 e il 2010. In particolare il processo vede alla sbarra con l’accusa di ‘disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone’ (articolo 659 del codice penale) e di ‘mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice’ (articolo 388) l’allora titolare del locale, Mario Berti, difeso dall’avvocato Renzo Inghilleri, e Giacomo Bellandi (difeso dall’avvocato Paolo Mastrosimone), un dipendente di Berti. I due, per l’accusa, per quanto concerne il secondo capo d’imputazione, non avrebbero ottemperato a un provvedimento del Tar e a uno del Tribunale civile di Novara, che limitava l’orario di apertura. Parte civile, invece, sono l’avvocato Ignazio Pagani e altri residenti, rappresentati dall’avvocato Vittorio Cocito.

NOVARA – E’ ormai giunto a conclusione, in Tribunale a Novara, il processo relativo alla vicenda che, pur se indipendente dall’inchiesta Giordano e con la quale nulla ha a che fare, ne è stata in qualche modo la genesi.

Davanti al giudice Andrea Cavagnolo, si sta svolgendo il dibattimento per il troppo schiamazzo che sarebbe stato provocato dal bar Coccia tra il 2009 e il 2010. In particolare il processo vede alla sbarra con l’accusa di ‘disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone’ (articolo 659 del codice penale) e di ‘mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice’ (articolo 388) l’allora titolare del locale, Mario Berti, difeso dall’avvocato Renzo Inghilleri, e Giacomo Bellandi (difeso dall’avvocato Paolo Mastrosimone), un dipendente di Berti. I due, per l’accusa, per quanto concerne il secondo capo d’imputazione, non avrebbero ottemperato a un provvedimento del Tar e a uno del Tribunale civile di Novara, che limitava l’orario di apertura. Parte civile, invece, sono l’avvocato Ignazio Pagani e altri residenti, rappresentati dall’avvocato Vittorio Cocito.

Stamani, venerdì 9 gennaio, la requisitoria del pm Nicola Serianni, che, per Bellandi, ha chiesto l’assoluzione per la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice e, invece, 30 giorni di arresto per il disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone. Per Berti ha, invece, chiesto 12 mesi di reclusione complessivi per i due capi che gli vengono contestati.

I difensori hanno chiesto l’assoluzione. Il legale di parte civile si è accodato alle richieste del pm, chiedendo un risarcimento di 5mila euro ciascuno per i suoi assistiti.

L’udienza è stata aggiornata al 6 febbraio per eventuali repliche.

mo.c.

Altri dettagli sul numero del Corriere di Novara in edicola sabato 10 gennaio

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