Mal'aria

Rapporto Legambiente, malissimo Torino: fra le 5 città più inquinate d’Italia

I (pessimi) risultati dopo un monitoraggio di 5 anni: maglia nera alla città sabauda.

Rapporto Legambiente, malissimo Torino: fra le 5 città più inquinate d’Italia
01 Ottobre 2020 ore 07:23

Pessime notizie per i torinesi: secondo il nuovo rapporto di Legambiente ‘Mal’aria’ che analizza l’inquinamento lungo un periodo di cinque anni (dal 2014 al 2018), tenendo in considerazione i valori dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la città sabauda è fra le cinque maglie nere del Paese. Lo riportano i colleghi di primatorino.it

Torino fra le 5 città più inquinate d’Italia

Le città che sono “messe peggio” e si portano a casa un voto pari allo zero sono: Torino, Roma, Palermo, Milano e Como. Il rapporto di Legambiente è stato reso noto alla vigilia dell’entrata in vigore delle misure antismog in diverse aree del Paese sulla base dell’accordo per le zone del bacino padano. Misure che interessano proprio la città all’ombra della MoleDal primo ottobre 2020, infatti, tornano i blocchi a Torino, nell’agglomerato torinese e nei Comuni con popolazione superiore ai 20 mila abitanti, dove i valori limite di PM10 e del biossido di azoto NO2 siano stati superati per almeno tre anni, anche non consecutivi, nell’arco degli ultimi cinque anni. Dal 2 ottobre, dopo aver superato il livello consentito di Pm10 nell’aria per ben 4 giorni consecutivi , si fermeranno anche i diesel immatricolati fino al 2013. Quelli degli anni successivi hanno il livello rosso, quello che scatta dopo dieci giorni consecutivi di sforamenti. A Torino e provincia è previsto anche un livello viola con la circolazione vietata anche per gli euro 6, auto sostanzialmente nuove.

La situazione è grave per tutti

Sebbene sia una magra consolazione si segnala che, secondo il rapporto di Legambiente, soltanto il 15% delle città ha raggiunto nei cinque anni un voto sufficiente. Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, ha dichiarato:

“Per tutelare la salute delle persone bisogna avere coraggio e coerenza definendo le priorità da affrontare e finanziare. Le città sono al centro di questa sfida. Inoltre serve una politica diversa che non pensi solo ai blocchi del traffico e alle deboli e sporadiche misure anti-smog. Il governo italiano, grazie al Recovery fund, ha un’occasione irripetibile per modernizzare davvero il Paese, scegliendo la strada della lotta alla crisi climatica e della riconversione ecologica dell’economia italiana non perda questa importante occasione e riparta dalle città incentivando l’utilizzo dei mezzi pubblici, potenziando la rete dello sharing mobility e raddoppiando le piste ciclopedonali”.

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