“Punto nel vivo”, campagna di informazione sull’allergia alle punture di api

“Punto nel vivo”, campagna di informazione sull’allergia alle punture di api
03 Luglio 2015 ore 17:33

C’è anche l’Allergologia di Borgomanero dell’Asl No tra i 25 Centri che hanno aderito a “Punto nel vivo”, la prima campagna di informazione sull’allergia al veleno di imenotteri. 

L’iniziativa di livello nazionale è patrocinata da FederAsma e Allergie Onlus – Federazione Italiana Pazienti e realizzata con il contributo incondizionato di ALK-Abellò ed è promossa da un gruppo di “25” esperti che fanno riferimento ai principali Centri Allergologici Specializzati nella diagnosi e terapia dell’allergia al veleno di imenotteri.

Ma quali sono gli imenotteri? Si tratta di un famiglia di insetti composta da oltre 100.000 specie. I più comuni in Italia sono le api, i bombi, i calabroni e  le vespe. 

Una persona “normale” punta da uno di questi insetti presenta, in genere, una reazione cutanea caratterizzata da dolore, rossore e lieve gonfiore locale che scompare nel giro di un paio d’ore. Una persona allergica (si stima che gli italiani in questa condizione siano il 5%) invece avrà lesioni cutanee estese, dolorose e persistenti per più di 24 ore, e può sviluppare orticaria, edema diffuso, crampi addominali, difficoltà respiratorie ed a volte collasso cardiocircolatorio e shock. 

I trattamenti più efficaci sono l’immunoterapia per regolare la risposta immunitaria e proteggere a lungo termine il soggetto da successive reazioni e l’autoiniettore di adrenalina per limitare le reazioni allergiche più gravi come lo shock anafilattico subito dopo essere stati punti. 

Per maggiori informazioni si può contattare la struttura di Allergologia dell’Asl No di Borgomanero presso l’ospedale Ss. Trinità in via Mons. Cavigioli 5, tel. 0322 848370  (referente è il dottor Renato Cantone).

v.s.

C’è anche l’Allergologia di Borgomanero dell’Asl No tra i 25 Centri che hanno aderito a “Punto nel vivo”, la prima campagna di informazione sull’allergia al veleno di imenotteri. 

L’iniziativa di livello nazionale è patrocinata da FederAsma e Allergie Onlus – Federazione Italiana Pazienti e realizzata con il contributo incondizionato di ALK-Abellò ed è promossa da un gruppo di “25” esperti che fanno riferimento ai principali Centri Allergologici Specializzati nella diagnosi e terapia dell’allergia al veleno di imenotteri.

Ma quali sono gli imenotteri? Si tratta di un famiglia di insetti composta da oltre 100.000 specie. I più comuni in Italia sono le api, i bombi, i calabroni e  le vespe. 

Una persona “normale” punta da uno di questi insetti presenta, in genere, una reazione cutanea caratterizzata da dolore, rossore e lieve gonfiore locale che scompare nel giro di un paio d’ore. Una persona allergica (si stima che gli italiani in questa condizione siano il 5%) invece avrà lesioni cutanee estese, dolorose e persistenti per più di 24 ore, e può sviluppare orticaria, edema diffuso, crampi addominali, difficoltà respiratorie ed a volte collasso cardiocircolatorio e shock. 

I trattamenti più efficaci sono l’immunoterapia per regolare la risposta immunitaria e proteggere a lungo termine il soggetto da successive reazioni e l’autoiniettore di adrenalina per limitare le reazioni allergiche più gravi come lo shock anafilattico subito dopo essere stati punti. 

Per maggiori informazioni si può contattare la struttura di Allergologia dell’Asl No di Borgomanero presso l’ospedale Ss. Trinità in via Mons. Cavigioli 5, tel. 0322 848370  (referente è il dottor Renato Cantone).

v.s.

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