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Processo

Prostituzione all’ex Blue Motel di Castelletto: condanne confermate

Un caso che fa ancora discutere molto a distanza di 15 anni

Prostituzione all’ex Blue Motel di Castelletto: condanne confermate
Cronaca Arona, 21 Aprile 2021 ore 07:00

Prostituzione all’ex Blue Motel di Castelletto: la Corte d’Appello conferma le condanne per i vertici della struttura.

Una conferma arrivata dopo 15 anni

Sono state confermate in Appello le condanne per la prostituzione avvenuta per lungo tempo nelle stanze dell’ex Blue Motel di Castelletto Ticino. Dai giudici della Corte torinese, 15 anni dopo i fatti, nessuno sconto di pena rispetto alla sentenza di primo grado, emessa dal tribunale di Novara il 18 luglio 2019. Un anno e 4 mesi di carcere, dunque, nei confronti dell’allora direttore Massimo Mauri, di Patrizia Croci e Massimo Ronconi, entrambi vice direttori, e di Gabriele Ficchì, collaboratore e addetto alla ricezione. I primi tre rispondevano di aver sostanzialmente tollerato quanto accadeva (“senza far nulla per impedirlo”) all’ex “Blue Motel”, mentre Ficchì di favoreggiamento, l’accusa più grave. Non è ancora certo se ci sarà un ricorso in Cassazione.

La ricostruzione dei fatti

I fatti al centro del procedimento risalgono al periodo compreso tra il ’96 e il 2006. Secondo la Procura, che a suo tempo aveva svolto un’operazione a più ampio raggio ribattezzata “Poker d’Assi” e che non aveva riguardato soltanto l’ex “Blue Motel”, ma anche altri locali notturni sparsi tra l’Aronese e il lago Maggiore, in quel periodo chi stava ai vertici dell’ex “Blue” avrebbe guadagnato soldi grazie alla prostituzione di ragazze nelle stanze di via Sempione 182. Sempre stando all’accusa, ogni camera prenotata dai clienti a quello scopo avrebbe procurato tra i 40 e i 70 euro di guadagno e ad essere coinvolte nel giro sarebbero state almeno una ventina di ballerine-spogliarelliste.

L’iter processuale

I difensori dei quattro imputati avevano chiesto l’assoluzione dei loro assistiti, sostenendo che molte delle ragazze che si prostituivano avevano via via dichiarato di non aver mai conosciuto Mauri, Croci, Ronconi e Ficchì. Gli stessi legali avevano anche contestato le indagini svolte dai carabinieri, soprattutto per quanto concerne la stesura dei verbali. Negli anni scorsi alcuni ex dipendenti erano usciti di scena nell’immediatezza dei fatti dalla vicenda giudiziaria, ricorrendo a riti alternativi. L’operazione “Poker d’Assi”, per la cronaca, aveva portato nel 2006 alla chiusura di quattro locali a Castelletto, un night a Paruzzaro e uno ad Arona. Aveva fatto scandalo la conferma che esponenti delle forze dell’ordine avessero in qualche caso partecipato alla prostituzione.